Stiamo cavalcando uno stallone per andare incontro alla morte?

martedì, 13 gennaio, 2009
Tags: , , , , , ,
2 Commenti
  

pena_di_morte_jaime3La rivista Wired, bibbia dei patiti di internet e tecnologie delle comunicazioni, nell’ottobre 2008 aveva pronosticato la morte certa per i blog. Scriveva Paul Botin che il sempre crescente successo dei Social Network tipo Facebook o Twitter (piattaforma di microblogging dove si possono scrivere massimo testi di 140 caratteri) aveva soppiantato le piattaforme di blog per quel che riguarda la funzione per cui i blog sono nati: tenere traccia, e socializzarla, dei propri spostamenti sul web rendendoli pubblici e the_blogsegnalando, tramite link diretti, i contenuti più significativi. Adesso, pare che per svolgere questo compito siano meglio i social network, mentre sui blog stanno facendo comparsa, e si stanno affermando, testi più lunghi e articolati, anche dal punto di vista della multimedialità. Insomma, i blog non stanno morendo, stanno crescendo e si stanno sviluppando.

ComScore, azienda specializzata in ricerche e misurazioni nel mondo digitale, ha stilato la classifica dei cosiddetti SocialMedia (siti che permettono la creazione dei contenuti agli utenti prmettendogli di relazionarsi e collegarsi tra loro) in base al loro utilizzo nel mondo. La classifica totale è la seguente (in neretto le piattaforme per creare blog):

  1. Blogger (222 milioni)(google)
  2. Facebook (200 milioni)
  3. MySpace (126 milioni)
  4. Wordpress.com (114 milioni)
  5. Windows Live Spaces (87 milioni)
  6. Yahoo Geocities (69 milioni)
  7. Flickr (64 milioni)
  8. hi5 (58 milioni)
  9. Orkut (46 milioni)
  10. Six Apart (46 milioni)
  11. Baidu Space (40 milioni)
  12. Friendster (31 milioni)
  13. 56.com (29 milioni)
  14. Webs.com (24 milioni)
  15. Bebo (24 milioni)
  16. Scribd (23 milioni)
  17. Lycos Tripod (23 milioni)
  18. Tagged (22 milioni)
  19. imeem (22 milioni)
  20. Netlog (21 milioni)

come_creare_e_far_conoscere_blogMi preme segnalare, soprattutto a quelli di Wired, che al primo posto si trova la piattaforma per blog di google e dopo secondo e terzo posto di 2 socialnetwork si trova un’altra piattaforma per blog: WordPress. Una piattaforma Open, ci tengo a dirlo, che ha superato anche la piattaforma di Windows (SpaceLive). Un grande successo non solo dell’opensource ma di quelli che pensano che produrre contenuti su internet sia molto utile. Nel mio modesto parere, meglio se stanno diventando più complessi perchè forse di migliore qualità rispetto a prima.

www.LiberaReggio.org usa la WordPress e ne è content*. Si trova bene ad usarlo mentre la piattaforma è in crescita netta ed è stata dichiarata la piattaforma blog del 2008!

opensource_cms2Non se ne è parlato molto ma anche WordPress ha snocciolato un po’ di numeri ultimamente. Per es.:

- 2,906,086 nuovi blog creati nel 2008;
- 3,761,296 nuovi utenti;
- 35,926,639 file caricati;
- 3,132,606 blog attivi.

Il 66% circa dei blog WordPress è scritto in inglese. Come seconda lingua si piazza lo spagnolo con l’8% e terzo l’indonese col 5%. Il 2% dei blog su questa piattaforma è, invece, l’italiano.

In questo contesto globale mi chiedo quanti parleranno in riggitano? Facciamo una breve conto dei blog nella ReggioSfera. reggiosfera1Abbiamo 55 link ad altrettanti blog più o meno attivi negli ultimi periodi. Di questi
- 27 usano WordPress
- 14 Blogspot (o Blogger, la piattaforma di google)
- 3 Windows Live Space e Splinder
- 2 No Blogs
- 1 SkyRock, Blogosfere (ma questa è professionale e non libera), Libero, MyBlog, dBlogs e Altervista.

Insomma, a Reggio la classifica è ribaltata in netto favore di WordPress e dell’OpenSource. Noi come molti altri abbiamo deciso di usare questa piattaforma per il nostro sito, sapendo di andare sul sicuro. Magari il nostro webmaster sa dirci anche qualcosa in più dal punto di vista tecnico ma intanto siamo sicuri che dopo poco più di due mesi di vita sul web ne abbiamo da sudare prima di morire.

Alessio Neri

Fonti:
- Pandemia, Luca Conti
- Blog di WordPress

Condividi questo articolo:
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • FriendFeed
  • Ping.fm
  • Twitter
  • Identi.ca
  • Segnalo
  • Technorati
  • Digg
  • Reddit
  • del.icio.us
  • Wikio IT
  • LinkedIn
  • Slashdot

Articoli correlati

2 Commenti »

gimes dice:

La morte dei blog sarebbe la morte di quel briciolo di vera e indipendente informazione che sta avvenendo nn solo in italia,ma in tutto il mondo. Anzi spero migliorino,aumentino e scrivino sempre articoli più lunghi e dettagliati. Solo per fare un esem. questa guerra della striscia di gaza, è documentato solo da blog, mentre forse x la prima volta l’informazione classica viene letteralmente tagliata fuori dalle notizie. Senza blog ci sarebbe stata rifilata la solita storiella filopoteri forti, mentre così anche l’ingenuotto che sta seduto a 10000 km di distanza può conoscere una percentuale purchè piccola di cosa realmente accade, senza filtri editoriali di comodo !!!

lisicere
lisicere (autore) dice:

è una questione di fonti dell’informazione. In Palestina l’esercito israeliano non fa entrare nessun giornalista nel territorio di gaza. Lì dentro ci sono solo palestinesi per cui sono gli unici che possono accedere alle fonti (la realtà delle cose) e raccontarla. Tramite i blog si può fare abbastanza facilmente… fin quando non gli levano completamente l’energia elettrica. Da quando esistono, i blog confermano ogni giorno di più gli strumenti migliori attraverso cui liberare le informazioni. Meno libertà d’informazione c’è tra i media tradizionali e più importante è forte è l’azione dei blogger che fanno informazione. Vedi Cina, Malesia, Cuba e tanti altri paesi dove blogger vengono costantemente arrestati perchè diffondono informazioni proibite.

(A)lessio

Rispondi!

Aggiungi il tuo commento o il trackback dal tuo sito! Puoi anche sottosctivere questi commenti via RSS.

Tag permessi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> Puoi usare Gravatar su questo Magazine per essere riconosciuto globalmente registrandoti su Gravatar.com.

Più Visti

Ultimi Commenti