Speciale Università – A Reggio Calabria tutto tace
Non ragioniam di loro, ma guarda e passa. Così diceva Dante, nell’inferno, riferendosi ai vili, a quelli che oggi chiameremmo neutrali, che non si schierano. Mi vien da pensare che nella nostra città, la maggior parte della gente pensa di essere estranea, di poter guardare dall’alto ciò che avviene nel nostro paese; criticando, facendo polemica, per lo più sterile, lamentandosi che non cambia mai nulla, ma alla fine continuando in silenzio per la propria strada. Quest’onda studentesca, questo Tzunami di gioventù e di protesta, a Reggio Calabria non ha attecchito, anzi non è arrivato proprio. Non è però demagogia, se comunque dico di essere ugualmente un ottimista. In un fallimento ogni componente concorre ed ha le proprie colpe e a Reggio le istituzioni, i media, ma la più importante di tutti, cioè l’università e gli studenti, hanno toppato. Abbiamo perso un momento in cui rivendicare il sacrosanto diritto di protestare contro una riforma indegna, che danneggia, più di altre città che hanno protestato, la nostra città. Secondo le ultime stime proprio l’università Mediterranea è una di quelle maggiormente colpite, pronte o al fallimento o a rivolgersi a pseudoattività imprenditoriali-fondazione… possibilmente oneste e non in odor di mafia (?).
Ma quello che più è mancato qui è stato il supporto dell’università, nessuna associazione universitaria, neanche politicizzata (che a questo punto sarebbe ugualmente stata accettata); perché nel nulla, almeno ci sarebbe stata una mosca bianca. Ma niente di tutto ciò è avvenuto. Analizzando il volgere degli avvenimenti, non si era partiti male, già dal 25 Ottobre con la prima manifestazione, si era riempito il Corso Garibaldi; direte voi, si ma tutti sbarbatelli delle scuole superiore, ma almeno era un primo passo. Successivamente il 7 Novembre, con un piccolo comizio, parteciparono qualche centinaio di persone, qualche sigla sindacale autonoma, un gruppo di docenti superiori precari, ma niente più. Io personalmente ero abbastanza ottimista, credevo che a breve sarebbe scoppiata anche qui l’informazione, e conseguenzialmente la mobilitazione. Tutto ciò non è accaduto, anzi la fiamma si è completamente spenta, è la delusione maggiore son stati proprio gli studenti universitari e le associazioni universitarie, totalmente assenti, tranne che con qualche piccolo comunicato stampa, con l’assemblea permanente all’Accademia di Belle Arti, e con l’organizzazione di qualche pullman per la più grossa manifestazione di Roma, dove i dati parlano davvero di uno Tzunami di gente, proveniente da tutta Italia. Per dovere di cronaca è stata anche organizzata un Assemblea di Ateneo, in aula magna “Quistelli” dove, al termine di un incontro dai toni tranquilli (al limite del soporifero direi), con alcuni docenti, rappresentanti degli studenti, ricercatori e rappresentanti tecnici-amministrativi, ne è uscita fuori niente popodimeno che…. un documento in cui manifesta le considerazioni sulla riforma.
A livello nazionale i primi risultati si stanno vedendo, il ministro sta indietreggiando su qualche punto, sicuramente la protesta continuerà, si spera di poter ottenere realisticamente qualche altro risultato, soprattutto per quanto riguarda i tagli che vogliono inserire nella prossima finanziaria.
In ogni caso è da porre in evidenza come Reggio Calabria non ha risposto per nulla, anche gli studenti di Messina e Cosenza, nostre vicine, con realtà universitarie più antiche, hanno risposto alle varie manifestazioni e mobilitazioni, anche arrivando ad occupazioni e proteste veementi. Il progresso e la crescita di una città non si vede solo dalle strade nuove riasfaltate, dalle fontane e dagli interventi pubblici, ma soprattutto dal comportamento della società attiva, dal protestare contro leggi ambigue che ci danneggeranno in un futuro non molto lontano. Questa protesta continuerà. Mi aspetto perciò un sussulto, un gemito, un segnale da parte di un malato in coma; che dia qualche speranza a tutti gli studenti reggini che voglion protestare; volendo già da lunedì 17, partecipando a una manifestazione sul Corso Garibaldi organizzata dal FGCI.
Avevo letto in un altro post, che ” Reggio continua a dormire tra i due comodi guanciali della mafia da una parte e della massoneria ed estrema destra dall’altra”, non sono d’accordo. Credo invece che per lo più ci sia un misto tra ignoranza, cattiva informazione e mancanza di voglia e volontà. Il non voler nemmeno battersi, per colpa di quel maledetto pessimismo atavico, che qualsiasi cosa si farà, non contiamo nulla e non cambierà nulla. In maniera totalmente apartitica, diamo un segnale, che anche Reggio Calabria è ricca di menti autonome e brillanti, e di una società civile che se non è d’accordo con questi abusi e su alcune leggi, si ribella; per non essere sempre il piccolo paesello che abbozza a tutte le decisioni altrui in silenzio.
