Uno spettro si aggira per l’Europa… ma passa al largo dell’Italia
“E Fausto rompe con l’amico Fagioli“; “Liberazione, rimosso il CDA. Sit-in davanti alla redazione“…. E sti cazzi non ce lo mettono???
In tantissimi paesi europei i partiti di estrema sinistra avanzano a grandi falcate alla conquista del consenso degli elettori, mentre in Italia avanzano a grandi falcate verso la conquista del ridicolo.
Marx si sta rivoltando nella tomba a guardare i comunisti dalla “r” moscia e dalla falce e martello per forza (ricordate le polemiche sull’abbandono del simbolo dopo la clamorosa sconfitta alle ultime elezioni politiche?). Mentre nel mondo la crisi del sistema economico neoliberista impazza (e lo stesso Marx l’aveva scritto più volte che sarebbe successo prima o poi…) i sinistri
nostrani fanno a gara ad insultare chi non gli ha garantito dei seggi sicuri (PD-Veltroni). Intanto, in molti paesi europei i sinistri guadagnano consensi e seggi proprio grazie alle loro proposte sulle misure da prendere contro la crisi economica in atto. In Italia, Rifondazione e PDCI accusano i moderati di pseudosinistra di avergli rubato i voti (come se non fosse una gara a chi ne conquista di più) e i Verdi e la neonata Sinistra Democratica pensano di diventare a loro volta dei moderati di pseudosinistra.
In Germania, la Linke, partito dichiaratamente socialista (non nell’accezione craxiana del termine…) risica voti al principale partito di centro sinistra (SPD) e si pone come maggiore opposizione alle destre nei lander orientali e come terzo partito del paese (in soli 18 mesi di vita). Il suo leader Oscar Lafontaine, veterano del socialismo europeo, non ha paura di sfoderare il proprio programma di chiaro stampo socialista: nazionalizzazione delle aziende del gas e dell’energia elettrica, messa al bando degli hedge fund, salario minimo garantito, blocco delle liberalizzazioni dei servizi pubblici, più tasse sui grandi patrimoni, radicale distribuzione della ricchezza, assistenza sanitaria gratuita per tutti e pensioni decorose, contro ogni guerra e contro l’allargamento della NATO. In Germania, secondo un sondaggio d’opinione svolto nel 2007, circa il 45% dei cittadini tedeschi dell’ovest e il 57% dei cittadini tedeschi dell’est ritengono il socialismo “un’idea valida”.
In Italia? I comunisti mangiano i bambini!
In Olanda il Partito Socialista, guidato da una donna 41enne (Agnes Kant), ha triplicato i suoi voti nelle elezioni nazionali del 2006 e confermato questo risultato nelle provinciali del 2007. Il PS olandese rischia a breve di scavalcare il Partito Laburista (moderati di pseudosinistra) per consensi. Punto di forza del PS? Essersi schierati contro il fenomeno dell’immigrazione da un punto di vista “di sinistra” sostenendo che il fenomeno dell’immigrazione di massa è “uno strumento del neoliberismo per scardinare i diritti dei lavoratori e creare maggiore precarietà”. Agnes Kant definisce il neoliberismo come “la cultura dell’avidità” generata da un “capitalismo fondato su ricchissimi bonus immeritati e sul denaro facile”. Il PS si è espresso contro la Convenzione europea (da sinistra) ed è profondamente antiamericano.
In Grecia un ragazzo di 34 anni guida la Syriza (Coalizione della sinistra radicale) che nelle ultime elezioni politiche ha conquistato più del 5% dei voti senza comprendere al suo interno i partiti storici della sinistra greca come, ad esempio, lo stalinista KKE. Questo partito, secondo recenti sondaggi, sfiora il 20% dei consensi ed è a due passi dal partito di pseudosinistra moderata PASOK. Tra i giovani al di sotto dei 36 anni questo partito raggiunge una percentuale di consensi che si aggira intorno al 30%…
In Portogallo il partito di estrema sinistra, il Bloco de Esquerda (EU) ha raggiunto nelle ultime elezioni politiche il 6,5% dei consensi: il doppio rispetto alle elezioni precedenti.
