Bentornati a Reggio, la città turistica!

Avevo pensato di scrivere un articolo sul mio ritorno festivo nella “capitale”, laddove per capitale intendo Reggio e la intendo come capitale dei miei interessi, delle mie gioie e dei miei dolori, ma anche (e soprattutto) delle mie speranze. Sono ormai quasi 24 ore che mi aggiro per la mia terra e di ispirazioni per questo articolo me le ha date ogni angolo percorso di questa città.
Ero partito con l’idea di fare una sviolinata sugli alberi pluricentenari della nostra bella via Marina; una spettacolare descrizione (per quanto non avrebbe mai potuto rendere come la sua vista diretta) dello splendido e decisamente unico scorcio di orizzonte quale è lo stretto di Messina; avrei voluto scrivere un elogio del calore delle persone che bazzicano questi luoghi, dell’affetto dei parenti e degli amici ma anche dei locali che non chiudono alle 2 di notte come a roma; dei ragazzi che fanno kitesurf nello specchio di mare di fronte alla già citata via Marina che offrono uno spettacolo davvero particolare.
Alla fin fine, come avete pocanzi letto, ho scritto qualche riga su queste cose ma la mia attenzione è stata inevitabilmente attirata dal benvenuto che solo una città come Reggio sa dare a chi la ama e aspetta le feste comandate per passarci un po’ di tempo piacevole insieme agli affetti di sempre, senza mai abbandonare la sempre verde speranza di grandi novità.
Preso il treno intercity con partenza da Roma Termini alle 16.27 e con arrivo previsto alla Stazione Centrale di Reggio alle 11.55 scoprivo ben presto (anche se me lo aspettavo) che l’orario di arrivo sarebbe stato “traslato” di più di un’ora e mezza rispetto all’orario di tabellino. La causa del ritardo pare sia stata una frana lungo la modernissima linea ferroviaria nei pressi di Lamezia Terme. Imprevisto che ha costretto i convogli – carri bestiame (inutile raccontare dei bagni fradici sin dalla partenza, degli accampamenti organizzati lungo i corridoi, dei facoltosi senza biglietto o di quelli che di fianco allo scompartimento del controllore fumano tranquillamente sul treno senza nessuna reprimenda… anzi facendo proseliti, ecc ecc ecc) a deviare il loro tragitto per la strada ferrata che percorre il perimetro della penisola di Vibo causando il ritardo di cui vi ho appena parlato. Alla fine, comunque, a Reggio ci siamo arrivati.
Grazie a quegli affetti di cui vi ho accennato si prospettava “un’accoglienza” festosa che effettivamente c’è stata anche grazie al fatto che, in questa città, i locali chiudono quando lo ritengono più opportuno. Ma non poteva mancare l’imprevisto. Il benvenuto mi è stato dato anche da una volante di polizia che, devo dire, con gentilezza ci ha controllato i documenti e ci ha cosigliato di andare a casa. Consiglio non seguito, chiaramente. Insomma, abbracci, baci, feste, cicchetti original mico’s, ecc ecc. Una bella serata, non c’è che dire.
Il giorno dopo Reggio, la mia (la nostra) città, dà il meglio di se. Dopo aver visto Reggina – Cagliari ed essermi annoiato in maniera scandalosa per povertà di gioco ed entusiasmo della mia squadra del cuore, con un’allegra combriccola (2 collaboratori di punta di LiberaReggio) ci si fa una superclassica passeggiata-struscio sul corso Garibaldi. Lì la scioccante tradizione. Quell’ovvietà reggina che, nel resto del globo sarebbe considerata un’assurdità, era in agguato.