Gimes
Le foto non riguardano Reggio Calabria ma sono state scattate durante il corteo nazionale tenutosi a Roma






Forse non ho capito io, ma hai delle prove per cui l’Università Mediterranea starebbe per rivolgersi ad entità “in odore di mafia”?
Oppure tutte le aziende sono mafiose in quanto aziende?
In questo link http://tv.repubblica.it/copertina/videobox-l-universita-che-vorrei/26355?video al minuto 2:02 hanno trovato qualcuno da reggio che protestava… eheh
(A)lessio
Ottimo video, i nostri artisti si fanno riconoscere, ihih
@Diego
Innanzitutto, era una frase detta in modo provocatorio, forse per questo nn l’hai capita, però aveva dei significati precisi, e mi fa piacere spiegarteli qui. Abbiamo ampiamente spiegato e commentato, nei post di Alessio, che con questa riforma ci sono forti rischi che ci si possa rivolgere a imprese-fondazioni che privatizzino l’università. Premettendo, che nn so se sei di reggio, ma il tessuto imprenditoriale della nostra città è formato x lo più da piccole e media impresa, ASSOLUTAMENTE ONESTA NELLA QUASI TOTALITA’,quindi nn estrapolare quello che più ti conviene. Nell’eventuale formazioni di fondazioni, ci vogliono grossi investimenti, grossa impresa che abbia i soldi, visto il business e le spese iniziali che si verrebbero a creare, con addirittura la cessione di beni immobili dell’università a queste fondazioni, e parliamo di palazzi anche al centro città. Mi son solo posto una domanda e ti/vi pongo una domanda; secondo te, c’è una fondazione o un impresa in grado di far un acquisizione di questa portata? Quando dico in odor di mafia, purtroppo ti dico con precisisione, che a queste latitudine, negli affari di un certo spessore, c’è sempre stato l’interessamento di imprese o aziende sospette. Se vuoi posso anche elencartele, però le conosciamo bene. Vogliamo parlare del porto di Gioia Tauro e i consorzi che ci lavorano,il secondo porto più grande d’Europa, che secondo il PM Antimafia Cisterna è nel completo controllo delle ‘ndrine del posto; Oppure le spartizioni dei lavori sulla statale ionica o sulla A3( basta leggere i giornali e le cause in corso, esem. Processo “bellu lavuru”), per finire nella Costruzione del ponte sullo stretto, che già da anni prima aveva subito la suddivisione da parte della mafia e ‘ndrangheta nei subappalti dei lavori.In questi pochi esempi lavorano ditte oneste locali,con certificazioni antimafia, allora perchè vengono sequestrati i cantieri e arrestati persone per appalti illegali? Quindi ti ripeto,oltre all’evidente mancanza di grossa impresa nella provincia di reggio (nn credo che la fondazione del banco popolare di verona venga a investire a reggio), tu credi davvero che nn si creerebbero altri interressi “particolari” nella possibile privatizzazione della mediterranea? Io credo che così facendo oltra al danno pubblico di questa riforma, seguirebbe la beffa.
Cmq credo che siamo andati parecchio oltre all’essenza del post,che voleva solo far notare la passività degli studenti reggini alla l. 133 !
e come disse il grande Rocco Barbaro ” io nn sono fascista e manco comunista insomma … non sono tifoso” dunque me ne fotto
assì ti faccio la parafrasi dialettale di un verso di DeAndrè:
“Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti” – “Puru si ti ndi futti a pigghi nto culu u stessu!”…
(A)lessio
l’ho detto per sdramatizzare, è evidente che la situazione è tragica ma farsi il sangue amaro nn serve a nulla.
Ora che approveranno il federalismo fiscale saranno si …. amari, per noi terroni
anche io sdrammatizzavo… solo che da un altro punto di vista…
(A)lessio
bhe parli di pessimismo…..però quando dici che l’università finirò in mano alla mafia…nn sembri molto ottimista…dovremmo lottare per affrancarci anche dalla ndrina…nn solo dalla gelmini
Giustissimo Simone,hai ragione,bisogna in ogni modo ribellarci e farci sentire,ma contro qualsiasi cosa che crediamo possa danneggiarci; dallo stato se nn ci tutela,dalle persone che ci danneggiano…Ripeto nn ho nessuna sfera di cristallo,Ho cercato solo di evidenziare una conseguenza, che questa legge “POTREBBE” ulteriormente penalizzarci.Nn affermo che finirà alla mafia,però credo nel mio piccolo, che ci sono forti interessi economici,che farebbero gola a molti! Dico che nella “nn remotissima” ipotesi di privatizzazione della mediterranea,nel nostro territorio nn vedo fondazioni o imprese private in grado di acquisirla.Spero che il tempo possa smentirmi.