Speciale Università – A Reggio la protesta è per pochi “intimi”
Pochi, ma buoni e rumorosi. Questa è la sensazione che ho tratto, partecipando al corteo che si è tenuto il 17 Novembre a Reggio Calabria, contro la l. 133, che si è snodato per le vie del centro. Assembramento e partenza da Piazza De Nava per concludersi a Piazza Campagna, con breve sosta di protesta di fronte alla sede del Provveditorato agli studi. La manifestazione organizzata dalla Federazione dei Giovani Comunisti Italiani, ha visto la partecipazione di una cinquantina di studenti, che hanno colorato di rosso il Corso Garibaldi, a ritmo di musica dei Modena City Ramblers e intonando cori contro la legge Gelmini. La città non ha risposto a questa mobilitazione, i motivi credo siano dovuti sia al colore politico degli organizzatori, sia perché si ritiene il PDCI ormai forza extraparlamentare e quindi troppo rivoluzionaria in una città come la nostra. Le considerazioni da fare son poche visto il flop dal punto di vista numerico, bisogna soltanto rendere merito allo spirito fiero e combattivo di questi ragazzi che hanno partecipato, che possono rappresentare un punto di partenza in una città dove scarseggia l’organizzazione di eventi e manifestazioni di lotta “civile”. All’arrivo a Piazza Campagna si è comunque discusso sulle ripercussioni della legge Gelmini sull’Università e nei confronti della nostra città e si è posto il punto soprattutto sulla creazione di una serie di proposte che possono essere alternative al taglio incondizionato. Oltre alla presenza dei giovani della FGCI, si notava la presenza istituzionale del Segretario Provinciale del PDCI, Enzo Infantino, dell’associazione Combattivamente – amici di Beppe Grillo e di qualche rappresentante dell’Accademia di Belle Arti.
Di seguito qualche foto della manifestazione
Gimes






Non vi sorge mai il dubbio che a spaventare possa essere anche la ‘vecchiaia’ di quelle bandiere oltre che del nome stesso degli organizzatori? Recentemente ho partecipato a Reggio alla manifestazione pacifista del 9 novembre e a quella precedente dei licei contro la riforma Gelmini. Sinceramente ho avvertito un senso di arroganza nel vedere che lo stesso gruppo che qui si acclama era l’unico che ostentava simboli e adesivi politici. Per non dire poi di una ragazza che ha cercato di iniziarmi alla lotta contro il capitalismo. Concetti, idee e simboli moribondi. Ho 22 anni e non ho proprio voglia di fare il delfino ai ricordi perduti degli ottantenni, ne tantomeno affiancarmi a quei miei coetanei che ottant’anni li hanno nell’anima. Vecchiacci!
Mi scuso se questo breve articolo poteva sembrare un acclamazione verso quel gruppo politico, nn era questo l’intento.Era invece un acclamazione a quei pochi partecipanti,che piaccia o meno, si trovavano sotto quelle bandiere politiche. Però concordo quasi totalmente,col fatto che oggi molte idee che stanno in quei partit rappresentano, più vecchie ideologie che reali necessità. Bisogna evidenziare però, se l’abbandono di quelle ideologie viene seguito da nuove idee propositive, soprattutto per la gente, l’evoluzione diventa positiva,se invece è seguito dal nulla o dal qualunquismo più spicciolo che impera tra molti giovani,o dal veltronismo emergente, preferisco qualche cara vecchia ideologia.Questo post voleva evidenziare solo che a reggio erano stati solo questi “nuovi comunisti” a manifestare per una protesta che sulla carta era apartitica, ma che nella realtà,inutile prenderci in giro, è stata portata avanti da una corrente politica o almeno ideologica, nn proprio filogovernativa, in tutta Italia (infatti il cosiddetto blocco studentesco, nn si sente più nominare dopo i fatti di p.zza navona).