De occupatione





Benché non abbia nessun preconcetto a sfavore dello studio delle lingue classiche, la scelta di sovrastare l’articolo seguente con un titolo in lingua morta è motivata  unicamente dalla di una maggiore comprensibilità soprattutto agli occhi degli individui di cui si dirà.

Giornali e tv in questi giorni stanno miracolosamente riservando una degna porzione di obbiettivo alle manifestazioni che a livello studentesco si stanno tenendo per esprimere un aperto dissenso alla riforma della ministra Gelmini. Quello che però le immagini inevitabilmente mostrano è la negazione stessa del dissenso che le mandrie di protostudenti si vantano di urlare.

Palermo, Milano, Roma, Bologna, Firenze, sono in questi giorni il palcoscenico dell’ennesimo teatro in tono di operetta di un paese moribondo che nella sua più imperitura tradizione rifiuta l’eutanasia. Quello che puzza, oltre le uova e i fumogeni lanciati, è il quadro dello sguardo di queste persone, scese in una piazza che non esiste più ma che non si rassegnano ad abbandonare perché così gli è stato insegnato. Impadronisciti di una cosa che è pubblica, dimentica che non è tua e soprattutto non pensare neanche che possa essere degli altri. Quando vedo le scene di tafferugli o anche solo di caroselli nel mezzo di quelle che sono le più belle città non d’Italia ma d’Europa, i rimasugli della mia già logorata coscienza si stringono in un biasimo di comicità che, in realtà, serve ad occultare tanta rabbia e tanta voglia di piangere addosso a queste disordinate truppe dell’ignoranza servita nei libri. I poliziotti contro cui si scagliano, poveri lavoratori mandati a far star buoni i bambini ve li manderei contro, questa volta si, con in mano falce e martello ogni volta che inzozzate con i vostri slogan (quelli sì televisivi ergo berlusconianissimi) i palazzi più gloriosi del genio umano e le colonne artistiche di una storia che è di tutti e sarebbe anche ora che lo imparaste.  Questo però non mi fa perdere la speranza di vedere un giorno le vie e soprattutto i corridoio della mia ripuliti da questa “racaille” che ci portiamo dietro da decenni, irrinunciabilmente protetta da una falsa cultura che se ci sono organismi che ha veramente contribuito a far crescere questi sono i recinti dei partiti.

Sono stanco delle falci e dei martelli, sono stanco di Che Guevara, sono stanco degli pseudoanarchici, sono stanco dei fascisti, sono stanco delle magliette nere, sono stanco delle bandiere, di simboli che forse sono troppo vecchi persino per i libri di storia. Sono stanco di miei coetanei che fingono di essere i loro nonni nei loro capelli, nelle loro magliette e nelle loro parole. Mussolini è morto. Il popolo operaio ha scoperto l’inconfessabile piacere di prenderla in quel posto e i contadini (brianzoli e veneti) sono al potere. E’ una pietà doverli sentire questi studenti, ai loro megafoni, sui loro palcoscenici allestiti per un futuro posto da consigliere comunale se non deputato. Nelle loro fiaccolate, nelle loro “feste” universitarie dove a trionfare sono solo i meccanismi più necessari per una tribù che non è in grado di ritrovarsi se non nella socializzazione primordiale delle droghe più adolescenziali (aperto finanziamento alle mafie) e nell’alcool. Sento deliranti sociologi decantare l’imminente fine del mito del progresso.

Quello che io credo è che ci troviamo davanti ad una sbandata pericolosissima in cui non è il mito del progresso ad essersi fatto da parte, ma le persone capaci di trainare il progresso. In preda ad un giustificatissimo disgusto, in preda a spiegabilissimi ma inaccettabili consensi oceanici a quel gioco perverso, puzzolente di sperma masturbatoria ch’è la politica con i suoi deuteragonisti. Il ruolo di protagonista ovviamente spetta al disgusto. Ma provare pietà è circondare gli altri della propria miseria. E in queste parole ammetto la presenza di una sensazione di miseria che mi è suscitata dall’ormai insostenibile risentimento verso questi bambini invecchiati che si arrogano il diritto di essere miei rappresentanti (ovviamente non lo concederei mai a nessuno) e persino di condizionare le mie attività di studio e di ricerca.

