Dissertazioni socio-economiche sulla crisi economica mondiale
Cari internauti ed amici
prima di dare inizio a questa bella esperienza (che sicuramente sarà, sono convinto sarà, necessariamente sarà) voglio inviare un saluto a tutti, e sperare che le tesi sostenute durante le mie dissertazioni vengano commentate, nonché criticate.
Mutui subprime, finanza creativa, equity swap, stock option; sembrano tutte paroloni incomprensibili ai più, ed invece si fondano su un principio semplicissimo che andremo ad analizzare.
-Sui derivati non mi pronuncio… non vorrei farvi nauseare.-
Il meccanismo può sembrare complicato, ma il risultato generato è molto semplice. Tutto parte dagli Stati Uniti dove i banchieri hanno uno strano rapporto con i prestiti e gli investimenti: al cittadino americano viene proposto di acquistare casa accedendo ad un mutuo ipotecario senza presentare solide garanzie; il soggetto accetta e inizia la spirale perversa.
Dopo qualche anno questi non essendo più in grado di pagare verrà dichiarato “insolvente”. Gli verrà pignorata la casa, che verrà rimessa in vendita all’asta generando quella che è formalmente definita “bolla immobiliare” (Case invendute e abbassamento delle quotazioni delle stesse). E gli istituti di credito cosa fanno? Continuano in questa spirale fino al momento in cui il sistema crolla rovinosamente, in quanto le banche (Fannie Mae e Freddie Mac; Lehman Brothers, Bearn Stern) non riescono a far rientrare i debiti verso cui si sono esposti e i bilanci non possono nascondere gli enormi buchi.
Perché solo ora i governi hanno scoperto la crisi( in leggero ritardo… direi), e fatto perdere miliardi di Euro agli investitori? Perché non è stato consigliato di vendere titoli e obbligazioni Lehman Brothers? (Sul sito www.pattichiari.it questi erano consigliati) Bah, nessun giornalista ha scritto sui rischi 6 –8 mesi fa quando tutti gli addetti ai lavori ne erano già ampiamente a conoscenza. Sarebbe bastato dare un’occhiata alle quotazioni delle azioni bancarie che hanno perso mediamente il 40 – 50% del loro valore in questo ultimo anno.
Il risultato di questa crisi finanziaria si ripercuoterà solo sui cittadini che con la finanza mondiale non hanno nulla a che spartire. Ah la globalizzazione; gioie e dolori, si appunto dolori.
La crisi è come un virus. Ha intaccato alcuni istituti di credito europei (vedasi Northern Rock, per esempio) e credo ne intaccherà altri. Bel quadro no? Alla prossima.
Salvo Salvaguardia VIII”
Fonte:
Il Sole 24ore






Mio caro
dimmi se sbaglio. Io avevo letto da qualche parte che gli istituti di credito americani per legge sono autorizzati a fare prestiti la cui somma totale può arrivare fino ad un massimo di 10 (DIECI!!!) volte tanto quanto hanno realmente in deposito. Insomma prestano soldi che non ci sono. Ma non ci sono nel senso che proprio non esistono! I problemi sorgono quando i debitori vogliono riscuotere quello che gli spetta…
Per quel che riguarda l’informazione bisognerebbe vedere all’estero come è andata ma in Italia lo sappiamo com’è… di “schiene dritte” in questo paese ce ne sono davvero poche. A me, per esempio, piacerebbe avere un quadro generale sulle quote proprietarie delle società finanziare nei grandi gruppi editoriali; potrebbe essere interessante saperlo. Infatti lo sanno davvero in pochi…
(A)lessio
ti segnalo anche questo link che mi sembra molto interessante anche perchè offre un quadro della situazione e una prospettiva per l’economia del meridione d’Italia:
http://www.agoravox.it/QUELLO-CHE-E-MEGLIO-NON-DIRE-SULLA.html
Ho la netta sensazione che nel futuro per noi saranno davvero “volatili per diabetici”…
(A)lessio
Si Alessio, ottimo suggerimento!
