San Cristoforo, in attesa di una nuova Sarno?

mercoledì, 28 gennaio, 2009
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3 Commenti




image-google-earthCredo sia doveroso parlare di un problema serio che da alcuni mesi sta interessando un quartiere della periferia sud di Reggio Calabria, nello specifico le zone di: via Vallone Croce San Cristoforo, via San Cristoforo, via Spirito Santo – Cooperative Rosa.

I numerosi e intensi eventi climatici che dal mese di ottobre stanno colpendo il territorio reggino, con violente e prolungate precipitazioni, forti venti e temperature “ballerine”, hanno causato svariati danni agli abitanti dei sopra citati quartieri.

Ma bisogna dire che il problema è ben più complesso, perché oltre agli eventi climatici eccezionali di quest’anno, si sommano dei discutibili eventi antropici che si spera non provochino una tragedia.

vallone-croce

Foto tratta da strill.it

Infatti, l’effetto provocato da una selvaggia e scriteriata urbanizzazione che dagli ottanta continua fino ad oggi, è quello che, al primo temporale anche di modesta intensità, le strade diventano dei canali di acqua mista a , detriti, pietre e ogni genere di immondizia che viene trascinata dalla furia della corrente ad alta velocità. I danni e i disagi provocati sono ovviamente quelli che facilmente si possono immaginare: viabilità bloccata sia per le auto che ancor di più per i pedoni, pian terreni delle abitazioni, garage e negozi allagati, impossibilità totale di spostarsi durante l’evento meteorico per la paura legittima di rimanere bloccati o di essere travolti dal canale creatosi durante l’evento meteorico. E dopo la pioggia, cosa resta? Ciò che rimane è davvero sconcertante! Posso testimoniarlo in prima persona, in quanto, anche se da alcuni mesi non abito più a Reggio Calabria, ma in una delle vie interessate da questo problema si trova la mia casa. La massa di che rimane lungo le strade e che al contempo le deforma completamente, creando delle dune scomposte e surreali per un centro abitato, che blocca auto, motorini e tutti i mezzi di trasporto, è a dir poco inimmaginabile! Ma la cosa ancora più triste è che nessuno finora, a parte gli abitanti dei quartieri interessati, ha mosso un dito per fare qualcosa. I cittadini, che hanno aspettato per svariati mesi l’arrivo anche solo di una ruspa che spalasse il per permettere una viabilità almeno minima e, vedendo disattese le loro legittime aspettative, si sono riuniti nelle settimane scorse (dopo essere già stati presso la Prefettura di Reggio Calabria) per discutere del problema e per presentare alla Procura di Reggio Calabria un esposto contro ignoti. Questo per dimostrare che il problema è davvero grave, ma è forse ancora peggio che nessuno se ne faccia carico (amministratori, politici, sindaco e quant’altro). E’ con questo non voglio incolpare nessuno, credo solo che nella “Reggio, città turistica” queste cose non dovrebbero succedere, perché è giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità e che metta in atto interventi per risanare questo territorio così martoriato e talvolta anche ingiustamente sfruttato.

Sì, perché le cause principali di tutto ciò sono stati in primis gli abusivismi edilizi che qui dilagano, i profondi movimenti di fatti a monte del Vallone Croce per effettuare delle costruzioni di utilità discutibile, e poi soprattutto l’abbattimento del verde quasi ovunque. Infatti, proprio di fronte le cooperative rosa (via Spirito Santo), abitazioni forse maggiormente colpite dagli allagamenti, è stata quasi completamente “sterminata”, è voglio proprio dire così, una grande e stupenda distesa di alberi da bergamotto, nonché di annoni, prodotti tipici della nostra , per costruire le cooperative rosa prima e un campo da calcio dopo ( ancora non ultimato da ben tre anni). Questo ha ovviamente provocato una notevole riduzione della naturale capacità del terreno che, grazie alle piante, riesce ad assorbire l’acqua e a drenarla. Una vasta distesa di cemento con un sistema di scarico delle acque non ben dimensionato, che fa saltare tutti i tombini della rete fognaria (a loro volta già sottodimensionati), contribuisce a provocare quello che è così successo.