Ferrari nero parcheggiato sul marciapiede del Bar’t mentre a 50 metri i vigili urbani facevano una multa nella discesa del Gatto Matto ad un’Apecar. Chissà se hanno fatto il loro dovere anche nei confronti del bolide nero in bella esposizione, oppure con gruppetto di mercedes in divieto di sosta proprio lì di fronte. In Piazza Camagna abbiamo osservato alcune bancarelle di bravi artigiani locali erano pressocchè deserte mentre si discuteva sull’assurdità di aver modificato un minuscolo tratto della pavimentazione del corso senza continuare il lavoro… Sul rifacimento della pavimentazione di Via Nazionale a Roma ne hanno discusso per anni. Passate le chiacchiere, i lavori sono stati fatti in brevissimo tempo, sanpietrino per sanpietrino è stata rinnovata e coperta una superficie stradale molto più ampia del nostro amato “salotto cittadino”. A Reggio prima ne hanno modificato un pezzetto, poi hanno avviato una specie di consultazione cittadina per chiedere il parere dei reggini (e se fossero stati contrari i soldi spesi per fare quel tratto? La logica latita…). Adesso, per par condicio delle diverse opinioni a riguardo, non c’è più niente. Nessun cantiere, nessun gazebo. Niente. certo è comprensibile. Siamo a natale, l’accecante corsa ai regali, allo shopping natalizio è in corso. Di questi tempi di crisi si sa, tutti consigliano di consumare anche soldi che non si hanno sennò si rischia la crisi vera. E allora meglio evitare lavori di questi tempi. Il salotto cittadino non può essere intralciato da cantieri di nessun genere. Il salotto reggino, però, ama puzzare. Si, avete capito bene. Domenica pomeriggio (21 dicembre 2008) un tanfo letale avvolgeva un bel pezzo di corso, compreso il tratto che va dalla pavimentazione nuova, passando per il gazebo di un rinomato bar dove diverse persone prendevano l’aperitivo godendo a pieni polmoni di una puzza di fogna che poche volte si riesce a percepire anche nei pressi dei peggiori depuratori della provincia. Si è anche ipotizzato che si trattasse di un’abile mossa di sviluppo turistico quella di far puzzare la strada commerciale cittadina come le pozze di zolfo che si trovano alle Eolie, a Vulcano per la precisione. Chi di noi reggini non vuole che il suo centro storico profumi pesantemente di zolfo? Di fogna, se preferite. Tanto profumato che dopo due isolati avvolti dal profumo di casa abbiamo deviato per la via Marina dove la forte brezza dello stretto ci ha purificato i polmoni! Mi dispiace solo che le tecnologie ancora non consentano di condividere gli odori sennò vi avrei reso partecipi con magno gaudio!
Vi chiedo scusa se ho esagerato nel raccontare di miei fatti personali ma vi volevo rendere partecipi del modo unico in cui la nostra città riesce ad accogliere noi figliul prodighi che torniamo alla base dopo aver regalato ricchezze e sudore a chicchessia in giro per il globo. In questa città in cui per scappare dalla puzza del suo salotto dirigendosi verso il suo unico e reale orgoglio (la via marina) si passa di lato ad un cinema abbandonato o ad un albergo di lusso lasciato a marcire. La stessa città che si proclama turistica e al centro del mediterraneo e, lo dicono tutti per cui non può che essere vero, dalla naturale vocazione turistica non ha un ostello della gioventù, non ha un campeggio non ha festival culturali, musicali, ludici, artistici, tecnologici che siano in grado di attirare, e far restare qualche giorno, persone da luoghi per cui sia necessaria più di mezz’ora di automobile per raggiungerli. Ma, Reggio ha un tapiroulant in costruzione… Vi ho detto tutto.
Questo è il bentornato che la città dove io, e chissà quanti come me, torniamo a vivere ogni volta che possiamo; la stessa città di cui non si può non lamentarsi; la stessa città che accoglie la tua prima passeggiata con la puzza di fogna; quella stessa città che non riusciamo a non sperare che migliori!