Mettiamo le cose in chiaro: abiuro apertamente la democrazia. Ma voi che ne predicate il credo dalla notte dei tempi repubblicana, se voleste darne una reale dimostrazione dovreste rinchiudervi in una cantina di legno sotto il lago di Walden, con dieci mandate di chiavistello. Perché io non scenderei mai in piazza contro l’articolo 18, la riforma della , l’uccisione sanguinaria della ricerca. Questi sono pretesti sotto i quali leggere “governo ” a prima vista ma in maniera più coscienziosa, i partiti degli ultimi cinquant’anni con i loro elettori. Mi ripugnano profondamente le personalità che ricorrono al meccanismo spersonalizzante e sprezzante dei sondaggi, ma devo comunque accettare la loro esposizione di un evidentissimo consenso. Dunque il problema è traslato.

Non ci troviamo di fronte ad un governo di canaglie. Ci troviamo in mezzo ad un popolo di miserie, che continua a fare il giardiniere del re. Il problema è più in basso, giù, nel livello orizzontale degli elettori, guarda un po’, proprio al vostro livello. Avete mandato la vostra credibilità nella miniera elitaria della politica e nella cultura ctonica del narcisismo, e l’avete sepolta già prima che morisse. Essere democratici oggi assume la sua accezione più triste nel dover accettare come la stragrande maggioranza ha votato.

Io sto con quel 22% che neanche s’è avvicinato al seggio. Nell’incapacità generale e nell’invecchiamento precoce dei miei coetanei c’è qualcosa di edipico, anzi direi di blocco alla fase anale, che li riporta a quarant’anni fa, bloccandone effettivamente la crescita e facendogli provare un piacere immenso nel produrre merda. Sono passati 40 anni dal ’, quasi 70 dalla fine della guerra e non è più possibile dover restare a guardare questi “beatles” in mezzo alla strada a cantare “bella ciao”, a parlare di una libertà cui loro stessi cerebralmente rinunciano quando si svegliano al mattino. Perché è bene vedere come il materialismo e il “politicism” dei nostri giorni è in realtà un atteggiamento idealista, perché per meglio distruggere le vere idee prima che gli ideali, impedisce di crearne di nuove e acceca, nel richiamo dell’anticaglia populista degli anni ’60.

Il valore è dunque finalmente sfumato, quelle sensazioni sfuggono ai sensi e il risultato è un collettivo avvelenamento dell’inconscio. Quarant’anni fa nell’assopirsi della contestazione un preside de La Sapienza disse rigorosamente: “La vacanza è finita”.

Mai conclusione fu più azzardata e malmirata.

Giovanni Modaffari

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20 Commenti »

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

Allora,
devo premettere che su molti aspetti e punti di vista sono d’accordo. Non mi piace la prevaricazione nè quando la fanno i potenti, nè quando la fanno gli aspiranti potenti, nè quando la fanno i senzapotere.
Detto questo hai sparato a zero, se pur sono d’accordo su alcune cose, è troppo facile così.
Mi sarebbe piaciuto che ci avessi detto come devono fare dei cittadini per dimostrare che un atto dei propri governanti non è gradito, anzi è apertamente contestato. Va bene l’occupazione delle università e tutta la solfa sul fatto che molti non possono studiare, ricercare, ecc ecc a causa di un groppuscolo di pseudosovversivi. Ma la questione quì riguarda studenti, insegnati, dottorandi, ricercatori, bidelli, amministrativi, tecnici, ecc ecc. Erano decenni che non si vedevano tutti insieme. Nè contro Berlinguer, nè contro la Moratti erano così tanti! Credo proprio che ci sia un motivo e la piazza è il luogo migliore dove esprimere questi motivi. Io non so quanti di questi hanno votato Berlusconi e i contadini della brianza ma questo non vuol dire nulla. Cambiare idee è leggittimo e sacrosanto. Soprattutto quando nessuno aveva promesso di fare cose del genere per cui anche i mammalucchi che si sono fatti abbindolare non lo hanno fatto in seguito alle promesse sulla scuola e l’università.
Non sei sceso in nessuna questione di merito riguardo la riforma e non lo faccio neanche io.
Mi duole costatare una cosa però. Tu li (ci perchè il 30 ottobre ci sarò anche io in piazza a roma…) chiami elettori. E ci chiami così dall’alto in basso visto che ci dai del voi e non ti ci metti in mezzo. IO neanche sono andato alle urne, sono sincero e orgoglioso di me quando dico che non ho mai votato; sono sempre più convinto e sicuro di quello che ho fatto (Ogni giorno ne ho una dimostrazione). Questo non vuol dire che guardo chi ha votato dall’alto al basso.
La mia costatazione riguarda l’uso delle parole che usi e che sembra che conosci bene. Ma, mio caro, saprai anche tu che la parola “elettori” è riferita ad un contesto ben preciso in cui esistono delle elezioni. Avresti dovuto usare la parola CITTADINO e per forza di cose ti ci saresti dovuto mettere in mezzo anche tu. Conosci bene l’uso del linguaggio ma l’uso che ne hai fatto in quella frase non è stato corretto. Io non sono un elettore ma sono uno che ha a cuore il sistema educativo, scolastico e della ricerca in questa sottospecie di paese dove viviamo. Per questo mi definisco cittadino. Non so se italiano o della terra, ma pur sempre cittadino. Cittadino che vorrebbe sentire qualche proposta alternativa al solito sparare a zero senza proposte. Cosa che, caro mio, ti allinea perfettamente a tutti quelli che critichi.
Le mie proposte per es, visto che non entriamo nel merito della riforma, possono riguardare alcuni tipi di droga (ne hai accennato apertamente). Io non sono per la legalizzazione, io sono per la liberalizzazione della cannabis e dei suoi derivati. Alla facciazza delle mafie che si alimentano con le feste universitarie (e quì hai ragione…purtroppo). Ma l’alcool dovresti anche un po’ ringraziarlo perchè i superalcolici sono monopoli di stato e se hai la possibilità di studiare in alcuni degli istituti culturali migliori d’Italia e d’Europa lo devi pure ai fondi portati nelle casse statali dagli mbriaconi.