I casi di Spagna, Francia ed Inghilterra sono a loro volta particolari. Nel primo la forza del partito socialista di Zapatero ha oscurato i partiti dell’estrema sinistra promettendo “una politica economica socialista”; la Francia, da sempre, è stato un paese sui generis dove i presidenti di destra spesso non hanno faticato a smarcarsi dalle ideologie neoliberiste, seppur è il maggiore fautore degli aiuti attuali alle banche; infine, in Gran Bretagna, dove, a causa del sistema elettorale sono solo 2-3 i partiti in parlamento, il governo del Labour di Gordon Brown sta facendo i conti con voci sempre più insistenti che chiedono di abbandonare le parole d’ordine neoliberiste.
Una mia lontana parente statunitense mi diceva, subito dopo la vittoria di Obama, che molti avevano paura che questi potesse intaurare una sorta di socialismo nel sistema economico americano. Ci credo poco, sinceramente, ma questo la dice lunga sull’idea che lo stato non debba lasciare le redini dell’economia a quella cosa chiamata mercato.
Infine, in base a tantissimi sondaggi i partiti di estrema sinistra in Europa sono ritenuti in grande crescita di consensi, soprattutto in questo periodo in cui non si smette di parlare di crisi finanziaria globale causata dalle ingiustizie palesi del fenomeno del neoliberismo e della globalizzazione e che ancora deve dispiegare le sue conseguenze più gravi nei paesi industrializzati (mentre nei piccoli satelliti dei USA già la situazione è molto grave: Islanda, Taiwan, ecc).
Un vero banco di prova politico saranno le elezioni europee della prossima primavera. I partiti della sinistra italiana, secondo gli ultimi sondaggi a riguardo, sono dati letteralmente per dimezzati. Di tempo ce n’è poco per migliorare e di idee sembra che ce ne siano ancora meno.

Se questi partitini non riescono neanche a difendere quello che, per tradizione, avevano di buono, ovvero la difesa dei più deboli, gli unici che piangeranno saranno loro (ricordate: “Anche i ricchi piangono”) e, purtroppo, la povera gente che ancora crede in loro.
Alessio Neri
Fonti:
- Internazionale, n° 775, anno 16
- Sondaggi Politici Elettorali






bell articolo,,,ma nn esagererei sulla bontà dei risultati…tu stesso scrivi che in grecia hanno preso il 5per cento e in portogallo il 6.5,,,,nsomma saranno in crescita ma nn mi sembrano dati rivoluzionari!a parte il caso della germania,…..cmq a mio modesto parere rifondazione ha sbagliato a puntare su ferrero…se avessero puntato su vendola sarebbe stata un altra storia…
io sono l’ultimo che pensa che questi partiti possano essere rivoluzionari o cambiare chissà quali politiche. Mi cascano le braccia, però, quando leggo di polemiche a dir poco squallide in italia mentre nel resto d’europa (delle americhe è inutile accennare) i partiti della stessa area raddoppiano o triplicano in un paio di anni i propri consensi e, stando ai sondaggi (che cmq non sono certo la cosa più affidabile del mondo…) tendono ad incrementare ancora i propri consensi. In grecia una coalizione con partitelli che si chiamano espressamente troskisti e anticapitalisti (e anche nel linke tedesco ci sono nomi del genere…) hanno preso il 5% senza unirsi al kke che è il più grosso partito di sinistra estrema (se gli stalinisti vecchio stampo possono essere considerati di sinistra), in portogallo hanno preso il 6,5% ma ricordo quando lo prese rifondazione da sola il 6% circa era tra le prime forze parlamentari… Quì si tende alla fine di questo genere di partiti politici proprio in un momento storico (che è appena iniziato e di cui nessuno vede la fine) che dovrebbe essere l’ambito di maggiore sviluppo per gente che crede nel fallimento del mercato così per come è organizzato adesso. Io non volevo dire che salvano il mondo o che lo possono rivoluzionare, volevo solo dire che nel momento in cui dovrebbero esporre con maggior forza, grinta e orgoglio le idee che da sempre hanno portato avanti (alcune delle quali si stanno confermando come buone idee) si perdono in polemiche di una sterilità incredibile tra personaggi come Vendola, Sansonetti, Bertinotti, Ferrero, Fagioli (ma chi cacchio è????) e compagnia bella… Rinnovare completamente la classe dirigente rinvigorendo e attualizzando le proprio parole d’ordine è l’esatto opposto di riciclare la spazzatura già trita e ritrita… Discorso che vale anche per i Verdi, col ritorno della francescato (uno dei punti di forza di obama sono state proprio le politiche più o meno verdi…), dei comunisti italiani si sa poco o nulla e lo stesso di sinistra democratica… dei laici ex boselli men che meno…
Si sono ridotti che l’elettorato storico di questi partiti tende a votare per Di Pietro… ed è tutto dire.