Alessio Neri
ps. questo articolo è dedicato a tutti coloro che ritornano a casa dopo lunghi perodi e, seppur ne vedono di tutti i colori, non riescono a non ritornarci…
pss. la foto che apre l’articolo è una delle foto che a rotazione vengono visualizzate sull’header del sito istituzionale del comune di Reggio Calabria da dove l’ho copiata. Vi invito a notare la macchia, di non oso immaginare cosa, nel mare di fronte alle spiagge della via Marina…





una tanfa tanto misteriosa quanto letale….veniva da rimettere!!!
Il rischio più grande sai qual’è?soprattutto per i reggini…e’ quello dell’assuefazione,della rassegnazione;certe cose chi le vive giornalmente comincia pian piano a nn notarle più. Sembrano cose normale ma che in realtà nn lo sono,ma tutto scorre uguale,un giorno uguale all’altro,tra la mentalità sempre più rinchiusa e incosciente, sul fatto che stiamo andando indietro… e purtroppo è la società civile ad averne la colpa!
Reggio fa schifo…e se un luogo è ciò che plasmano le comunità che lo abitano…nient’altro da dire, nè da fare!
complimenti per il tuo articolo, hai perfettamente descritto le incongruenze del vivere reggino….per quanto riguarda gli ostelli della gioventu’ a Rc, voglio darti una bella notizia, ci sono, saranno attivi ben presto in località San Cristoforo, si chiamano Bethel ed Emmaus, e sono patrocinati dalla Chiesa Cristiana di Gallico, leader della solidarietà reggina. Essa ha anche promosso il sistema lavorativo ACU, che ha visto la realizzazione della Turismo per tutti, cooperativa che stampa la rivista NOTE d’ACU…Gli ostelli hanno 20 posti letto cadauno…..magari l’anno prossimo, ritornando su RC potresti essere nostro ospite!!
Buon Natale, la direzione le augura una buona permanenza sul suolo reggino…..
@gmes
cercate di russigghiarvi allora voi che state quì tutto l’anno xchè non c’è bisogno di vedere altre cose per capire che certe sono delle grandi fregnacce.
@giovanni
chiaro che Reggio l’hanno fatta i reggini. Non è vero che fa tutto schifo ma è anche vero che le cose che non fanno schifo sono quasi tutte fatte dalla natura e non dai suoi abitati… dove l’uomo reggino ha messo mani ha fatto quasi sempre danni. Non si può negare, ma non bisogna neanche negare la possibilità di fare qualcosa per migliorarla!
@jope
grazie per i complimenti e complimenti a voi per la vostra coperativa. ho visto il vostro sito e sembra una cosa molto interessante. Io a reggio ho casa e parenti ma cercate di pubblicizzarlo come si deve questi ostelli che saranno attivi ma non si sa ancora quando. Meglio ancora se sono predisposti per accogliere persone che non hanno tutte le abilità fisiche comuni…
in ultimo… figghioli… RUSSIGGHIATEVI!!!!!
(A)lessio
Ale condivido con te molte delle cose ke hai descritto..in primis il “viaggio della speranza” che sabato sera abbiamo affrontato insieme…c’era davvero gente ovunque, fino al limite della porta dei bagni…non oso immaginare se fosse successo qualcosa, come si potesse scendere (norme di sicurezza zero..rispetto del divieto di fumare nullo..mi fumavano accanto, ecc..).
Anche per me l’accoglienza nella nostra “capitale del sud” è stata strana….da più di un mese nella zona di casa mia, anzi proprio nella strada dove si trova anche casa mia, c’è lo scempio più totale…le piogge degli ultimi tempi hanno trascinato con sè una marea di detriti e fango che hanno occluso la strada (via san cristoforo) e hanno fatto allagare le cooperative rosa per più di una volta. La situazione è stata ed è davvero drammatica…la strada distrutta e trasformata, il fango è arrivato (ed è rimasto) fino a fuori i portoni delle case (con l’impossibilità di entrare e di uscire quando il fiume di fango e detriti inondava la via..). Per più volte i cittadini del quartiere si sono riuniti (mio padre compreso), sono andati finanche in Prefettura, ma finora nessuno li ha ascoltati…Spero tanto che questa situazione si risolva al più presto e che qualcuno ci ascolti, per non far diventare, al prossimo temporale, questa strada e questo quartiere una nuova Sarno (come dice sempre mio padre…). E’ che non si dica che non lo sapevano…
@kety
carissima… ancora devi vedere a pasqua come sono combinati i treni, anzi come LI COMBINIAMO i treni. Il mio più sentito consiglio è se puoi di prenotarti l’aereo, altrimenti ti aspetta quello che hai visto moltiplicato per tre!