(A)lessio

obisball dice:

Anche io disistimo fortemente gli pseudorivoluzionari che usano questi episodi in cerca di pubblicità e visibilità in previsione di future candidature o NOMINE in Parlamento; però non mi piace nemmeno la concezione elitaria di popolo bue che pervade tutto l’articolo, concezione che peraltro resta fine a sè stessa visto che nemmeno l’autore trae alcuna conclusione o proposta da tutto quello che ha scritto: forse dovrebbe frequentare meno “Salotti” e immergersi nella realtà… :)

Sandro

Diego C. dice:

“Benché non abbia nessun preconcetto a sfavore dello studio delle lingue classiche, la scelta di sovrastare l’articolo seguente con un titolo in lingua morta è motivata unicamente dalla ricerca di una maggiore comprensibilità soprattutto agli occhi degli individui di cui si dirà.”… ma bisogna tradurlo in espressioni logiche e poi usare qualche teorema?

Proviamo:
Non ho nessun preconcetto a sfavore –> ho preconcetti a favore –> mi piace

“sovrastare l’articolo seguente con un titolo in lingua morta” –> scrivere il titolo in latino

“agli occhi degli individui di cui si dirà” –> mo’ segnatevelo, che non ho capito manco io

Trad. finale della frase:
“Anche se mi piace il latino, ho scritto il titolo così perché è dedicato a dei tizi, che sono descritti in mezzo a 6800 sinonimi”

Mi aspettavo una conclusione come: “Consegna tra un’ora, in bella copia”, o simile…

E poi: ma cos’è precisamente una “racaille”? Su google mi da’ solo risultati in francese :)

E soprattutto: “bella ciao” non mi ricordavo fosse dei beatles (“Hi baby?”)

gimes dice:

Beh devo essere sincero,su molti punti mi trovi più che d’accordo; solo che nn si arriva al dibattito e al punto. Questa bella orazione contro al popolo, un accusa a tutti,una demonizzazione della democrazia,della piazza… Ma alla fine? Un elogio al contorsionismo dialettico…Ma la piazza è stato il seme che ci ha fatto raccogliere i frutti nn solo dal ’68 ma anche da prima (aborto,divorzio,voto e referendum,monarchia,ecc). Purtroppo che a te stia beno o no,questo “governo canaglia” decide anche per te,sia che tu voti o no. Purtroppo OGGI bisogna x forza di cose essere più pratici e meno sofisti,e di morto mi auguro resti solo la lingua del titolo del post e nn l’animo del CITTADINO.