Il sistema AngloAmericano se utilizzato bene è uno splendido strumento.
Certo un italiano medio accede un mutuo-prestito per fare un investimento e non per andare in vacanza come sono soliti fare gli Americani yankee.
Povero Obama! Cosa lo aspetta miliardi di cambiali scoperte!!
Gli Istituti Americani come la stessa America ha della carta straccia su cui stampa il dollaro.
Ma attenzione sono curioso di vedere cosa succederà tra qualche 5-6 mesi; gli Americani accuseranno molto il colpo. Non potranno più dispensare consigli Urbi et orbi hhh
onestamente io l’aspetto finanziaro del sistema AngloAmericano non lo vedo in maniera positiva. Non è uno strumento utile prestare soldi che non esistono a fronte di beni, servizi e prestazioni che sono davvero reali. A me, detto col cuore, mi sa davvero di truffa. Niente di più ma neanche niente di meno.
(A)lessio
Compare tutti i sistemi hanno aspetti positivi e aspetti negativi.
Qui in effetti sono 100 a 1
Io direi che al centro di tutto ci sono 2 elementi fondamentali: primo, il concetto di proprietà della casa; secondo, una domanda che in pochi si sono fatti: perchè si è operato concedendo credito a chi non avrebbe avuto titolo per accedervi? sul primo punto (il concetto della proprietà della casa) sorvolo perchè mi sembra meno centrale rispetto al tema del perchè i CEO delle grandi banche hanno fatto certe scelte. Il problema è che questi soggetti sono stati spinti ad operazioni tanto azzardate da un elemento assai semplice: la struttura delle loro retribuzioni. Infatti, il compenso di un top manager USA (come in generale anche per i top manager europei) si compone di una parte fissa (che non fa gridare allo scandalo per consistenza) e di una parte variabile giocata sui premi. Ecco, il problema è che questi top manager hanno operato scelte di breve periodo, atte a generare flussi di borsa positivi (certamente non ora, nè un anno fa) di modo che avrebbero potuto beneficiare dei premi (incentivi, quali sono le stock options) che avrebbero fortemente aumentato i loro redditi senza, tuttavia, creare un vero valore per la società che, infatti, andava incontro ad operazioni altamente rischiose (concessione di credito a soggetti molto probabilmente insolventi) che avrebbero (hanno) portato ad un crollo verticale quando sono saltati i coperchi dalle pentole. Il problema è di valutare se, quanto e come ridimensionare il sistema di incentivi legati all’operato dei top manager. Fintanto che non si metterà una stretta sul lato dei compensi derivanti da opzioni non saremo immuni da altre crisi. Tutto sta nel trovare un nuovo settore sul quale riproporre gli stessi giochi perversi.
ciao,
FP
Intanto negli Stati Uniti c’è una cultura che vede il denaro in modo molto più “fluido”: pagano in grande quantità con la carta di credito (ovvero: fanno debiti anche per pagare un caffè), e siccome sono tanti a farlo il servizio costa poco: gli arriva la bolletta dalla banca a fine mese e possono andare in giro con il portafogli vuoto.
Per i mutui il discorso è leggermente diverso, ormai da anni le Banche americane usano sistemi di intelligenza artificiale (simili a quelli che si usano contro lo spam) per sapere se un nuovo cliente “pagherà” oppure no. In Italia lo fanno le assicurazioni online (avete presente: si va sul sito, si mettono le informazioni base ed esce un preventivo personalizzato). Si cerca di inserire il cliente in un “gruppo” (esempio: “maschio bianco dai 25 ai 30 anni laureato della Lombardia”) e si fanno analisi statistiche per capire se il gruppo è più sul “pagherà” o è più sul “non pagherà”.
Questo ha permesso di avere molti più clienti in tempi più rapidi, e quindi guadagnare di più (come giustamente diceva Fabiano).
