Orlandi – Pillon: cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia
Finalmente è finita, abbiamo chiuso questo scorcio di campionato con ben 13 punti, (come la passata stagione) più di quanto prospettavo ai nastri di partenza. La sconfitta casalinga con la samp è stata fatale al buon Nevio Orlandi, adesso è arrivato Bepi Pillon. Vorrei porgere un grosso saluto e un in bocca al lupo al grande Nevio, uomo che resterà nella società con qualche ruolo, spero di vertice. Ha pagato colpe non solo sue. Certo l’inesperienza alla fine ha causato ovvie conseguenze anche se Orlandi ha dimostrato con l’insperabile salvezza dell’anno scorso di avere il manico della squadra e di avere le idee chiare. Credo che se acquisterà esperienza, in futuro potrebbe essere ripescato.
Certo, rispetto alla squadra della scorsa stagione, questa è dimezzata nella sua rosa. Le partenze di Amoruso, Modesto e Aronica sono state rimpiazzate con Santos, Corradi e Sestu; no comment quindi.
La partita di domenica 21 è stata davvero una brutta partita, il Cagliari ha realizzato un gollonzo al 1° minuto, la Reggina ha combattuto poco, poca costruzione, solo qualche spunto positivo e alla fine un rigore alquanto misterioso e dubbio, forse un po’ fortunoso che è stato contestato da tutti i programmi televisivi e giornali sportivi. Con grossa curiosità ho visionato i regolamenti e ho constatato che il caso di ieri non era rigore in quanto il pallone non è stato colpito con il braccio! E’ stato un intervento tanto buffo, scoordinato e fantozziano che è stato giusto punirlo in quel modo. In base al regolamento, se il pallone viene tenuto per più di quattro secondi sotto il corpo, si tratta di punizione a due dentro l’area.
Ancora Pillon non poteva fare miracoli, i giocatori sempre gli stessi sono, forse c’è stata maggiore intensità, ma può anche essere dovuta al fisiologico scossone del cambio allenatore. Abbastanza positiva la prestazione di Sestu sulla fascia, però, ancora è troppo giovane, si nota in maniera eclatante l’assenza di Vigiani, forse il vero valore aggiunto e motorino di questa formazione. Un involuzione clamorosa in queste ultime partite è evidente soprattutto in difesa, la coppia Cirillo – Valdez, mai messi in discussione, per quanto riguarda l’anima e cuore che mettono nel match, sono alquanto limitati dal punto di vista tecnico. Cirillo è una bandiera, ma un centrale deve essere più stabile e attento, non così irruento. La media di 2.2 gol subiti a partita è una media da retrocessione senza appello. Un’altra cosa che notavo è l’inadeguatezza per la categoria di giocatori come Ceravolo e Stuani, forse l’ideale per loro sarebbe fare esperienza in qualche altra categoria.
Un discorso a parte merita il nostro caro presidente Foti. Negli ultimi anni deus ex machina di tutto all’interno della società; ricopre le funzioni di direttore sportivo, mister, responsabile marketing e nel tempo libero forse gioca pure… mi sembra un po’ troppo accentratore, e si sa bene che così si crea solo confusione e poca stabilità societaria. Mi aspettavo tanto da lui negli ultimi due anni, dopo l’era Mazzarri, la salvezza grandiosa (forse la più bella) del -15 (poi -11) di penalizzazione, dopo i casi del cosiddetto doping amministrativo con il ricorso del Bologna. Tutti, città e tifosi, erano ai suoi piedi, ha fatto cose inimmaginabili e forse irrangiugibili per questa città, però adesso ha esagerato.
Preferisco il calcio giocato, ma qui cerco di valutare un minimo di situazione manageriale della società. Ha incassato, soprattutto l’anno scorso, cifre esagerate con le cessioni di Bianchi, Pelizzoli, Leon. L’incasso è stato di circa 25-30 mlioni di euro. Ne ha spesi, invece, 8-9. Tutti, e dico tutti, non si aspettavano la squadra da scudetto, ma qualche giocatore di categoria era doveroso che arrivasse, soprattutto nei confronti dei tifosi che gli son stati vicini nei periodi bui e per puntare ad una salvezza un po’ meno risicata e sofferta.
Mentre lui continua ad usare la rinomata, e scientificamente testata, teoria del “tri chiù fissa i nui i trovamu”. E’ inutile nascondersi e difenderlo a priori. Una società e un presidente che cambia 4 allenatori in un anno solare ha gravi colpe se la squadra va male. Dopo la presunzione tattica di Ficcadenti e la “vacca” Ulivieri, con Orlandi si era trovato la quadratura, anche se permanevano alcune fasi d’incertezza soprattutto sulla gestione della formazione titolare che è stata modificata, a mio parere, troppo spesso, dando stabilità.
Quello che è imprenscindibile adesso è l’acquisto di qualche elemento di categoria nel mercato invernale: un difensore centrale e un centrocampista di costruzione servono come il pane, e si valuti l’eventualità di un esterno che sappia crossare per la torre Corradi. Si deve puntare alla salvezza su questi giocatori. Corradi, anche se non è esaltante come giocatore, è uno di categoria, uno che di testa le prende tutte e per marcarlo tiene impegnati 2-3 difensori avversari.
Pillon sembra un buon allenatore, la squadra ieri ha giocato abbastanza corta e ha corso parecchio. In queste prime indicazioni trovate, credo che i giocatori che non corrono e sudano rischiano di restar fuori; Cozza potrebbe essere il primo a pagare lo scotto, anche se personalmente credo che il nostro capitano se gioca come sa, anche solo per un tempo (eventuale staffetta o turnover) è incontestabile e indiscutibile e non può restare in panca.
Ci attende un 2009 ricco di sofferenze e patos. Ci vuole davvero l’ennesimo miracolo amaranto, dovremo fare all’incirca 25 punti per la salvezza e non è missione da poco, anche se questa squadra ci ha fatto regali ben più impegnativi.
Siamo abituati bene!!!

Gimes




Foto di vecchia curva… a pensieri Dramatis…