L’ignoranza del proibizionismo





“Tutte le piante naturali che portano alla dipendenza sono estratti da piante alcaloidi, eccezion fatta per l’alcol. Una pianta senza alcaloidi è inutilizzabile per produrre stupefacenti che portano alla dipendenza. Da una pianta che non contiene zucchero è impossibile produrre alcol, questo fatto è scientificamente incontestabile. E risulta scientificamente incontestabile il fatto che la pianta di canapa non contiene alcaloidi e che il cannabinolo thc non è un alcaloide. La sostanza attiva della canapa, la resina dei peli glandolosi, non ha un potenziale di dipendenza in quanto non contiene alcaloidi”.

area51collectiblesaj8Queste poche righe dovrebbero leggerle quei due, Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi, che nel febbraio 2006 hanno fatto approvare dal parlamento la nuova legge sulle sostanze stupefacenti tutt’ora in vigore. Come molti di voi sapranno questa legge non distingue in alcun modo le caratteristiche e gli effetti delle diverse droghe in circolazione nel nostro paese. Così facendo si è fatta, è proprio il caso di dirlo, “di tutta l’erba un fascio”. In teoria, le due cose (erba e fasci) dovrebbero essere totalmente distinte ma se poi si va a vedere la pratica quotidiana di molti elettori o simpatizzanti giovanili di partiti di estrema destra, il consumo di diverse sostanze stupefacenti illegali è molto diffuso.

In questa sede mi interessa dimostrare come mettere tutte le droghe nello stesso calderone di una tabella fatta di numeri asettici, che propongono assurde quantità non perseguibili di principi attivi degli stupefacenti, sia una cosa sbagliata.

VV7081Non mi interessa soffermarmi su come il “furbo” Giovanardi abbia inserito questa legge (n. 49/2006) nel pacchetto di leggi per il finanziamento sulle Olimpiadi invernali che si sono tenute a Torino in quell’anno per cui la legge non poteva essere discussa ma solo approvata. Alla faccia del rispetto dei cittadini. Non voglio soffermarmi neanche sull’importanza del significato delle parole e della profonda differenza che intercorre tra il termine STUPEFACENTE e il termine DROGA: il primo, riferito agli effetti prodotti nel corpo umano dai derivati di numerose piante, il secondo si riferisce, invece, alle piante essiccate senza riferirsi ad alcun trattamento chimico. Non per niente fino a qualche anno fa i venditori di spezie e di altri beni alimentari come zucchero, caffè, origano ecc si chiamavano DROGHIERI (a volte erano chiamati drogherie anche le farmacie).

bendaNon voglio neanche occuparmi del fatto che il popolo italiano fu chiamato, nel 1993, a pronunciarsi ufficialmente, a mezzo referendum, sulla punibilità dei consumatori di . Il suo pronunciamento fu contrario ad ogni genere di punibilità per i semplici consumatori. Va da sè che la volontà popolare è stata calpestata, ma non è certo una novità. Purtroppo. Infine, non voglio neanche soffermarmi sul fatto che questa legge è talmente tanto inapplicata dalla popolazione che dovrebbe far riflettere chi l’ha proposta e approvata sulla sua effettiva utilità, nonchè, a questo punto, sulla sua stessa giustificazione ad esistere.

E’, molto più semplicemente, una questione di ignoranza. Intesa nell’accezione più letterale del termine. Forse c’è anche un pizzico di bigottismo e di pressione da parte di numerose lobby che non vogliono legalizzazioni o liberalizzazioni in quanto vedono nella canapa una concorrente seriamente minacciosa per i propri prodotti. Mi riferisco alle lobby farmaceutiche, dei petrolieri e del cotone. Magari ne parlerò un’altra volta. Ai fini di questo mio articolo è necessaria solo un po’ di conoscenza specifica sulla sostanza in se e per se.

“Le azioni della Cannabis non hanno nulla in comune con quelle della cocaina e della morfina: i principi psicoattivi della coca e dell’oppio sono degli alcaloidi. Come gli alcali inorganici possiedono sulla loro molecola una carica elettrica che ha una certa affinità con l’acqua e quindi si sciolgono facilmente nel sangue e nelle altre soluzioni acquose dei nostri organi, compreso il cervello. I principi attivi di questi alcaloidi sono quindi altamente tossici. Il tetraidrocannabinolo (-principio attivo della cannabis) invece no: non è un alcaloide e non è carico elettricamente. Anzi, è sostanza fortemente lipofila, nel senso che tende a sciogliersi nei grassi e di grassi sono fatte le membrane che separano le nostre cellule dal mondo”.