Il guaio è che questi sistemi sono come i sondaggi (non ci prendono quasi mai) e se ne stanno accorgendo ora.
una battuta per confermare quanto scrivi,Diego. Probabilmente molti avranno visto il programma di fabio volo (italo-americano) su mtv. Nella puntata svolta a Chicago, discutendo con Luigi Zingales (economista italiano di grande fama, nonchè professore all’Università di Chicago e già consigliere di amministrazione indipendente di telecom italia), lo stesso si meravigliava del contante che lo stesso Volo aveva con se. Spiegava, infatti, che il denaro contante in quantità (più di 50 dollari diciamo) sono soliti averlo solamente due categorie (ne parlava scherzando, ma non troppo): gli spacciatori e le “hookers”, che lascio immaginare chi possano essere.
FP
si è vero che i contanti negli USA non si usano ed è anche vero che se beccano un uomo con tanti contanti in tasca la prima equazione che viene in mente è che sia un criminale. Il problema finanziario non sta in questo genere di modo di atteggiarsi nei confronti del denaro contante. Il problema è che gli USA sono il paese più indebitato al mondo. Gli istituti finanziari prestano soldi che non hanno e che non esistono. Qualunque sia il motivo si usano soldi finti per fare cose vere e quando tutto questo castello costruito con le carte da gioco incontra un alito di vento rischia di crollare. Quelli che non subiscono il crollo sono gli stessi che costruiscono il castello. Il problema è quello. La finanza, speculativa o no, è davvero un buon metodo di sviluppo? Siamo sicuri che non sia solo un’illusione? O meglio fin quando regge è tutto bello, è tutto nuovo, è tutto veloce, è tutto competitivo ecc ecc ma è davvero il modo migliore di organizzare le cose?
Ciao ragazzi
l’argomento piace… di strettissima attualità.
Propongo un AGGIORNAMENTO.
Lehman Brothers: per i risparmiatori italiani un pacco da 2 miliardi.
Cari amici
Apprendiamo dal Governatore della Banca d’italia Prof. Mario Draghi che i titoli tossici Lehman Brothers acquistati dai risparmiatori italiani ammontano a circa 2 Miliardi di Euro!
Dubito (purtroppo) che tutti i risparmiatori riusciranno a recuperare questa somma così elevata.
-Mentre scrivo questa dissertazione Doris (Mediolanum) e Fininvest si offrono di sostituire le obbligazioni Lehman con nuovi titoli.-
Ai posteri l’ardua sentenza.
Vi allego dei grafici (interessante il penultimo) presentati dal Prof. Mario Draghi all’audizione (Commissione finanza) di giorno 21-10-2008.
Notate nel grafico in questione il tonfo della borsa italiana; pauroso.
Alla prossima.
