Texas Hold’em, il gioco planetario… Anche Villa Zerbi diventa un casinò
All in, Call, check , Flop, raise, Turn, River… Sono tutti termini che fino a poco tempo fa erano sconosciuti ai più, adesso grazie ai programmi televisivi ma soprattutto a internet, sono divenuti termini della quotidianità. Sono le basi del Texas Hold’em, il poker alla texana, l’ultima moda dei giochi di carte, che è divenuta ormai un mega torneo planetario sempre in corso. A tutte le ore, in svariate città, la febbre per questo gioco assume numeri da capogiro, soprattutto on line.
All’interno della famiglia del poker, ci sono regole, e in alcuni casi ranking di punteggio ben differenti; questo differisce dal nostro poker tradizionale a 5 carte “draw”, dove vengono date a ciascun giocatore 5 carte faccia in basso e dopo il primo giro di puntate, i giocatori possono cambiare fino a 4 carte e proseguire alla seconda puntata e all’assegnazione del piatto. Il texano è un gioco molto più psicologico e di calcolo, consiste in un tipo di poker, che con regole tradizionali italiane potremo chiamare come “variante di telesina”, si gioca con 5 community cards e 2 carte faccia in basso per ciascun giocatore. Si gioca con tutto il mazzo di 52 carte francesi e in genere i tavoli sono composti da un dealer e da 2 a 9 giocatori. E’ riconosciuto con una vera e propria federazione di poker sportivo, in quanto in questo sport si cerca di eliminare o quantomeno far diminuire l’azzardo a favore della tecnica, del bluff e della lucidità dei singoli giocatori. Esistono vari tornei internazionali, i più famosi quelli della World Series di Las Vegas, dove un buy-in di entrata può costare fino a 50.000 dollari (le ultime vincite son state di circa 10 milioni di dollari); adesso ci sono anche le EPT, cioè i tornei europei, con finalissima svoltasi a Montecarlo qualche settimana fa, con vittoria finale di circa 2 milioni di euro, e che ha visto in quinta posizione l’italianissimo Luca Pagano.
Ma le cifre vertiginose di soldi e di giocate arrivano dal web. Su internet sono sorti siti in quantità esponenziale che ti permettono di giocare inizialmente free, gratis, ma, successivamente, con dei piccoli versamenti in un conto personale puoi ritrovarti a giocare dei piatti di migliaia di euro con dei giocatori che vivono dall’altra parte del pianeta. Perché è difficile resistere al richiamo del gioco in rete, dove in ogni momento trovi giocatori reali di tutto il mondo con cui confrontarti. E naturalmente l’Italia non si è lasciato scappare questa new economy, e l’amministrazione autonoma dei monopoli di stato dal 2 settembre ha aperto legalmente on line i tavoli verdi per due grossi gestori nazionali (gioco digitale e microgame) e in un mese son stati giocati 500.000 tornei, ma stanno arrivando tante altre concessioni per grossi gestori come lottomatica, sisal, snai, eurobet, ecc.. Nessuno vuole farsi scappare un giro stratosferico, che prospetta un movimento di circa 500 miliardi l’anno e da questo punto di vista l’Italia fa gola a molti. Fa riflettere che l’unica azienda che precedentemente aveva ottenuto l’autorizzazione era stato il più grosso leader mondiale del ramo che è pokerstars, che fa giocare contemporaneamente 160 mila giocatori on line. Il texas poker on line è pensato in modo che, anche se si giocano somme vere, non si può oltrepassare un certo limite. Infatti, possono essere usate solo schede prepagate con movimenti fino ad una certa somma (nei siti autorizzati) e il giocatore paga solo la quota d’iscrizione al torneo o al tavolo (da 50 cent a un massimo di 100 euro). Diverso è il discorso per i tornei live, i tornei cominciano presto, nel pomeriggio e finiscono quasi a mattina inoltrata, si perde moltissimo tempo e i buy di iscrizioni possono essere maggiori.
