Oh quanta strada nei miei sandali… quanta ne avrà fatta Bartali
Dopo vari rinvii, anche a causa del maltempo, finalmente mercoledì 3 dicembre è partito ufficialmente il bike sharing a Milano.
Di cosa si tratta? Come potrete facilmente intuire è un sistema di condivisione di biciclette. In sostanza, dopo aver sottoscritto un abbonamento (annuale,settimanale o mensile) o anche un semplice noleggio giornaliero, si riceve una tessera elettronica che consente di usufruire per due ore di una bicicletta. Il tempo di arrivare a destinazione e consegnarla nella stazione più vicina. Si parte con le prime 800 bici a noleggio e relative 65 stazioni, dislocate nel centro cittadino. Successivamente i piani prevedono una serie di stazioni in altri punti strategici, quali stazioni, università, ospedali, scuole etc.
Il sevizio viene gestito dalla ATM (Azienda Trasporti Milanesi) ed è quindi fornito dal comune di Milano.
Certo, il periodo scelto per avviare questa iniziativa non è dei migliori (dal punto di vista meteorologico), quindi si dovrà aspettare un po’ di tempo e qualche grado in più per capire quanto la gente apprezzi questo “nuovo” modo di spostarsi per le vie della città.
Inoltre, dopo aver messo a disposizione i mezzi, servono nuove e più moderne piste ciclabili (attualmente ci sono circa 8 km), ed in questo senso si stanno già mettendo a punto progetti per realizzare oltre 16 km di percorsi. L’anno prossimo saranno inoltre disponibili 250 stazioni e 5000 biciclette. 
In Italia sono già una sessantina i comuni che hanno questo servizio ed in Europa molto successo ha avuto il bike sharing di Parigi. Partito il 15 luglio 2007 con 10.000 bici e 750 stazioni , dopo 10.000.000 di noleggi e 150.000 abbonati conteggiati fino al novembre 2007, ha portato la “flotta” a 20.000 mezzi e le stazioni a 1.451 (cifre raddoppiate in pochissimo tempo!). Parigi ha una vocazione turistica e probabilmente la bici diventa un modo per poter visitare la città meglio e in maniera più piacevole. Questo, in qualche modo, può aver influito sul grande successo dell’iniziativa.
Grazie al bike sharing potrebbe diffondersi una nuova mentalità, una “regressione” dai mezzi a motore alle vecchie immortali due ruote che sarebbe solo ed esclusivamente un progresso sotto tutti i punti di vista per le nostre città; soprattutto per quelle in cui gli effetti dello smog si fanno sentire più intensamente. Sarà sicuramente banale, scontato e retorico, ma è così. Certo, un abbandono totale delle auto è, al momento, più che utopistico, ma è ragionevole auspicarne un uso più saggio.
Chiudo con una curiosità. A Berlino il servizio di noleggio biciclette “Call a Bike” è effettuato dalla società delle ferrovie. Il servizio presenta qualche differenza rispetto a quello francese, ed è più costoso (15 euro al giorno). Chiamando un numero verde, si paga con carta di credito e si ottiene un codice che permette di aprire il lucchetto di una delle bici nelle rastrelliere.
Per scoraggiare i furti, i tedeschi hanno inserito un gps che trasmette in ogni momento la posizione della bici. Se un mezzo non viene restituito, crediamo che la solerte Polizei parta immediatamente all’inseguimento del ladro! Inoltre, se si tenta di forzare il lucchetto della rastrelliera, o di rendere inefficace il gps, la bici si rompe diventando inutilizzabile.
Giuseppe Rosaci
Fonti:
www.bikemi.it
www.comune.milano.it
www.velib.paris.fr


Complimenti Peppe! Tutto quelo che è sharing va bene!
Ho sentito che alcune di queste bici le hanno trovate in Romania
Ciao, grazie di essere passati dal mio blog, vi ho appena aggiunto tra i siti amici! Un saluto a tutti..
grazie saso! le bici che hanno ritrovato in romania erano quelle di parigi si
…è un altro tipo di sharing! vedremo quanto tempo ci metteranno le nostre ad arrivare fin lì eheh
secondo me l’unica pecca del bikesharing milanese è stata l’apertura del servizio all’inizio dell’inverno che sotto la madonnina si sa essere gelido e quindi disincentiva l’uso della bici. Forse sarebbe stato più strategico fare prima quei km di pista ciclabile e far partire il servizio all’inizio della primavera. Comuque non c’è dubbio, come dice saso, che quello che è “sharing” sia positivo…
(A)lessio
ale ci sarebbe anche tutto un discorso dietro questa scelta di cui non ho parlato per evitare considerazioni “politiche”…oltretutto in pieno centro non hanno aperto una pista ciclabile perchè avrebbero dovuto sacrificare qualche parcheggio…