All’interno del nostro corpo esiste un recettore specifico per il tetraidrocannabinolo. Non esiste niente di simile per nessun altro principio attivo legato ad altre droghe. Questo vuol dire che il nostro corpo produce di per se una sostanza che ha le stesse caratteristiche dei cannabinoidi e che quindi siamo “abilitati” a ricevere naturalmente. Questa sostanza chimica prodotta dalle cellule nervose del nostro cervello molto probabilmente è quella che ci fa essere felici (senza sapere perchè) nelle giornale di sole, quando si scrive una poesia, si traccia un disegno, si ha voglia di ascoltare musica o di mangiare cioccolata. A fare questa scoperta, nel 1992, sono stati un gruppo di ricercatori del National Institute of Health di Bethesda, negli USA che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista “American Science“. Il capo di questa equipe di scienziati battezzò questa sorta di tetraidrocannabinolo endogeno, ovvero prodotto dal corpo umano stesso, col nome di “anandamine“, che deriva dal Sanscrito e vuol dire: “gioia profonda”.

“Per di più si scoprì che la cannabis – a differenza delle altre sostanze psicoattive di largo consumo, tabacco e alcool soprattutto – non produce nell’uomo una sindrome di dipendenza fisica. La dipendenza psicologica di cui parla certa letteratura medica resta un concetto vago e dai contorni mal distinti”.

Nel maggio 1993, l‘Economist pubblicava un articolo dal titolo Portare le droghe all’interno della legge, nel quale i due autori, Lester Grinspoon e James B. Bakalar, scrivevano:

“Una società senza droghe o senza sostanze psicoattive è un sogno impossibile e probabilmente indesiderabile. Indesiderabile, perchè la nostra società si è plasmata accogliendo al proprio interno il suo rapporto millenario con le sostanze psicoattive. Impossibile, perchè il bisogno di trascendere saltuariamente lo stato di coscienza normale e la vita produttiva è una pulsione fisiologica propria della specie umana…
…Regolare la soddisfazione di questo bisogno incomprimibile attraverso l’uso di sostanze innocue come la cannabis, sarebbe una prova di razionalità e un coraggioso atto di buon governo”.

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A questo punto c’è poco altro da aggiungere. Solo un’ultima precisazione. L’intento di queste righe non è quello di spingere i lettori a consumare Cannabis ma, più semplicemente, a spingerli ad acquisire una consapevolezza propria (anche degli aspetti negativi del suo consumo) dettata dalla conoscenza e non ai luoghi comuni dettati dall’ignoranza intorno alla questione che si cerca di spostare su un campo morale quando essa è semplicemente una questione di (cono)scienza.

Ganjah – Kalafro Sound Power

Alessio Neri

Fonti:
- F. Valentini, Filosofia esistenziale della canapa indiana, Derive Approdi
- D. Pomelli, Storia della canapa indiana, Stampa Alternativa
- L. Lewin, Il grande manuale delle droghe, Melita

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9 Commenti »

gigi dice:

caro alessio, sono pienamente d’accordo con te’: su chi vuol farsi una canna. ANZI il proibito non fa che incentivare la curiosita’. MA sulla dipendenza mi sa che devi documentarti ancora un pochino. primo se ti alzi la mattina e il tuo primo gesto e farti una canna, vuol dire che e dipendenza, secondo se e una cosa come fare una serata, e diverso.ANCHE l’alcool non perdona, se ti alzi la mattina, e il tuo primo istinto e di farti una grappa, vuol dire che sei alcolizzato, al contrario di uno che beve [ anche una bottiglia di vino a pasto] ma che non ha nessun stimolo di alcool apena sveglio. POI se ti metti al volante dopo una bella canna sai che risultato.[e non mi venire a dire che tu sei un puritano].ADESSO veniamo a FINI, primo non fa’parte di estrema destra, secondo, se certi ragazzi di tale aderenza politica,decidono di farsi una canna dove sta il problema? quindi non fare tu il bigotto. o forse vuoi dare una ideologia politica[ALLA CANNA] a destra o sinistra non cambia nulla, sempre una canna rimane. FINISCO ,in olanda[il paese dove abito] viene usata come medicina alternativa a dolore, per certe patologie. ma non vuol dire che sia l’elisir di lunga vita. QUINDI se vogliamo invogliare i giovani, invogliamoli alla TOPA, almeno siamo sicuri di non sbagliare, a discampito di certi luminari, che si attengono alle loro personali teorie. ciao . gigi [olanda]

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

cari gigi grazie per il tuo commento ricco di spunti.

