Il mondo ti parla. Stai ascoltando?

  

Global Voices è un progetto globale senza fini di lucro centrato sui citizen media, ideato presso il Berkman Center for Internet and Society della Harward Law School, gruppo accademico di ricerca sul rapporto tra Internet e società.

gvo-logo-lgIn soldoni, su Global Voices troverete articoli e traduzioni incentrate sulle voci che corrono sul web e che sono prodotte dai diretti interessati. Cosa vuol dire? Vuol dire che un articolo sulla violenza domestica sulle donne in Angola, per esempio, sarà trattato dal punto di vista delle donne stesse che quelle violenze le hanno subite e, soprattutto, che le hanno raccontate in rete tramite i loro blog. Quando si parla di citizen media ci si riferisce proprio a questo: cittadini che, grazie ad internet e alla possibilità di produrre contenuti, raccontano ciò che vivono, vedono e sanno. Da tutto il mondo e per tutto il mondo.

Per farvi un paragone pratico potrei accostare il progetto Global Voices alla rivista settimanale Internazionale. Oltre al fatto che il primo esiste solo online mentre il secondo è una rivista cartacea, la differenza fondamentale si basa proprio sulle fonti di informazioni. Internazionale traduce i migliori articoli giornalistici delle testate di tutto il mondo, mette insieme e compara articoli da diversi punti di vista per cercare di offrire un’informazione più completa possibile riguardo gli eventi del mondo. Global Voices traduce e raggruppa contenuti prodotti dai blogger. Non c’è modo migliore di sapere come vanno le cose in un qualunque paese africano, asiatico o sudamericano se non ascoltando e leggendo quello che raccontano le persone che vivono in quei paesi. Il fenomeno dei blogger si sviluppa in tutto il mondo, senza nessun tipo di confine se non quello linguistico-culturale. Ed è proprio qui che si inserisce un esperimento come Global Voices: dare la possibilità a chi non conosce le lingue del mondo di essere comunque informati da chi quelle cose le vive in prima persona.

Sul sito italiano di questa rete, infatti, si spiega che:

Global Voices ha l’obiettivo di aggregare, far conoscere e amplificare la conversazione globale che avviene online – mettendo in evidenza luoghi e persone che gli altri media spesso ignorano. Lavoriamo per sviluppare strumenti, istituzioni e relazioni onde consentire a tutte quelle voci di poter essere ascoltate ovunque.

global_nowAttualmente esistono 15 siti di Global Voices, in altrettante lingue diverse, tutti alimentati dall’azione di un gran numero di volontari. Blogger, traduttori, giornalisti, esperti di media (ma non solo) che credono in questo progetto e nel contributo che può dare uno spazio dedicato alle voci che sono costantemente ignorate dai media mainstream. Di fatti, l’attenzione non viene posta sulle notizie e sui blog riguardanti l’Europa e l’America del Nord in quanto si ritiene che le notizie provenienti da queste regioni occupino praticamente tutto lo spazio dedicato all’informazione da parte dei media.

Questo è uno dei motivi per cui Global Voices sta diventando uno spazio fondamentale nell’ambito dell’informazione proprio perchè evidenzia quelle voci che sono costantemente ignorate. Eppure dimostrano di avere un grande valore informativo.

L’idea del progetto è nata in occasione di un incontro internazionale di blogger svoltosi ad Harvard nel Dicembre 2004. (Qui trovate la trascrizione dell’incontro, e qui invece la versione audio). Global Voices, la cui base formale fa capo alla Harvard Law School, è comunque il risultato del lavoro virtuale cooperativo di volontari provenienti da ogni continente e decine di Paesi.

hbcd33qrebecca-mackinnonI suoi fondatori sono Ethan Zuckerman e Rebecca MacKinnon che sono anche due tra i blogger più seguiti negli USA e non solo (si parla di blog con milioni di visite giornaliere…).

La versione italiana di Global Voices è attiva da relativamente poco tempo e sta faticando un po’ ad emergere rispetto ad alcune versioni di altri paesi che hanno conquistato una grossa autorità nel mondo dell’informazione. Probabilmente questo problema è dovuto al fatto che in Italia la blogosfera è ancora vista come un fenomeno relativo alle ragazzine e ragazzini che si lamentano di “quella stronza della prof.” e perchè, diciamocela tutta, l’informazione in Italia è ancora in mano ad una gerontocrazia che conosce veramente poco gli strumenti e la forza del web.

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Pensate che all’esame nazionale per l’iscrizione all’albo dei giornalisti l’uso dei PC è stato introdotto solo nel 2008 (dal governo Prodi), mentre fino al 2007 si usava ancora la macchina per scrivere e, addirittura, i PC usati  nelle prime prove d’esame non hanno funzionato causando tantissimi disagi e problemi agli esaminandi. In un paese dove l’informazione è ridotta in questi termini è comprensibile che un progetto come Global Voices, che senza dubbio è un progetto di grosso valore (basta solo il fatto che sia nato da un centro studi dell’Università di Harvard), fatichi a decollare.

LiberaReggio è un esempio, nel nostro piccolo, di come sia possibile creare informazione con gli strumenti dell’user generated content, pur non essendo giornalisti di professione. Se pensate che in ogni angolo del mondo esistono blog e siti, collettivi o individuali, che fanno sul serio informazione, creando un mare di notizie tra cui è davvero difficile districarsi allora, forse, potete rendervi meglio conto dell’importanza e dell’utilità che Global Voices può avere nell’aiutare tutti noi a conoscere cose che altrimenti rimarrebbero nascoste nell’oblio della pessima informazione di cui siamo costantemente inondati.

Il mio consiglio personale è di imparare a conoscere Global Voices. La versione italiana e se conoscete altre lingue vi consiglio di visitare anche i nodi di GV di altri paesi.

Vi si aprirà un mondo nuovo di informazioni che non conoscevate semplicemente perchè nessuno ve ne ha mai parlato!

Due interviste a giornalisti riguardo Global Voices e la blogosfera italiana in generale

Alessio Neri

ps. – una curiosità sulla versione italiana di GV: fra i traduttori c’è Giuseppina Manfredi “Traduttrice freelance dalle lingue inglese e francese. Reggina di nascita e genovese di adozione”.

Fonti:
- Global Voices Online
- Global Voices Italiano

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4 Commenti »

eleonora dice:

Grazie per averci aiutato a far conoscere Global Voices Online, anche nella sua versione in italiano.
Non conoscevo LiberaReggio ma e’ stata davvero una bella sorpresa scoprirvi!

lisicere
lisicere (autore) dice:

grazie mille. sapere di aver fatto una bella sorpresa è un complimentone. Gli stessi, se non di più, che si merita Global Voices per quello che fa(te).

(A)lessio

bernardo parrella dice:

wow! ottimo pezzo e piacevole sorpresa, thanks, alessio! se vogliamo anzi avviare qualche collaborazione piu’ specifica con GV.it, siamo qui ;)

lisicere
lisicere (autore) dice:

thanks a te bernardo.
Vedremo quello che si può fare… ;)

(A)lessio

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