Anche a Reggio Calabria ha avuto luogo un happening del mondo del poker. Il 1° Reggio Poker Festival, organizzato dall’associazione Reggio Poker, e fortemente voluto dal sindaco Scopelliti, dal 5 all’8 Dicembre, nel fantastico scenario di Villa Genoese Zerbi, con la collaborazione del casinò at Portomaso di Malta e del sito goals bet poker, che ha seguito in diretta web tutta la durata dell’evento. E’ stata un esperienza esaltante, anche se a dir la verità inizialmente avevo parecchi dubbi, ma la partecipazione è stata massiccia, molti giocatori anche di fuori, si son sfidati a colpi di scale e full, e per 4 giorni un palazzo storico del centro città si è trasformato in un casinò aperto a tutti. Ognuno poteva fare la sua parte pagando il ticket per partecipare ai tornei, da 220, 330 o 1100 euro, oppure nelle settimane precedenti era possibile partecipare a tornei di qualificazioni presso la sala Mirage.
La finalissima che si è svolta domenica 7 dicembre ha avuto un preludio notturno, quando erano rimasti gli ultimi giocatori dopo aver giocato dalle 16 di sabato pomeriggio fino alle 5 della mattina. Il primo si è portato a casa circa 23.000 euro, ma anche gli altri, sino al quindicesimo non son rimasti a bocca asciutta. L’ultimo giorno per il divertimento di tutti si son svolti parecchi tavoli di sit & go, per divertire e rendere sempre più affascinante questo gioco che, come possiamo intuire, non è un gioco d’elitè, perché partendo da internet in tantissimi si sono avvicinati e visto l’elevato numero di giocatori il ricambio è fisiologico soprattutto da parte di giovanissimi.
Per fare solo qualche nome italiano dei più conosciuti, oltre a Luca Pagano(conosciuto anche per il programma Pokermania), ci son Max Pescatori e il giovanissimo e romanissimo Dario Minieri, quattordicesimo nelle classifiche mondiali. A soli 23 anni ha sbaragliato gli avversari ai world series e si è fatto conoscere giocando sempre con la sciarpa della Roma.
Il texas hold’em è particolare perché rappresenta proprio l’essenza stessa della sfida, a mio modo di vedere più di altri, per il fascino che pervade il giocatore nell’essere seduti in un tavolo verde e sfidare l’avversario, non solo sulla fortuna o sulla probabilità, ma anche sullo sguardo, sulla tecnica, sul sangue freddo e sul rischio, sulle emozioni e sensazioni che si possono emanare nel vedere un bel punto. Naturalmente non tralasciando mai che è sempre un gioco a scopo di lucro e il miglior giocatore è sempre quello che sa quando fermarsi!
Gimes






Pepè non ti prendere il vizio!!!!
[...] View post: Texas Hold’em, il gioco planetario… Anche Villa Zerbi diventa… [...]
La mancia a Villa Zerbi… l’hanno lasciata?
Ok vi ho inserito nella lista dei blog e siti amici.
Ciao!
Ehh salvatore, alla mancia credo ci pensi il comune,più del giusto pure…Forse nn era proprio questa la finalità artistica della villa,però è stata na cosa nuova e carina…Indiscrezioni dicono che si ripeterà a breve…Forse il progetto del casinò a reggio nn è del tutto abbandonato…Chissà…
meglio un casino del casinò
Non conoscevo questo gioco.
Complimenti per il sito…
A presto
il casinò a Reggio? Ancora a ste cose vai pensando??? Ricordati che Las Vegas l’hanno costruita interamente le famiglie mafiose siciliane…
(A)lessio
Blogring per planetario…
Blogring per planetario…
Sta invadendo sempre più il mercato e nn conosce crisi…
http://www.corriere.it/economia/09_aprile_01/poker_online_c53f3f10-1eb2-11de-9011-00144f02aabc.shtml
Salve,
sono Domenico e vi contatto poichè vi saremmo molto grati se linkaste il nostro portale sul vostro sito e/o blog. Il link è: http://www.italianpokerplayer.com . Nel ringraziarvi per il tempo dedicatoci colgo l’occasione per inviarvi Distinti Saluti