SAlvaguaardia
Allegati al link esterno http://www.cittadinolex.kataweb.it/article_view.jsp?idArt=85874&idCat=
punto numero uno: l’investimento in titoli azionari si caratterizza necessariamente per un obiettivo, che è quello del realizzo di un guadagno. E’ pura iprocrisia (oltrechè errato) pensare che l’investitore sia un omino tranquillo che, non sapendo cosa fare dei propri guadagni (o di una parte di essi), si getta ad acquistare azioni. Che abbia sentito a Report di persone che hanno investito anche 80 milioni di lire in titoli azionari, perchè speravano di avere un piccolo gain per la propria pensione, beh questo significa essere sprovveduti. E’ ovvio che l’investitore professionale ha una propensione al rischio diversa, come è anche vero che il pollo, perchè di pollo si tratta, che investe tutti i propri risparmi utilizzando il mercato azionario come un deposito a lungo termine, dovrebbe più opportunamente rivolgersi ad altri strumenti. Il mercato è un luogo di per sè con andamenti altalenanti, soggetto a crolli, a grandi rally. Chi non capisce questo, beh semplicemente non capisce bene un sistema di finanza che, nel bene e nel male, ha governato il mondo negli ultimi 30 anni. Gli interventi Paulson e UE hanno momentaneamente arginato la crisi dei mercati, tuttavia,come giustamente da più parti si sentenzia, serve più trasparenza. attenzione, non più regole! più trasparenza, che è cosa diversa. La regole di per sè sono armi spuntate, così come le autority di controllo, serve una maggiore trasparenza degli operatori e dei sistemi di vigilanza. Il grosso problema è, piuttosto, un’altro… quante imprese, o ancor peggio, organi istituzionali (province, comuni, regioni) hanno fatto di questi strumenti di finanza creativa un sistema per cercare di arginare, mascherare, rattoppare bilanci in profondo deficit, legando i propri investimenti a parametri totalmente avulsi da quelli che dovrebbero essere le linee guida di un investimento. Quindi, se lo strumento è stato usato è soprattutto perchè piaceva, permetteva giochi contabili ad amministrazioni altrimenti a terra sul piano finanziario. Non gettiamo tutte le colpe sul mondo finanziario, guardiamoci intorno.
FP
Gentile Fabiano P.
rispetto al Suo ultimo commento mi permetto di dissentire su un punto a mio avviso fondamentale.
I risparmiatori sono indirizzati dalle Banche o sbaglio.
Se una determinata Banca offre bond Cirio o Parmalat perchè ha un’alta remunerazione sull’operazione è complice del misfatto (Si vedano vari processi in corso). Le banche commerciali e quelle d’affari speculano sul cittadino e la Consob sta a guardare (Si veda vicenda Saras).
Gli strumenti derivati stipulati da alcuni comuni erano sponsorizzati da alcune banche italiane. Lo sanno tutti, e si nota dalle loro azioni in questi giorni; sono troppo esposti.
Alla prossima
lisicere, non si parla di soldi finti, o soldi investiti in cose finte.
Sono soldi investiti “in opinioni”, se vogliamo.
Esempio: se voglio comprare un tavolo, più o meno so che, male che vada, avrà sempre un suo valore – se non altro per me che ci appoggio le cose sopra.
Cosa ben più difficile è stabilire un costo, per esempio dei servizi: il valore di una banca, semplificando, è dato da quanto tutti pensano che guadagnerà in futuro: non ci sono cose “tangibili”, o sono comunque irrilevanti.
Quindi, se tutti pensano che farà un sacco di soldi, aumenterà il valore; viceversa, quando si scopre che ci saranno problemi in futuro, allora tutti cambiano opinione, tutti vendono.
E’ una cosa che fa parte nella natura di questi servizi, non deriva da imbrogli o altro (anche se a dire il vero gli imbrogli peggiorano molto le cose, fanno andare alle stelle la sfiducia, perché uno pensa “e allora chissà cos’altro mi stanno nascondendo”).
Nel caso delle banche americane, non hanno perso “direttamente” dai mutui: se uno non ti paga il mutuo, gli prendi la casa, e ti sei rifatto; ma se sono migliaia, contemporaneamente, e ci vogliono più di sei mesi per venderle, ti trovi qualche problema. Se ti dicessero: “per sei mesi, al posto dello stipendio, ti diamo questa bellissima casa che però non puoi vendere”… non moriresti di fame?
E’ un circolo vizioso: se hai problemi, tutti vendono, e il tuo valore diminuisce, e i problemi si fanno più grossi.
Salvatore,
le banche sono li’ per fare un profitto. Per chi le possiede, *non* per altri. Ed è pure giusto, altrimenti si chiamerebbero ONLUS.
Per le eventuali truffe vanno puniti i responsabili e quanti erano in malafede, non ci piove. Ma queste situazioni devono servire a creare un po’ di “sana diffidenza”, non nel senso di sfiducia, ma nel senso di “voler controllare i fatti”: ne beneficerebbe l’intera società.