Ribadisco, i miei migliori complimenti per chi gode nell’autodistruggere quanto di buono poteva proporre!
(A)lessio
Era fisiologico dopo questa crisi globale un ritorno a queste ideologie pseudosocialiste, in tutta eruopa. Bisogna anke dire che in Italia la crisi ci ha colpito meno di altri paesi, le banche hanno retto, i consumi son diminuiti di poko, e conseguenzialmente l’uso dei termini anticapitalismo e politiche socialiste nn vengono utilizzate(e sarebbero anche fuori luogo) da questa presunta estrema sinistra. In italia il fautore della disfatta della sinistra è stato il caro Veltroni,con la sua fallimentare corsa in solitaria, che ha diviso,scorporato e evidenziato i reali problemi della sinistra. Poi onestamente tra vendola,ferrero e compagni meglio il giustizialismo dell’ IDV. La sinistra può rinascere con il tempo, tanto tempo, riconquistando il territorio,le fabbriche e il lavoratore e nn autoproclamandosi detentrice dell’intellettualità, della morale e della verità assoluta (e nel frattempo litigare tra loro x le briciole)!!
secondo me prendersela con veltroni vuol dire semplicemente non avere idea di quello che si è fatto. Le elezioni sono una gara per la conquista del consenso degli individui. Quei partiti che insieme avrebbero dovuto prendere più del doppio dei voti che hanno preso hanno portato avanti una competizione squallida che gli ha permesso di scomparire dallo spettro parlamentare. Penso che quando si è sconfitti, in maniera così clamorosa poi, per prima cosa bisogna fare autocritica e non nascondersi dietro un paravento chiamato PD o falce e martello. Non c’era nessun obbligo di candidarsi insieme, per cui piangersi addosso mi sembra la solita pratica tipica del nostro paese in cui piuttosto che prendersi le proprie responsabilità ci si arrampica sugli specchi. Quella sconfitta madornale avrebbe dovuto far riflettere i capi di quei partiti e farli tornare nelle fabbriche o nei campi (a lavorare però!). E invece ce li ritroviamo ancora tutti lì a dire cose che non stanno nè in cielo nè in terra mentre nel resto d’europa e in buona parte del mondo l’intervento dello stato nell’economia è ritenuto sempre più necessario dalla popolazione.
Va bene che lo stato italiano è tutto particolare, che abbiamo l’assistenzialismo di stampo cattolico-familista che ha tenuto abbastanza lontano il mercato selvaggio ma quando si perde si fanno armi e bagattelle e si va a casa, senza se e senza ma. A casa, di questi, non è andato nessuno dimostrando il profondo conservatorismo di questi dirigenti che non ha nulla a che vedere con le idee che stanno nelle teste di chi li potrebbe votare.
Su chi è meglio tra questi e IDV non mi pronuncio sinceramente.
… preferisco il mare…
(A)lessio
ps. – non siamo “dopo la crisi”, siamo nel bel mezzo del suo inizio…
elmetto e moschetto!
tanto per capire come si fa in certi casi…
http://www.agoravox.it/E-gli-islandesi-vincono-la.html
(A)lessio