micuzzeddu dice:

allora guarda…premettendo che tu nelle frasi finali dell intervanto prendi di mira il narcisismo nonostante tu stesso sei vittima del narcisismo imperante(da come scrivi si percepisce immediatamente la tua arroganza e il tuo elitarismo da 4 soldi).Sono d accordissimo sulle critiche ai manifestanti, nn tutti ovviamente, ma quelli che fanno schifosaggini (vedi cassonetti incendiati)….poi se tu approfitti della stupidaggine di 4 persone per creare luoghi comuni e scimmiottare pasolini dico che sei ancora un narcisista all ennesima potenza…. sono d accordissimo sul fatto che la normale attivita didattica nn debba essere bloccata(se dovesse succedere a Siena io vado dal questore e nn sarò nè il primo nè l unico)..poi per quanto riguarda il tuo riconoscerti nel 20 % di chi nn ha votato…questo è il tuo tentativo ennesimo e goffo d innalzarti sopra noi poveri comuni mortali guardando sempre dall alto gli altri per far finta di nn far parte di una comunità anche tu….già la comunita…la verità è che tu nn ami il concetto di comunità..vivere cn gli altri…in mezzo agli altri,…..caro mio di pasolini dovevi capire anche che il suo amore erano le periferie romane…era un amante della comunità,del vivere in comunità,dell impegno e in ultimo del progresso.tu sei un nemico del progresso…e per favore scrivi decentemente per noi poveri e comuni mortali che nn capiamo il tuo verbo

micuzzeddu dice:

ma poi perfavore lascia fottere la democrazia…se l italia è una democrazia malata sono cazzi dell italia nn della democrazia…minchia cè voluta l ira di dio per fare la democrazia in italia..sono dovute accadere tragedie immani e tu(un vero figlio di papà in questo caso)ci sputi addosso cn l arroganza e la leggerezza degli ignoranti

Fabiano P. dice:

in quello che scrivi c’è un unico grande difetto (che dovrebbe essere estraneo a chi vuole scrivere per fini divulgatori, o anche semplicemente per esprimere la propria opinion): scrivi in maniera troppo artistica, metafore e ricami più adatti ad un’opera teatrale che all’espressione di un concetto chiaro, dettagliato, documentato, verificato. consiglio: elimina il superfluo. ciao

FP

Fabiano P. dice:

ovviamente mi riferivo all’articolo di cui sopra.

FP

Giovanni Modaffari dice:

Allora…allora. mi aspettavo le tipiche e ahimè immortali critiche di stampo dialettico socialista-marxista del genere “se vuoi criticare, proponi”. Evidentemente non so come, si è data una lettura parzialmente erronea del mio intervento. Lo dico subito così non uso la suspense (per diego: tensione): non ho niente da proporvi (sorpresi? scioccati? mai sentita una cosa del genere?). Quello che io ho attaccato duramente è proprio l’impossibilità di farlo. Credo ci sia una difficoltà di fondo nel cercare di intraprendere un dialogo costruttivo con alcune delle persone intervenute perchè ricadono senza che nessuno glielo imponga nel timore (a dir poco populista) che qualcuno gli voglia parlare dall’alto in basso. No, non ci sono elite, non ci sono elevazioni, non ci sono salotti. Forse