Il rock’n’rhythm’n’blues dei Walking Trees per un evento da ricordare
“La durata media di un concerto non esiste, il gruppo si adatta benissimo a sfruttare tutte le energie che riceve dal pubblico”… L’ho pensato, ricordando la frase del loro sito internet, sabato 10 Gennaio alle 2:30 di notte, quando dopo circa tre ore di concerto, ancora si continuava a ballare e cantare ininterrottamente. Senza dubbio un finale col botto, per il Random Music Club, che conclude il Christmas Saturday live, con uno dei concerti più belli a cui ho mai assistito.
Il quartetto dei Walking Trees ha infiammato le centinaia di spettatori che hanno affollato il locale ma che erano numerosi anche nella scalinata Camagna, fuori dal locale. Il clima, già caldo di suo, è stato reso completamente incandescente quando questo gruppo, originario di Polistena, ha cominciato a suonare e a darci davvero dentro, senza un attimo di sosta, coinvolgendo il pubblico, che ho visto, come raramente accade qui a Reggio, ballare e partecipare, invadendo quasi sul piccolo palco.
Sono state eseguite varie cover, ma anche qualche pezzo inedito loro, come People Say e Why don’t you love me; davvero impressionante l’ampiezza del loro repertorio. Un piacevolissimo pregio che voglio evidenziare di questo gruppo è la straordinaria voce e statura artistica della frontwoman: Teresa Auddino, una voce femminile che davvero ho sentito rarissime volte, roca, marchiata ma di una potenza e di un ritmo impressionante.
I Walking Trees hanno martellato i presenti partendo subito con un grande rock, a seguire qualche classico pure di blues e un pizzico di country style, quando a loro si è unito per qualche brano un armonica a bocca e finale scoppiettante con pezzi di rock allo stato puro.
I Walking Trees nascono nel lontano 1993, subiscono vari cambiamenti di formazione nel tempo e il loro primo concerto viene tenuto in un gremitissimo auditorium comunale a Polistena. Nascono inizialmente come cover band ispirata soprattutto alle blues band più tradizionali e al rock blues (B.B. King, Muddy Water, Hendrix, Popa Chubby, ZZ top e tanti altri ).
Il loro strano nome ufficialmente è ispirato da alcune illustri frasi di Edgar Allan Poe e Tolkien, ma ufficiosamente, come ammettono nel loro sito, deriva da una radice trovata in montagna durante una passeggiata. Dopo vari cambiamenti avvenuti in oltre dieci anni di carriera artistica, ora sono un quartetto affiatatissimo formato da: Teresa Auddino alla voce, non ci sono molte parole da dire su lei, secondo il mio modesto avviso, la vera anima del gruppo nonché tra i fondatori; Enzo Tropepe alla chitarra, con molte esperienze di gruppi formati e sformati alle spalle, che si esalta con assoli che dimostrano e fanno emeregere il suo amore rockettaro con qualche sprazzo di punk; Franco Pezzano al basso e Giancarlo Alessi alla batteria. Hanno partecipato per due volte al Tropea Blues on the Street, all’Etna Blues Festival di Mascalucia, al Pistoia Blues Festival nel 2006 e non per ultima a Cittanova come band d’apertura del concerto di Popa Chubby. Per non parlare di tutte le piazze e i locali di Reggio Calabria e provincia, che hanno girato in lungo e in largo; dalla Sosta, alla serata AVIS a Oppido Mamertina, alla semifinale dell’Arezzo Wave, più volte al Random e in moltissimi altri posti.
Intorno alla fine della serata di sabato l’esaltazione è stata totale quando è salito sul palco, grazie alla cortesia della band, il mitico Tony Marino (i reggini non possono non riconoscerlo) ed ha eseguito la sua intramontabile “Bobbe Malley”.
Volevo infine ringraziare e fare un plauso al Random Music Club che ha dimostrato coraggio e intraprendenza, presentando una serie di concerti di gruppi emergenti locali, lasciando spazio libero e avendo un buon riscontro di pubblico. Si è dimostrato, se ci fosse stato ulteriormente bisogno di dimostrarlo, che a Reggio vi sono gruppi e musicisti davvero bravi, che meritano platee anche di maggior importanza e di livello nazionale.
Gmes






anche io mi unisco al plauso al random music club dei mitici micos…grazie davvero ragazzi.
spero davvero che la vostra intrapendenza ed il coraggio che state dimostrando nel credere nelle varie realtà musicali locali verranno ripagati…e spero che la gente capisca che forse quando possibile sarebbe meglio fare un salto da voi per una buona birra piuttosto che andare a fare vetrina in altri locali della vittà che onestamente offrono poco o niente…
grazie davvero.
condivido in pieno.
Basta con le vetrine!!! Tutti al random a passo di buona musica…
(A)lessio