Speciale Linux Day RC 2008 – C’è chi fa resuscitare anche i PC ormai morti…
Si chiama Trashware ed “è la pratica di recuperare vecchio hardware, mettendo insieme anche pezzi di computer diversi, e di renderlo di nuovo funzionante ed utile.” (wikipedia)
Sono i ragazzi del LUG di Reggio che si occupano di recuperare vecchio hardware “antiquato” per dargli nuova vita, anzi, per “liberarlo”. “Liberare computer” è l’espressione che Giuseppe D’Aquì, decano del LUG reggino, ha usato per spiegarmi di cosa si tratta questa attività che l’associazione svolge. Ho chiesto a lui di spiegarmi e raccontarmi un po’ di questa pratica che portano avanti ormai da tempo, anche di concerto con un’associazione cosentina chiamata “Verde Binario”.
Il trashware ha una valenza multipla. Restituire nuova vita a pezzi di vecchi computer non significa semplicemente recuperare strumenti tecnologici, facendoli funzionare e regalandogli “nuova utilità”. Recuperare questi materiali vuol dire anche evitare che vadano a finire indiscriminatamente nelle discariche locali, quando va bene. Perchè quando va male rischiamo di trovarli ai bordi delle fiumare o delle nostre strade. In più, una volta recuperati, questi computer sono destinati a funzionare attraverso le mani di chi ha un impegno di tipo culturale-formativo-sociale. Mi spiego meglio.
I ragazzi del LUG regalano i computer che liberano, o altri tipi di hardware come per esempio delle stampanti, a chi ne ha bisogno ma non ha i soldi per permetterseli. Quando c’è da istallare un software ovviamente questo sarà open source.
Il LUG ha regalato 5 computer completi di monitor all’istituto Vallauri, 2 computer alla scuola elementare Galluppi completi di monitor e di stampanti con un’aggiunta software. Open ovviamente. Nei computer destinati ai bambini sono stati installati dei software open source di giochi costruttivi ed educativi che non hanno avuto bisogno di istruzioni per essere avviati ne, tantomeno, per spiegare ai maestri come usarli. Questo software si chiama GCompris. La direttrice della scuola e gli insegnanti erano “entusiasti”, mi racconta Giuseppe, perchè non dovevano imparare a fare nulla per far giocare i bambini. Inoltre era un regalo. Niente di meglio insomma.
Questa attività del LUG reggino non si è limitata negli anni al circuito scolastico cittadino ma ha coinvolto diversi centri della provincia e altre strutture cittadine tramite la collaborazione diretta con altre realtà di volontariato attive sul territorio. E’ un lungo elenco, quello che Giuseppe mi snocciola mentre prendo appunti, e riguarda per esempio 6 computer liberati e regalati per svolgere corsi per anziani a Bovalino tenuti dall’associazione Nuovi Orizzonti Solidali Onlus. Stampanti e monitor sono stati invece liberati regalandoli alla sezione reggina del Comitato Paralimpico; all’associazione Sadmat che si occupa di assistenza ai malati terminali presso gli Ospedali Riuniti di Reggio, il LUG ha regalato una stampante laser come ha fatto anche per l’associazione che si occupa di attività ricreative per anziani “Il Gabbiano”. La storia di queste azioni encomiabili non finisce certo quì. Diverse associazioni sono in attesa di ricevere degli hardware liberati. Quello che fa un po’ tristezza è vedere come gli organi di informazione locali non diano un briciolo di attenzione a queste pratiche che sono, a dir poco, virtuostuose.
Andiamo oltre. L’attività di volontariato non si ferma al recupero di materiali hardware “abbandonati” e della diffusione del software libero che è rispettoso verso la libera iniziativa di chi ne fa uso. I ragazzi del LUG, mi spiega D’Aquì, si occupano anche di “ottimizzazione di sistemi”. Cosa vuol dire? L’ho chiesto al mio interlocutore perchè anche io sono cascato dalle nuvole nel sentire queste parole. Ma la spiegazione è molto più semplice di quanto possa sembrare. Questi ragazzi trasformano “un vecchio computer in una console per giocare (il progetto in fieri dovrebbe chiamarsi “Tegame”)”, questa ”verrà regalata – spiega Giuseppe - al reparto di Pediatria dell’ospedale di Reggio”. Il computer trasformato in console con giochi rigorosamente open source verrà usato esclusivamente a scopo ludico dai bambini degenti nel reparto perchè, lo sanno un po’ tutti, un sorriso sinceramente divertito può avere una funzione molto più potente di qualunque medicina. Se pensate che tutto questo può essere fatto semplicemente inserendo un cd-rom nel computer appena avviato, viene davvero da chiedersi perchè queste cose si stiano facendo solo adesso e soprattutto perchè lo debbano fare delle associazioni di volontariato e non le istituzioni. Inefficienza? Ignoranza? Ditemelo voi. Meno male che ci sono questi ragazzi che si danno da fare.
Ma c’è un’ultima chicca. Sempre in linea con quella che è la filosofia di base dell’open source, ovvero la condivisione delle conoscenze (su cui anche LiberaReggio vuole basare la sua attività) che porta ad una crescita collettiva, il LUG ha intenzione di rendere disponibili i software di quel “famoso cd-rom” sul loro sito e di cercare di diffonderne l’uso tramite gli strumenti del passaparola classico del web.