Questa di San Cristoforo non la sapevo… Non c’è che dire, Reggio ti ha dato un bel bentornata anche a te!!!
E cmq come sai bene a reggio se le cose si sanno o non si sanno cambia ben poco…
(A)lessio
Non sono completamente daccordo con l’articolo.
Vivo a Grosseto e rientro in città raramente, giusto in occasione delle feste natalizie e qualke settimana in estate.
Assentandomi per lunghi periodi, mi accorgo immediatamente delle novità e dei cambiamenti.
Intendo dire ke le cose ke non vanno bene ci sono, è ovvio, ma non è giusto essere troppo catastrofici e focalizzare l’attenzione solo sugli aspetti negativi.
Ho fatto + di 11 ore di autostrada, di cui le ultime 2 spese per fare i 50 km ke separano Gioia Tauro da Villa.
é così da anni, anzi, anni fa era pure peggio.
Ma appena arrivo sul ponte di Bagnara e vedo la Sicilia, lo Stretto, mi si apre il cuore.
Il servilismo e l’inettitudine della Polizia Municipale è fastidioso, lo so benissimo.
La puzza sul Corso…beato ki l’ha potuta sentire, vuol dire ke era a fare shopping o per un aperitivo con gli amici.
I giovani in città arrivano ed arriveranno sempre, se noi ke viviamo fuori non disprezziamo la nostra città e ne parliamo sempre con orgoglio e rispetto.
Cerchiamo nel nostro piccolo di migliorare ed amare un pò d + la nostra città, non disprezziamola.
è la città + bella del mondo
@giovanni
Certe cose, quasi tutte a dire la verità, non si possono negare. Il servilismo della municipale è solo una briciola di quello che si vive. Il problema più grosso di quel preciso evento non è tanto la municipale quando il proprietario della ferrari che sa benissimo di essere impunito e che sente il bisogno-quasidovere di dover mettere il suo oggetto in bella mostra in un punto della città dove è assolutamente vietato che ci sia un oggetto del genere. Di più non sono sicuro che sia semplice servilismo quello della municipale ma credo più che altro che sia PAURA.
Per il resto ho usato tanta ironia anche perchè per molte cose ci sarebbe da piangere. I giovani che vengono a reggio sono quasi tutti amici di noi gente che sta fuori e che li convinciamo a venirci durante le vacanze. Io personalmente credo di aver portato tra città e provincia almeno una 15ina di amici miei. Gente che se non fosse stato per me neanche avrebbe saputo con precisione dove si trova Reggio Calabria. Tanto per dire…
Noi domenica non stavamo facendo aperitivo nè shopping, credo che lo sai bene come funziona la passeggiata sul corso. E’ un’istituzione sociale della nostra città la puzza era l’intrusa e il fatto che la gente prendesse l’aperitivo nei tavolini fuori di quel famoso bar mi inquieta perchè non capisco se è far finta di niente o se quel tanfo gli piaceva. Ma forse sono abituati visto che ieri sera (23 dicembre 2008 verso le due di notte) quel tanfo sul corso nello stesso punto della domenca era ben presente e continuava a fare schifo.
E’ inutile far finta che certe cose non esistono. Se si vuole migliorare davvero questa città occorre non lasciar passare niente inosservato. Anche questo è amore!
(A)lessio
http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=29746 A leggere questo, il mio viaggio non è stato niente in confronto…
(A)lessio