preferireste il linguaggio cui ci siamo ormai abituati da bravi mediasettizzati, secondo il diktat berlusconiano: “quando parli alla gente, devi parlare come se ti trovassi di fronte ad un bambino di sette anni”. No, non ci sto. Abbassate il livello generale. Io se umilmente posso fare qualcosa di più, la faccio. Senza vergogna nè narcisismi, tranquilli. La mia è solo una denuncia di un punto di vista pessimista riguardo l’attuale situazione etica e morale e conseguentemente politica. Non c’è da giustificare studenti, ricercatori ecc. Studente lo sono anch’io e quanto prima mi ritroverò anch’io nel labirinto dei contratti a mazzette della ricerca. Io denuncio un sistema di fondo di una democrazia che va a votare sapendo chiaramente chi ha davanti e poi ogni cosa che questi al governo gli propongono scendono in piazza. E’ successo con cadenza scientifica praticamente ogni anno, con ogni governo. Direte voi: è il dissenso. Si, grazie, elementare…dov’è il dissenso per la forza dispregiativa con cui hanno annullato il referendum che riproponeva la preferenza alle lezioni? dov’eravate omini? dov’è il dissenso per la merda colossale di Alitalia che mageremo tutti come cena di fine anno al modico prezzo di quasi 400 euro per chissà quante decadi? Io mi chiedo, dissenso da cosa? da sè stessi? perchè se qualsiasi osservatore nazionale e internazionale mi fa presente che ad elezioni imminenti il governo in carica non dovrebbe neanche spendere i soldi per i manifesti per il vantaggio che ha, questo paese io credo si trovi davanti ad una schizofrenia alle fondamenta. Non può essere dissenso, nonpossono essere quelli che non hanno votato Berlusconi. Erano troppo pochi. Senza tralasciare poi tutta l’aria di cui si sta gonfiando un problema che per quanto grave, nel momento attuale e nell’Italia attuale, potrebbe addirittura passare in secondo piano (dietro alla mafia sempre più congruente con le trame politiche). Per quando riguarda “elettori” vs (per diego: versus=contro, in opposizione) “cittadini”, mi dispiace se non siete d’accordo ma secondo me è vitale distinguere gli elettori della Lega (Bossi, Borghezio…), di Forza Italia (Berlusconi), del PD (Veltroni) e dell’insalata comunista, dall’essenza del cittadino. Mai un popolo forse fu più lontano dalla coscienza di civitas ch’è vitale in una democrazia. Lasciate stare i cittadin…sono rimasti in pochi. Ecco, credo che le nostre divergenze siano nei termini…ma il dizionario non ha scheletri nell’armadio. Infine per chi mi conosce meglio (micuzzeddu), a parte avere (spero) già smontato i tuoi complessi di inferiorità, a puro scopo critico mi tocca doverti far presente che l’umanità periferica che Pasolini amava, era un’umanità corrotta sempre è comunque all’interno di una sua innocenza, di una sua irresponsabilità nel volgersi delle cose, come soggetta a sentenza venute dall’alto. Oggi quello che io vedo (a livello elettorale se vuoi) è un’umanità colpevole, in grado di decidere in meglio, giorno per giorno, il proprio destino, e inspiegabilmente restia a farlo.