Conosco molte persone che la pensano come te sul fatto che la mattina se ti bevi un bicchiere è un pesante segno di dipendenza. Probabilmente vale più o meno lo stesso per le canne. Ma non credo sia questa una prova di dipendenza da una sostanza. Credo, piuttosto, che per valutare una dipendenza bisogna vedere le reazioni in ASSENZA della sostanza. Ovvero se ti alzi la mattina e per un mese non hai fumo come ti senti?? E’ lì se si vede una dipendenza e ti posso assicurare, visto che non sono un bigotto e che conosco decine e decine di persone che fanno uso di certe cose che magari il primo giorno di assenza uno ha sempre voglia di fumare ma già dal secondo la voglia incomincia a sfumare e si incomincia a pensare ad altre cose. Probabilmente è a questo che si riferiscono quando parlando di dipendenza psicologica. Se sei in crisi di astinenza dall’alcool stai male, ma stai male sul serio psicologicamente e fisicamente. Le due cose sono completamente diverse!

Sul fatto del volante non ci sono dubbi, bisognerebbe sempre evitare quando si è in stati di alterazione. E’ difficile spesso evitarlo ma sono d’accordo che bisognerebbe non farlo.

Fini non fa parte dell’estrema destra (secondo il mio parere) solo perchè vuole fare il presidente del consiglio in Italia e quindi ha dovuto per forza di cose dire e prendere certe scelte. Quando Alemanno ha vinto a roma si facevano le sfilate con le croci celtiche e i camioncini da dova mandavano canzoni da ventennio come “faccetta nera” e compagnia bella. Alemmanno e Fini sono nello stesso partito.

Vedi, per quel che riguarda i ragazzi di estrema destra che si fanno le canne io non ho nessun problema. Neanche se prendono morfina, paste o cocaina. Il problema sta nell’iprocrisia di tappezzare le città con manifesti del tipo “Erba roba da conigli”. Converrai con me che sono abbastanza iprocriti, per non parlare delle parole di disprezzo che usano in pubblico nei confronti di chi fa uso di certe cose. Loro nelle manifestazioni non lo farebbero mai. Ma poi se per sbaglio li incontri in certe feste o in certe situazioni vedi che non disdegnano per niente, anzi. Per non parlare di quando spacciano… Diciamo che ci vorrebbe un po’ più di coerenza nei confronti di attività umane che, come dici tu, non fanno parte di nessuna ideologia politica. La differenza è che certi per farsi belli in pubblico ci sputano sopra e in privato con la loro stessa saliva chiudono le cartine. L’altra parte politica non ha avuto mai problemi a dire che la saliva può essere usata per chiudere le cartine sia in pubblico che in privato. Se mi permetti non è una differenza da poco.

COnosco molti aspetti riguardanti la cannabis a scopo terapeutico per diverse malattie anche gravi e anche nelle terapie per alleviare il dolore di numerose malattie. Non dico che sia un toccasana o un salvavita, ci mancherebbe. Nel mio articolo c’è un link ad un sito dove si parla di tutti gli effetti negativi del suo utilizzo. Ci mancherebbe. Ma anche la nutella fa male, eppure si può fare la pubblicità in tv…

Infine, ribadisco che non volevo invogliare nessuno a fumare erba, volevo invogliarli/ci/vi ad essere coscienti delle cose che facciamo/fate, di informavi e di lasciar perdere chi dice tante cose senza senso o, peggio ancora, volutamente ignoranti. Per quel che riguarda la topa bisogna stare attenti perchè può fare male anche quella e a volte può trasmettere malattie anche gravissime (anche il pene può trasmetterle, sia chiaro!) per cui come vedi è quasi impossibile trovare cose a questo mondo che non facciano bene da una parte e male dall’altra.

