Il sè… suonato. L’arte del trascendere

domenica, 16 novembre, 2008
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Immaginatevi d’esser in viaggio per una meta ben definita. Siete felicissimi perché dopo tanto avete trovato il tempo e il coraggio per partire ed eliminare tutti i contatti che vi avevano fatto ritardare. Dalla macchina riuscite a scorgere un  paesaggio incantevole, a volte rischioso e pieno di curve, ma altre così pianeggiante da invogliarvi a fare quella meritata sosta. E così, dopo un po’ di tempo trascorso in macchina a cantare, pensare, osservare, ridere di voi stessi e scoprire che siete unici, scendete dalla vostra SuperMobile e vi dirigete verso quell’incantevole sogno che sembra un quadro.

Già potete sentire il vento leggero che accarezza l’erba, il profumo delle colline, riuscite persino a vedere quel fiorellino blu nascosto che nessuno potrebbe mai scorgere…così, chiudete gli occhi e vi lasciate andare ad una corsa sfrenata per raggiungere il laghetto quando…AHIII…vi rendete conto di aver sbattuto la testa contro un invisibile vetro infrangibile.

E si, cari amici miei, eppure…sembrava tutto così vero, così reale…così…infinitamente perfetto!

…era un  blef! Vi hanno presi in giro! Avevate creduto di aver trovato L’Isola che Non c’è! Vi hanno imbrogliato! E invece no… sarà l’occasione giusta per capire chi siete: ci sarà chi comincerà ad adirarsi e a provar delusione, qualcuno si rimetterà in viaggio cercando posti sempre più autentici o plastificati, qualcun altro si siederà a riflettere su chi abbia mai potuto fare un’invenzione simile, ci sarà chi proverà a sfondare il vetro per arrivare dove si era prefissato, chi pregherà affinché il vetro crolli da solo, chi immaginerà i suoni, chi ne reinventerà i colori e chi farà tantissime foto…

Ora, ognuno sceglierà la sua via, in base a ciò che la propria natura gli suggerirà e forse, non avrà importanza il tempo impiegato a raggiungere il lago, ma il cammino percorso. Se non vi tradirete mai, avrete solo da raccontare i vostri sogni, i vostri ostacoli, le scorciatoie, di quando vi siete persi e un amico vi ha aiutati a ritrovar la giusta strada, di quando vi siete innamorati e di quanto in quel particolare momento siete stati felici. Solo in questo modo, avrete un “Sé” solido, che risuona, che emette e riceve vibrazioni, che vive, si emoziona, sogna, spera, fa circolare la propria energia anche a costo di prender tante botte, avere sempre poco tempo ed essere a volte scarico o antipatico perché autentico. Diversamente, potete scegliere di non essere un “Sé” suonato ma un “non Sé”  a cui andrà bene tutto, non darà mai fastidio, sarà bravo per tutti ma al prezzo di sopravvivere e perdere di vista la propria Luce che risuonava dentro e chiedeva di cantare.

Dedicato ai miei alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado “A. Scopelliti” di Rosarno, assidui lettori di liberareggio, affinchè non dimentichino mai di chiedere a loro stessi una scelta quotidiana su cosa sia per loro il BenEssere, e provino ad “osare” nell’ essere loro stessi, misurandosi nell’emotività di un contenitore protetto qual è quello della musica, l’arte dei suoni e del trascendere.

elix

…dovremmo chiedercelo un po’ tutti cosa è per noi realmente il BenEssere.
Ringraziamo i nostri amici-lettori di Rosarno per averci dato lo spunto per rifletterci su anche noi…

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2 Commenti »

Rocco Luigi dice:

Bellissimo, grazie per la dedica

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

grazie a te di essere passato a leggerci!

(A)lessio

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