A spasso per i Decumani

venerdì, 28 novembre, 2008
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6 Commenti




Vi voglio raccontare di una strada, una strada si, una strada che ogni qual volta la si percorre non manca mai di rinnovare un fascino e un mistero che nei secoli non ha mai smesso di stregare i viandanti che ne hanno calpestano le nere chianche. Vi sto parlando dei Inferiori meglio conosciuti col nome di . La strada che tutti chiamano , per la toponomastica ufficiale, assume lungo il suo percorso sette nomi diversi. Per il susseguirsi di chiese, piazze e palazzi storici è stata definita, con la vicina via dei Tribunali (decumano mediano), “un museo all’aperto” ed è anche uno dei luoghi più vivaci e popolati della città, ricco di attività commerciali e artigianali. Il percorso ha inizio da Piazza del Gesù Nuovo dove è possibile ammirare la Guglia dell’Immacolata innalzata nella metà del diciottesimo secolo e il complesso monumentale di Santa Chiara, voluto a dai sovrani angioini e celebre per il chiostro maiolicato. L’itinerario prosegue lungo Via Benedetto Croce, cosi nominata perchè il celebre filosofo ha vissuto buona parte della sua esistenza a palazzo Filomarino che si affaccia proprio su questa via. Una sosta è d’obbligo in Piazza San Domenico per gustare i tradizionali dolci napoletani della pasticceria Scaturichio, in uno scenario suggestivo e godibile dagli eleganti salotti dei bar all’aperto. Nella piazza si erge la Guglia di San Domenico (1656) e si può ammirare l’abside della Chiesa di San Domenico Maggiore. Nell’annesso convento visse e insegnò Tommaso d’Aquino. Alle spalle della Piazza è situata la Cappella di San Severo, la capella del celebre alchimista Raimondo Di Sangro Principe di San Severo, al suo interno è allestito un museo che ospita capolavori scultorei del 1700 tra cui lo splendido Cristo Velato di Sammartino. La spettacolarità dell’opera si trova nella velatura, di un realismo impressionante. A detta di molti sarebbe addirittura impossibile da realizzare se non con un sistema alchemico sconosciuto che avrebbe pietrificato un velo vero. Si dice che lo stesso Canova, invidioso di tale bellezza, si lamentò di non esserne stato lui l’autore. Ma ancor più strabiliante del Cristo Velato è la presenza delle stupefacenti quanto inquietanti “macchine anatomiche”. Si tratta di due modelli anatomici di grandezza naturale costituiti da due scheletri umani (una donna e un uomo) su cui è incastellato il solo albero sanguigno di colore differenziato blu e rosso.

Si prosegue attraversando Piazzetta Nilo o Largo Corpo di Napoli che prende il nome da una delle statue simbolo della città che rappresenta appunto, il fiume Nilo, opera del II secolo d. C. collegata alla presenza della comunità alessandrina che a quel tempo risiedeva a Neapolis. Poco più avanti è possibile scorgere alla vostra destra una teca, ebbene in questa teca è celato una ciocca di capelli del mitico Diego Armando , venerato non meno di San Gennaro. Da piazzetta nilo si procede per Via San Biagio dei Librai, vero cuore pulsante di Spaccanapoli, si arriva così a Via San Gregorio Armeno, celebre per la genialità dei pastorai, capaci di interpretare con ironia i costumi dei nostri tempi e far rivivere i colori del passato.

Il percorso si conclude al complesso conventuale di San Gregorio Armeno all’interno del quale è possibile visitare la Chiesa barocca. Poco più avanti, al termine della via dei presepi, troviamo a piazza San Gaetano uno degli ingressi alla Napoli sotterranea, la cui visita rappresenta certamente uno dei modi più affascinanti di conoscere la città.

Ritornando a Spaccanapoli e proseguendo lungo il decumano inferiore giungiamo finalmente a via Duomo, una delle principali strade cittadine, dove troviamo la cattedrale di Napoli: il Duomo di San Gennaro e l’annesso museo. Attraversata via Duomo, Spaccanapoli prosegue fin dentro al cuore di Forcella. Tornando indietro dal duomo si percorre la parallela a Spaccanapoli, Via dei tribunali (o Decumano mediano). Lungo questa via si trovano, a mio parere, due tra le migliori pizzerie del centro storico, La Pizzeria del Presidente (e se vedrete le foto capirete il perchè) e la pizzeria Sorbillo, per me la migliore in assoluto; c’è sempre da aspettare parecchio ed è aperta per tutta la giornata fino a tarda notte, mi sono fatto tante di quelle risate quando scendendo le scale del bagno di questo locale mi sono imbattuto in un distributore a gettoni di corni rossi.

La nostra breve passeggiata sta per concludersi, ma non prima di aver proseguito fino a San Sebastiano, la traversa degli strumenti musicali (non a caso nelle sue vicinanze è presente il conservatorio di San Pietro a Maiella) e l’immancabile passaggio sotto l’arco di Port’Alba che immette in Piazza Dante (progettata dal Vanvitelli).

Ci sarebbe ancora molto troppo da dire, ma soprattuto di suoni, colori e odori che attraverso queste poche righe sono impossibilitato a trasmettere. La vitalità che traspare da questi vicoli, dagli ambulanti che qui sono nati e cresciuti, dai ragazzi dell’Orientale, dai turisti sempre presenti, mi ha indotto a dover testimoniare e promuovere questa splendida realtà che io sincermente preferisco alle più rinomate mete turistiche di questa zona come possono essere Posillipo, il Vomero, Mergellina o le stesse isole del Golfo. Sarà scontato e molto probabilmente lo è, ma mi piace cmq terminare questo post con la frase di Goethe più in voga da queste parti: “vedi Napoli e poi muori”. Anche se dopo tanti anni che vivo in questa città dalle mille contraddizioni, mi sento di dire che ne sono cambiate di cose dai tempi di Goethe.

Guagliù alla prossima, e mi raccomando sbirciate le foto che ho scattato per Liberareggio e che trovate nel nostro album su Flickr.

M. C.

Fonti:
- Comune di Napoli
- Il Mattino
- Wikipedia

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6 Commenti »

Salvatore S. dice:

Ei cosi belli!

obisball dice:

complimenti al grande aziz, ormai un partenopeo doc!!

Assì dice:

La Nassa è presente ovunque

gimes dice:

Ottimo esordio…per assì… Poi su ste strade se ne son sentite leggende..Tipo quella del pibe, che alla fine di sta strada, a forcella,andava a far festini,ihihih

Andrea Delfino
shinji dice:

Davvero un bel racconto turistico, mi ha fatto rivisitare quei luoghi affascinanti ;)
…però preferisco la pizza della pizzeria “I Decumani”, da “Sorbillo” si fa troppa fila!!! ;P

Assì dice:

andrea quando passi fatti sentire

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