Il Tevere, il Mare, Facebook e le informazioni fatte dai cittadini

sabato, 13 dicembre, 2008
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dscn3414-largeQuello che vedete in questa foto è un maneggio romano sommerso completamente dall’acqua del in piena ieri, 12 dicembre proprio sotto il Ponte Marconi, nella zona sud della città. Dopo una settimana di mal tempo e di piogge torrenziali la capitale si è trovata nel bel mezzo di una marea di disagi. Strade e sottopassi allagati, lo sciopero generale con le diverse manifestazioni previste e ci si è messo pure il rischio della piena del con relativa paura di straripamento degli argini. A Ponte Marconi ieri sera verso le 9, in piena paura-piena, il era più alto di almeno 5 metri rispetto al solito. Lo dimostra l’acqua che arriva fino agli ultimi rami degli alberi. Il maneggio sommerso ne è la conferma.

Sicuramente tutti voi eravate a conoscenza del pericolo che stava correndo la capitale a causa dell’aumentato volume d’acqua teverino. Qualche timore l’ha dato anche l’Aniene, per essere completi.

In fin dei conti tutto il caos creato intorno all’evenienza di uno straripamento è stato un falso allarme. Alla faccia degli speciali televisivi che si sono prodigati nel placare la “paura” (più che paura la gente era incuriosità e infatti tantissime macchine si fermavano appena potevano sui ponti o sul lungotevere per poter osservare lo spettacolo della natura che ogni tanto si riprende i suoi spazi) e della stampa che su carta e su internet ha dedicato tantissime risorse e tempo su un avvenimento che in realtà non c’è neanche stato.

n1631316203_98659_3666Una cosa che è successa veramente, invece, è stata la distruzione di diversi “Lungomare” di numerosi paesi della provincia reggina. Sulla fascia ionica in primis. Il maltempo di questi giorni si è abbattuto pesantemente anche sullo stretto e su tutta la provincia reggina. Caolonia, Melito di Porto Salvo e anche Bova Marina si sono visti distruggere una buona parte del proprio “waterfront” come conseguenza di violentissime mareggiate. Non è la prima volta che succede. Più volte a Melito si sono registrati danni causati dal (ne sono prova le opere di rafforzamento e difesa costruite ma, a quanto pare, inefficaci) e più volte anche a . Non ne ho la n1392245631_167894_5955certezza storica, ma ho pochi dubbi sul fatto che devastazioni marine del genere si siano registrate anche in altre località della zona.

La cosa che mi sembra più interessante riguardo l’esprienza mediatica legata a questa situazione è la potenza, la tempestività e la completezza dell’informazione che viene prodotta dalla discussione pubblica dei cittadini. Mi spiego meglio perchè detta così sembra una frase totalmente astratta.

La questione della distruzione del lungomare di Bova Marina l’ho praticamente vissuta in diretta con tanti aggiornamenti e la possibilità di vedere foto e video pubblicati mentre la tempesta era ancora in atto. Vi state chiedendo come sia possibile? La CNN o la BBC non ci sono a Bova Marina. Però c’è Facebook! E si, proprio sul social network più in voga del momento in Italia ho seguito in diretta le sorti del paese dove amo trascorrere le mie estati. Esiste un gruppo che si chiama: Lungomare di Bova Marina che è nato per riunire tutti coloro che amano quel tratto di strada a ridosso della spiaggia boviciana. Io sono iscritto a quel gruppo in quanto amante di quel paese, della sua via Marina, delle sue spiagge e del suo mare.

n1631316203_98657_2710Il 3 dicembre “Luana” posta un commento sulla bacheca del gruppo dando la notizia di una mareggiata che avrebbe distrutto il lungomare del paese. Quasi immediatamente si sono susseguiti commenti di ogni genere alla notizia. Ci sono state specificazioni sull’accaduto come il commento che chiedeva se l’acqua fosse arrivata fin dentro un albergo sulla strada e la pronta risposta che annunciava che dai balconi di detto albergo fossero state organizzate delle postazioni da pesca come fosse il bagnasciuga. Venivano dati aggiornamenti sui pezzi di strada che venivano distrutti mano a mano che la mareggiata aumentava e venivano fatti resoconti sommari come quello di “ELY” che dice: “I ruderi del lungomare direi…. Oggi è rimasto ben poco!”. Più chiari di così. Con l’andare avanti dei giorni e delle ore i commenti e le domande sono state più dettagliate sull’accaduto, sulle condizioni al momento e sulle conseguenze già visibili. Mentre si ragionava sull’ipotesi di creare un nuovo gruppo degli amanti del Fu Lungomare venivano anche caricati sul gruppo foto e video in presa diretta del mare, e della sua violenza distruttrice dalle stesse persone che ne discutevano sul gruppo e che vivono il luogo nella loro quotidianità.

Se fosse una trasmissione televisiva si chiamarebbe “Reporter per un giorno”. Nella realtà, invece, questo fenomeno si chiama “CitizenJournalism” ( dei cittadini = = grassroots journalism) e coloro che producono questo tipo di informazione vengono chiamati “Reporter Diffusi”.