P.S. vedo che comunque ricadi nel vizietto che se devi mettere una frase, un concetto populista a tutti i costi riesci a smembrare il testo pur di farlo (ai più questo non significherà nulla. Al diretto interessato farà scrivere qualche altro intervento infuocato)

Giovanni Modaffari

Giovanni Modaffari dice:

P.P.S. perr quanto riguarda erba e alcool. Non entravo minimamente nel merito della più o meno giusta liberalizzazione. La citazione aveva chiaramente un altro motivo. Infine per quanto riguarda l’alcool, che io debba ringraziare gli ubriaconi, la dice lunga sullo stato delle cose. E questo forse viene più incontro a me che a voi…

Fabiano P. dice:

molto più utile e mirato il commento, rispetto all’articolo. Non si tratta di mediasettizzarsi o scadere nel linguaggio comune (ahimè, mai come oggi, tanto scadente e sbagliato) è una questione di sintesi, centralizzare l’argomento e suffragarlo con fatti, documenti (assai più intelligente il richiamo all’alitalia rispetto ai ricami dell’articolo).

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

quello dell’erba e dell’alcool erano solo degli esempi pratici di cosa vuol dire proporre… Lo stato delle cose ha così tante complessità che il dover ringraziare degli ubriaconi non è nulla in confronto.
Mi fa piacere che hai cambiato toni rispetto al pezzo iniziare. Forse ti sembra di no ma siccome è tutto nero su bianco tutti lo possono vedere e giudicare. Se pur cerchi di riportarti ai nostri livelli sei comunque partito dall’alto. E mi dispiace dover ribadire che non si può fare differenza tra la parola elettore e la parola cittadino. Gli elettori usufruiscono degli stessi servizi di cui usufruiscono tutti quei pochi cittadini che ritieni ancora esistere. La questione dovrebbe spostarsi un un altra parola che dovrebbe essere un aggettivo: BUON cittadino, CATTIVO cittadino.
PEr quel che riguarda Alitalia e tutte le schifezze del nostro paese, di questo governo e di tutti gli altri siamo d’accordo pochi si sono indignati ecc ecc. E’ troppo facile sparare in mezzo tutta la merda che fa del nostro paese il “bel paese”.
Il chiedere soluzioni non fa parte della logica marxista-socialista e tutte le altre baggianate. E’ semplicemente un chiedere di evitare di sparare parole a raffica senza alcuna base pratica; è voler evitare di fare la fine di quelli che occupano le università e non ti fanno andare a lezione. La differenza è forte e non ha niente a che vedere con le ideologie dell’800. Quì stiamo parlando di “fuffa”, stiampo polemizzando su una massa di parole che sono un leggittimissimo sfogo, ma che non aggiungono ne tolgono niente alla realtà dei fatti. Ci sono delle leggi, ci sono degli oppositori a quelle leggi e ci sono degli oppositori agli oppositori. Il non plus ultra del superfluo, o meglio: democrazia. Anzi meglio ancora: libertà di parola. Non ti piace eppure ne fai un uso massicio di questo genere di democrazia.
Come se non bastassero gli ignoranti che protestano senza sapere perchè lo fanno. Magari, come diceva quel professore, solo per fare un po’ di vacanza. Io credo che l’impossibilità di fare delle proposte derivi dall’ignoranza sull’argomento. C’è internet che consente di leggere l’intero testo della proposta di legge. In pochi lo hanno fatto. Ma la cultura, la lettura e l’informazione consentono di non parlare a vuoto. Di non dire e aggiungere superficialità alla già inondante superficialità che ci circonda e che spesso ci pervade. Insomma non so se ho reso bene l’idea in questo confuso commento.
Per me bisognerebbe evitare di costruire castelli di parole sulle rocce friabili composte da altre parole che non hanno consistenza. Ci sono invece delle parole che hanno una consistenza ben precisa e sono quelle che riempiono i fogli dei documenti di legge. Ed è sulle parole solide che bisogna concentrarsi. Non sulle parole diffuse tramite megafono. Per questo rimango convinto che il tuo intervento sia equiparabile a tutti quegli slogan e discorsi urlati tra piazze e università. La stessa solfa, la tua forse un po’ più ricercata nel lessico ma sostanza pressochè 0.
Detto questo spero che prima o poi si possa entrare nel merito di alcune questioni della riforma…

(A)lessio

ps. non è detto che anche Pasolini non abbia detto o fatto qualche cazzata nella sua vita e mi riferisco alla questione dei poliziotti opposti agli studenti. Io ne conosco diversi di studenti che in quel periodo erano poveri quanto i poliziotti. Certamente non stavano bene come il caro vecchio Pasolini, che nonostante qualche sbavatura comunque ammiro.

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

ps. una grande cosa l’hai detta nel tuo commento però L’umanità potrebbe scegliere il meglio per se, ma non lo fa mai, quella è una sacrosanta realtà!

micuzzeddu dice:

sisisi,,,intanto st intervento l hai pulito come ha notato anche lisicere…le nostre critiche sono state utili…bona cusì..
e cmq sulla democrazia ribadisco che se la democrazia italiana è malata nn vuol dire che lo sia il sistema democratico in assoluto

micuzzeddu dice:

figghioli nn sputiamo nel piatto in cui mangiamo…w la democrazia

Diego C. dice:

Dunque, tutti quelli a cui non è mai capitato di scrivere “deuteragonisti” e “cultura ctonica” sarebbero “mediasettizzati secondo il diktat berlusconiano”?

Perché io penso che tra la “riva” delle bassezze della tv commerciale e quella del “avete notato come sono splendido con la mia cultura ctonica e il mio dizionario dei sinonimi da 100000 lemmi” ci sia un fiumiciattolo, che si chiama “Mancanza Di Rispetto Per Gli Altri Esseri Umani”, e le due rive mi paiono ugualmente brutte.

Giovanni Modaffari dice:

Vorrei sapere cosa aggiungerei alla realtà dei fatti entrando nel merito dei termini della rifroma (tranquillo, l’ho letta). Voglio sapere quale potrebbe essere lo scopo di una qualsiasi altra voce che prenda in esame i termini della questione. Ne parlano cani e porci da mesi e io non scrivo per fare speculazione, s’è questo che si pretende. Ribadisco, non è nelle mie corde. Il problema che io sollevo è che tu continui a ignorare è che tutta la bella farina che qui potremmo macinare parlando degli articoli del decreto, finirebbe immediatamente nel ruscello. Non credo sia necessario essere dei professori o dei politici per capire che qualsiasi cosa venga da personaggi come quelli del governo in carica o dell’opposizione stessa siano proposte dissennate, improprie oltre che scellerate. Come ho scritto sopra: non abbiamo persone capaci, nè al governo nè nei compagni di merende al Parlamento. E l’insostenibile constatazione sta nel fatto che sembrano troppo pochi quelli che ne hanno le scatole piene. Detto in altri termini: hanno un imbarazzante e nauseante consenso. Per questo io dico che il problema è orizzontale non è gerarchico e non è informativo. Berlusconi ormai lo sanno tutti chi è , se non tutti, quasi. COmincia a prendere in considerazione l’ipotesi di vivere in un paese fatto di delinquenti più o meno presenti ad ogni livello dello stato sociale e della maggior parte delle istituzioni invece di imitare i Santoro e i Vespa…quelli si, salotti! Di parole ce ne sono state a tonnellate. Credo sia arrivato il momento di individuare il problema non di drogarci di palliativi giornalistici. Oltre al fatto che per parlare del maestro unico, a parte insegnanti e psicologi dell’infanzia non vedo nessun altro sufficentemente autorizzato. E’ inoltre impossibile la riduzione della divergenza dei termini: per me chi vota Lega e Forza Italia (ovviamente ma con minor risonanza perchè son già bravi ad annientarsi da soli,anche PD & Co.) non può assolutamente anche solo avvicinarsi all’idea di “cittadino” anche solo cattivo. Queste sono persone che aderiscono da anni a politiche di arroganza, prevaricazione, esclusione, elusione, parole non dette, parole dette di nascosto, parole dette al vento, violenza verbale finchè non sarà possibile quella fisica istituzionalizzata, di cui secondo me non possiamo neanche prendere in considerazione l’ipotesi di una classificazione. Su Alitalia e il resto il contesto non ti permette decisamente di dire che sparavo a zero. Erano esempi riportati come fatti di cronaca all’interno della questione del più o meno (molto meno) avvenuto dissenso. Comincia a pensare che di questi brutti tempi, gli araldi magici che sventoli come l’informazione e la cultura rimangano inascoltati. E’ nel perchè di tutto ciò che secondo me dobbiamo scavare.
Infine, ed è forse il raffronto che mi mette maggiore tristezza, la questione di Pasolini. Non credo che debba arrivare io a farti notare come la stragrande maggioranza delle forze dell’ordine siano di origine meridionale, e se lo sono adesso che un pò di pane c’è per molti, figurati quarant’anni fa. La polemica di Pasolini prendeva di mira il fatto che studenti con ampia possibilità di scelta e pochi servigi da onorare in cambio di molti vizi prendessero a pietrate gente che di scelta ne aveva molto meno e che doveva mantenere famiglie con quelle pietrate nei denti. E so che questo lo puoi vedere benissimo anche tu negli ambienti che abbiamo frequentato anche insieme. Chiudo facendoti presente che lo “stare bene” di Pasolini era un motivetto canticchiato nelle varie polemiche del tempo dagli esponenti fascisti e democristiani e che ha il sapore dell’odierno “s’è arricchito” dei casalesi nei confronti di Saviano ( non t’azzardare a dire che ti dò del camorrista, il mio discorso riguarda la retorica che hai usato). Gli rinfacciavano persino di essersi comprato l’Alfetta, ad uno che fino a quarant’anni era un poveraccio e poi ha fatto i soldi scrivendo libri meravigliosi e film degni di tale definizione e mostrando all’Italia (un paese in cui non si può parlar male di santi e governanti) sè stessa . Semplicemente eroico. Alberto Moravia (uno un pò affidabile) suo intimo amico, ha passato anni a battersi per smentire queste ignobili dicerie…duole vedere come la sua onorevole lotta non sia stata sufficente.

Giovanni Modaffari dice:

P.S. inoltre quegli studenti protestavano contro le stesse persone che paradossalmente essi stessi sarebbero diventati qualche anno più tardi ed in germe l oerano già allora. Pasolini glielo mise davanti agli occhi. Loro e i loro politicanti futuri lo rifiutaron per quanto più lontano possibile potessero mandarlo. Ma questo non è servito a cancellare l’inevitabile svolgersi della storia così come lui l’aveva profetizzata.