A questo punto non si può far altro che porre rimedio agli scempi del passato e, purtroppo, del presente, cercando di limitare i danni. Innanzitutto occorrerebbe effettuare un’opera di bonifica dei terreni a monte in cui si trovano gli scarti delle movimentazioni di terra per non provocare ulteriori problemi a valle. Occorrerebbe, inoltre, risistemare tutti i tombini della zona interessata, aumentandone la capacità, ma soprattutto servirebbe separare la rete fognaria mista e crearne due: una per le acque nere (scarichi idrici urbani) e una per le acque bianche (acque meteoriche) opportunamente dimensionate. Canalizzare le acque che da monte verso valle, durante gli eventi meteorici, scendono giù verso i centri abitati e dirottarle magari verso il Calopinace. Darsi una “regolata” e cercare di costruire secondo criteri urbanistici sensati e anche, direi, secondo coscienza e cercare di avere un po’ più di rispetto per il nostro ambiente, per il verde (così importante perché svolge una sua funzione naturale di ritenzione delle acque) e per tutto il nostro territorio che, anche se morfologicamente difficile e aspro, resta comunque, a mio avviso, unico al mondo.

Una cittadina del quartiere San Cristoforo di Reggio Calabria

— Aggiornamento —
Qualcosa forse si sta muovendo…nella giornata di domenica 25 gennaio c.m. il Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, si è recato nei quartieri di Via Vallone Croce San Cristoforo per rendersi conto di persona del grave problema che sta interessando queste zone, relativamente ai disagi provocati dalle violenti piogge degli ultimi mesi.
Per il momento i cittadini dei quartieri interessati hanno deciso di non proseguire nelle loro forme di protesta e di attendere che l’Amministrazione Comunale risolva al meglio e in tempi brevi la questione.
Si spera vivamente che le promesse fatte vengano rispettate, dando fiducia agli amministratori e a tutti quelli che si impegneranno per risolvere questo difficile problema.

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3 Commenti »

gimes dice:

Onestamente nn avrei tutta questa fiducia che risolveranno il problema. Forse passeranno un pò di catrame, per farla defluire diversamente ma il problema resterà. Siam d’accordo che quest’anno ci son stati eventi atmosferici straordinari però ad ogni temporale si vedono strade allagate (caso viale europa o viale calabria) piazze e negozi chiusi per l’acqua (zona stadio)… Per nn parlare di alcuni interventi al limite dell’agibilità nelle zone di vito o di fiumara, dove una frana ha sfondato un abitazione durante la notte. Il problema come dici tu è ben più complesso, dovuto all’abusivismo e all’assenza di un qualsiasi tipo di piano regolatore. Inoltre mi scuso se vado un pò oltre il singolo caso, ma ultimamente se vedete le strade della città sembrano dune del sahara, buche sempre maggiori e sempre più grandi e profonde; il tutto “ripezzato” con una passata di catrame.

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

gmes sai una cosa. L’altro giorno mi stavo spulciando un po’ di documenti del comune di reggio sul sito ufficiale e c’è anche il piano triennale degli investimenti nelle opere pubbliche. Vorrei fare un articolo a riguardo ma ti dico subito che per il 2009 e 2010 il totale di spese previsto è, se non ricordo male (ora mi suddio a ricontrollare) di almeno quattro volte inferiore agli investimenti fatti nel 2008!!!
Mi sa che il comune non ha molti soldi da spendere…

(A)lessio

kety dice:

Ragazzi che vi devo dire…io spero con tutto il cuore che il problema che si è creato nel mio quartiere, ma anche in molte altre zone della nostra città venga risolto al più presto. Se devono “ripezzare” comi dici tu peppe, è meglio che non mettono mano, perchè dopo un pò la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Certo, ciò che mi sgomenta è che solo dopo mesi, dopo ripetute proteste, appelli alla Circoscrizione, al Comune, alla Prefettura, esposti alla Procura di RC, qualcuno si sia fatto una passeggiata in quelle zone, promettendo…vedremo cosa!

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