Non c’è che dire. Questa giornata mi ha aperto gli occhi e spero che quanto vi ho raccontato possa avere avuto un effetto simile ai vostri “organi visivi”. Chi pensa che i ragazzi che usano Linux siano semplicemente degli “smanettoni” si sbaglia di grosso e sono i fatti a smentirli, non le chiacchiere.
Prima di andare via ho sentito il dovere di ringraziare Giuseppe, Pietro e gli altri. Non perchè mi hanno fatto presentare LiberaReggio di fronte alla loro platea. Ho ringraziato per qualcosa di più profondo di cui io personalmente non ho mai usufruito ma di cui ne ho sentito parlare e ho avvertito il bisogno di dimostrare la mia gratitudine perchè le azioni che aiutano chi sta più in difficoltà ritengo che abbiano un beneficio per la collettività tutta!
Alessio Neri






[...] padri fondatori Giuseppe D’Aquì nella chiacchierata che ho fatto con lui e a cui dedicherò il prossimo pezzo. La stragrande maggioranza delle attività di questa associazione sono dirette ai giovani delle [...]
Davvero i più sentiti complimeti a questi ragazzi e a questa associazione,oltre a tutta la competenza tecnica, ma soprattutto per questi gesti,che nn vengono messi in rilievo e nn hanno la visibilità che meritano. Migliorano la QUALITA’ DELLA VITA di molte persone che soffrono, e di molte piccole associazioni locali. Questo significa che anche con poco si può davvero far molto,con competenza e buona volontà. Continuate così,LiberaReggio è con voi!
“viene davvero da chiedersi [...] perchè lo debbano fare delle associazioni di volontariato e non le istituzioni. Inefficienza? Ignoranza?”
Esattamente quale istituzione dovrebbe riciclare computer per assegnarli agli anziani? La Provincia? La Regione? L’Agenzia delle Entrate? Beppe Grillo?
Dovrebbero fare una graduatoria come con le case popolari?
giuste domande che meritano giuste precisazioni.
Ti spiego partendo da un esempio quello che intendevo. A Roma non esistevano strutture per il recupero dei rifiuti ingombranti predisposti dalla società che si occupa della raccolta dei rifiuti. Questo fin quando un’istituzione quale è il TG3 Lazio (sai anche tu che la rai è un’istituzione pubblica) ha promosso insieme all’AMA (azienda municipalizzata con una quota a maggioranza comunale) un sistema innovativo ed efficacie di raccolta dei rifiuti solidi urbani. Le cose sono di molto migliroate da quando due istituzioni si sono messe insieme e hanno smosso il culo al fine di avere un miglioramento generale di una situazione critica ben specifica.
Ora, se l’azienda sanitaria locale o la provincia o la regione o il comune decidessero si far partire una iniziativa, di concerto con associazioni o altre istituzioni per raccogliere una serie di macchine o strumenti, in questo caso computer (ma vale per mille altre cose) forse avrebbero effetti molto più imponenti ed evidenti rispetto all’azione di una 20ina di ragazzi che fanno queste cose per volontariato. Inefficienza? Ignoranza? Ancora me lo chiedo.
Non so se ricordi un po’ di anni fa il quotidiano “la Repubblica” aveva promosso una raccolta di vecchi computer usati che poi venivano regalati alle scuole che ne facevano richiesta. Le scuole sono istituzioni pubbliche o no? E come le scuole il discorso vale per le università, le circoscrizioni, le biblioteche, le aziende municipalizzate ecc ecc Se prendessero una qualche iniziativa costruttiva ti sembrerebbe una cosa su cui ironizzare?
Dall’ironia del tuo commento si evince il fatto che è ancora un’utopia sperare che delle istituzioni pubbliche smuovano il culo per azioni di utilità sociale che vadano un passetto oltre i loro confini. Non critico l’ironia sia chiaro. Ho anche sorriso quando ho letto il commento. Critico il fatto che neanche ti passa per la capoccia che un’istituzione oltre a fare favori a politici e, quando capita, a funzionare per i cittadini, non possa fare altro. La cosa assurda è che questa immobilità è tipica dei nostri territori mentre ovunque ci si muove, succedono cose, ecc ecc
(A)lessio
“neanche ti passa per la capoccia che un’istituzione oltre a fare favori a politici e, quando capita, a funzionare per i cittadini, non possa fare altro.”
Io non ho detto questo. Siccome non mi piacciono le critiche generalizzate (alla “piove governo ladro”) volevo sapere se c’è qualcuno che esattamente ha delle responsabilità in tal senso.
Che io sappia, sia le Province, che le Regioni, che l’Agenzia delle Entrate sovvenzionano o agevolano progetti di utilità sociale. Anche per la fondazione di associazione e Onlus. E’ impossibile, per esempio, che non abbiano ricevuto agevolazioni, perché se sono un’associazione di volontariato non pagano le imposte di bollo (per qualsiasi documento dovessero fare).
Negli esempi che hai fatto sono abbastanza sicuro che la cosa sia nata prima da associazioni locali, che poi hanno sensibilizzato giornalisti, aziende e enti e si son fatte patrocinare da essi.
Detto senza ironia, se questi ragazzi non hanno avuto aiuto, probabilmente non si sono impegnati abbastanza a farsi conoscere.
guarda non mi inoltro in ulteriori discussioni perchè non sono un diretto interessato e la storia degli aiuti e del bollo non ho proprio capito che c’entra. Non so se hanno avuto aiuti. La mia unica pecca è stato non chiederlo quando li ho incontrati. Spero che se qualcuno abbia voglia ti/ci illumini su questo dubbio.
(A)lessio