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

giovanni…
parliamoci chiaro, ai tempi in cui gli studenti tiravano i sassi contro i poliziotti, come se i poliziotti non li restituivano, gli studenti figli di poveracci avevano la possibilità di andare all’unviersità grazie ad una cosa che si chiama(va) presalario che non ha niente da spartire con le borse di studio che esistono adesso. E che, ovviamente adesso non esiste a causa di alcune riforme che non hanno avuto il dissenzo che tu disprezzi tanto adesso. Senza quello tutti quei poveri di allora che grazie all’istruzione che hanno avuto sono riusciti ad arricchirsi (non solo in termini monetari) non l’avrebbero potuto fare. Pasolini che povero fino a 40 anni non differiva molto da tutti questi studenti che campavano all’univ col presalario avrebbe fatto meglio a dire ai poliziotti che la cultura gli avrebbe dato una mano a capire tante cose della vita. Forse non ad avere il pane, ma a comprendere qualcosa si. Il caro, e sinceramente stimato, scrittore e regista si è scordato di un’infinità di volte in cui gli studenti hanno cercato la solidarietà dei polizziotti e che qualche volta l’hanno anche trovata quando questi, in alcune occasioni, si sono rifiutati di eseguire gli ordini dei loro capi di picchiare indiscriminatamente. Per la cronaca si sono rifiutati in campania, non ricordo il nome del luogo ma appena mi viene lo scrivo, proprio perchè sapevano di avere altri poveracci davanti, il 68 non l’ha fatto solo Mario Capanna… Purtroppo l’informazione e la cultura servono proprio perchè anche questi avvenimenti non vengano dimenticati ricordando solo certe cose che convengono. Sui suoi libri e film non ho nulla da dire, ci mancherebbe.
Ribadisco che mi piacerebbe che si parlasse del merito della riforma. Tu accenni al maestro unico e ti do ragione quando dici che solo maestri e pedagoghi ne possono parlare. Ma chissà come mai è proprio questo l’argomento che interessa a giornali, tg e a te. Io avrei accennato per es al fatto che si vuole diminuire l’età in cui l’istruzione è obbligatoria. Ovvero si vuole passare dai 16 ai 14 anni. E su questo mi sento di avere voce in capitolo perchè, seppur malandata, la scuola per me è fondamentale e più ci si va più si può rischiare di ragionare. Mi piacerebbe discutere sull’aumento dei fondi per le scuole private a discapito di quelle pubbliche. Su questo posso avere voce in capitolo e sono in disaccordo con chi lo vuole fare. Ma a te e ai giornali non interessano queste cose. A voi interessa, giustamente, parlare di cose in cui pochissime persone possono mettere bocca. Non certo quei carabinieri e polizzioni del sud che per i loro figli vorrebbero istruzione e un futuro migliore del loro. Mi riferisco a tutte queste cose quando dico che bisogna palare di cose più concrete. Ma parlare di cose difficili consente di fare porcate alle spalle. La solfa è questa. E’ chiaro che noi che non abbiamo voci in capitolo possiamo solo discutere di queste cose senza cambiare nulla. Ma la discussione secondo me fa cresere. Questa è stata una di quelle discussioni che fanno crescere anche se non abbiamo deciso e deliberato niente. L’idea di liberareggio è anche questa; discutere permette di ragionare e se c’è la possibilità consente di diffondere qualche conoscenza in più a chi legge. Il tuo intevento è stato proficuo perchè ha creato una discussione anche con alcune persone che non conosciamo. Per me questo è positivo al di la del merito e delle idee.
Dopodichè sul fatto che tutti sanno chi è berlusconi, chi sono i suoi oppositori e tutto quel pezzo di intervento, mi trovo d’accordo.

(A)lessio

ps. non tutti gli studenti sono diventati quelli contro cui protestavano. In più qualcuno di loro qualcosa l’ha cambiata.

pss. per la cronaca io non imito nessuno e non ho portato per le mie argomentazioni citazioni di nessuno, cosa che fa colto e anche interessante ma che mi può far dire che forse chi ha provato ad imitare qualcun’altro sei stato tu e non io. Per la cronaca non ritengo sia una cosa sbagliata. Io semplicemente non l’ho fatto, ma tu hai tirato fuori il discorso imitazioni, per cui te lo faccio solo notare.

micuzzeddu dice:

giovanni cmq hai capito che devi scrivere in maniera decente al di là dei contenuti,da come uno scrive e da quale tono si capiscono molte cose…continua a scrivere come hai fatto nei commenti e nn in quell articolo in cui hai scritto troppo similmente a qualcun altro…mentre l articolo era un obbrobbrio di arroganza e artificiosità i commenti sono stati roba seria…continua cosi

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