Quando si tratta di eventi, notizie e informazioni che hanno un legame preciso con un territorio questa forma nuova d’informazione, legata alle tecnologie informatiche e di socialnetworking e alla voglia delle persone di partecipare alla produzione delle informazioni,  non ha eguali per efficacia, completezza e obbiettività:
- efficacia perchè ci sono decine di occhi invece che solo due e tante persone che vogliono condividere quello che i loro occhi hanno visto, soprattutto quando non ne parla nessuno;
- completezza perchè i punti di vista sono numerosi e diversi e non riguardano solo le opinioni ma, più praticamente, i luoghi da dove le immagini vengono prese e prodotte, da dove l’evento viene osservato;
- l’obbiettività, che è un concetto tanto sbandierato da chi fa informazione, – che consiste nel raccontare ciò che si vede o che si sa in maniera trasparente, ovvero rendendo pubblici le modalità di creazione dell’informazione e le sue fonti (diversamente dall’oggettività che consiste nel raccontare le cose in maniera onesta, in buona fede) -, è alla base dell’informazione prodotta dai cittadini. Questo perchè il loro punto di vista è palese ed evidente soprattutto quando si tratta di raccontare fatti ed eventi avvenuti nei luoghi in cui si vive la propria quotidianità.

Ricapitolando: abbiamo visto come l’informazione mainstream nel suo concentrarsi su un evento “probabile” ma di dimensioni enormi abbia lasciato ampi “buchi” d’informazione (oltre ad aver dedicato attenzione smodata a qualcosa che non è neanche avvenuta) che prima ancora dei media locali sono stati “coperti” dall’azione e dalla comunicazione dei cittadini che, tramite la discussione collettiva (il social network, Facebook in questo caso) e la facilità di pubblicazione, abbiano sopperito ad una carenza informativa non solo tramite le testimonianze dirette ma anche tramite la forza delle immagini e degli audiovisivi.

Alessio Neri

Ringrazio tutti le persone iscritte al gruppo del Lungomare di Bova Marina per le informazioni tempestive che mi hanno dato su un paese al quale sono profondamente e intimamente legato. Ringrazio in particolare Attilio ed Ely per i video e le foto che hanno pubblicato sul gruppo, tre delle quali le ho postate in questo articolo. Nel gruppo ci sono molte altre foto, diversi video in presa diretta e aggiornamenti sulla situazione. Se siete curiosi iscrivetevi e partecipate e se la curiosità vi rimane e non siete mai stati a Bova Marina è il momento per andare a vedere un luogo che, a modo suo, è unico!

Invece, per vedere altre foto della piena del Tevere fatte da Ponte Marconi andate sul nostro album Flickr

Infine, non dimenticatevi che anche www.liberareggio.org ha un suo gruppo facebook.

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7 Commenti »

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Tommaso dice:

interessanti i contenuti ed ovviamente condivido l’aspetto relativo all’informazione ma avrei suddiviso l’articolo in più parti.

Avevo letto da qualche parte che la Calabria era stata la regione più colpita dal maltempo e purtropo vedo che i danni non sono pochi.
Spero che presto riuscirete a mettere tutto a posto.

PIno Amoruso dice:

E’ con vero piacere che ho contracambiato il link nei “Siti Preferiti”…
Buona serata
Pino Amoruso ;)

Giovanni Greco dice:

E bhe se vogliamo ce la siamo cercata…
Sono anni che gli scenziati dicono che stiamo distrugendo il pianeta con l’inquinamento ma nessuno li ascolta sopratutto i capi di governo che puntuno di più a poroteggere l’economia e i propri inrteressi.

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

ma diciamo che nel caso del tevere e delle mareggiate è più una questione di costruzioni abusive e poi condonate, fatte a cavolo e dipende anche un bel po’ da una serie di opere costruite lungo la costa che ne hanno modificato le caratteristiche naturali. Mi riferisco a più di un porto non terminato oppure fatto a cavolo di cane che ha accellerato l’erosione delle coste per cui il cemento e l’asfalto che prima stavano a 100 metri dal bagnasciuga adesso stanno a 15 metri… il che vuol dire che ogni mareggiata si porta via un pezzo di costruzioni umane. Dico ogni volta perchè succede con cadenza ciclica… visto che l’uomo è di coccio come si dice a roma…

(A)lessio

gimes dice:

Per quanto riguarda il litorale ionico, si parla del porto di saline:vergognoso,irresponsabile,abbandonato,concepito e costruito malissimo,inutile. Ha aumentato l’erosione e la scomparsa della spiaggia di lazzaro-capo d’armi, saline..e la diminuzione per l’ex immense spiagge di melito,bocale,condofuri,bova,ecc… Addirittura da qualke anno dentro il porto si è creato una spiaggetta artificiale a 20 metri dalla costa :(

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

eheh il contributo parigino ci stava tutto.

@gmes & giovanni
non dimentichiamoci anche quel capolavoro d’ingegneria che è il porticciolo mai terminato alla rocca del capo con relativa fossa creata a suon di esplosivi propro lì di lato ai suoi tempi. Grazie a quello in 20 anni la conformazione della spiaggia del paese è cambiata tantissimo, non ha creato nulla di nuovo perchè con lungimiranza non è stato terminato e ora il mare se lo sta mangiando pezzetto per pezzetto… la prima parte è definitivamente sciuppata e quanto prima le acque se la inghiottiranno tutta…

Terra di premi nobel insomma…

(A)lessio

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