(A)lessio

stefano dice:

caro gigi…fatti una canna

gigi dice:

caro stefano….. a me le canne non piacciono. mi piace la TOPA. LA canna rilassa tutto, e quando dico tutto, vul dire TUTTO, anche il pisello. quindi fai tu’.

krapa dice:

Bravo Alessio.

Alcune cose vanno dette e ci vuole informazione (che è l’unico modo per essere veramente liberi).

In relazione a questo discorso che hai aperto a proposito di droghe e di conoscenza ti voglio portare ad esempio una mia esperienza personale.

Tanto tempo fà (non stiamo a sottilizzare sulle date…) mi è capitato di dovermi relazionare con il S.E.R.T. di Reggio Calabria.

Questo è successo per motivi connessi al consumo di cannabis, cosa che già di suo mi sembra ridicola, ma lasciamo stare.

Il fatto che mi fa scrivere queste due righe è che mi sono trovato a parlare con persone all’interno di quella struttura (anche intelligenti, mica no…) che non avevano la minima informazione sull’uso e abuso di THC se non quelle che girano nei circuiti medico-amministrativi italiani.

Tra domande della psicologa e test medici, miravano a indurmi a rifiutare il consumo sulla base di motivazioni perlopiù ridicole (vedi la teoria secondo cui se fumi automaticamente ti si presentano situazioni di disturbo della personalità o schizzofrenie varie) o complessi di colpa di provenienza cattolica.

Non può essere questo il modo di svolgere un lavoro del genere.

Ogni giorno ho pensato di portargli i risultati di ricerche che svolgevo per mio conto e che contavano su materiali molto interessanti, vedi tra i tanti il documento di qualche anno fà (2005?) commissionato dalla Camera dei Lord inglese (nn trovo il link, mi spiace…) che riposizionava la pericolosità della cannabis in base ad uno studio che teneva in conto vari aspetti incrociati (capacità di provocare dipendenze psicologica e fisica, pericolosità sociale, …).

Secondo tale studio, riconosciuto in coro unanime come uno dei pochi documenti seri della storia a proposito della valutazione sociale del consumo di droghe, la cannabis andava riposizionata, in una graduatoria del rischio, molto più in basso del tabacco (LE SIGARETTE, CAZZO!) e, invece, l’alcol sullo stesso piano dell’eroina.

Tutto questo per ribadire che i danni provocati dalla disinformazione sistematica e dalla superficialità nel trattare certi temi possono essere grandi (soprattutto in contesti che più che coercitivi dovrebbeno avere valore di “consultorio”)

Un saluto e continua a informare reggio che ci vuole :-)

per Gigi:

aò ma stai sempre a pensare alla TOPA?? guarda che crea dipendenza pure quella.
Bella la figa (da me si chiama così) ma il pensiero monotematico e assillante alla lunga distrae dalla realtà delle cose.
Credo che molta della gente che và in giro a molestare, in modo + o – violento (talvolta insopportabilmente violento), le donne abbia grande considerazione della topa e molto poca delle persone in generale.
Giusto per dire che non è meglio una cosa o l’altra nella vita ma solo come e con quale coscienza la vivi.

p.s. non hai mai provato a fare l’amore con la tua donna dopo esservi fumati una bella canna? magari nella vasca da bagno? Peccato.

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

“Alcune cose vanno dette e ci vuole informazione (che è l’unico modo per essere veramente liberi).”

E’ il motivo per cui esiste http://www.liberareggio.org...
grazie per il complimento e lì’incoraggiamento.

Il tuo commento è una chicca per questo post.

Ripassa a trovarci se ti va.

(A)lessio

gigi dice:

per krapa. meglio essere dipendente da topa che dipendente da qualsiasi stupefacente. il pensiero monotematico: distrae gli stolti e gli ignoranti in materia[ come te'].io non ho mai molestato nessuna donna nella mia vita, sai perche’?, non ho mai usato allucinogeni, come penso a te’codesta pratica sia alquanto,gradita.in quanto alla considerazione per il prossimo, cosa fai te’per il sociale? a parte gozzovigliare nei giardinetti,e nascosto dietro i cespugli farsi le canne. la coscienza di vita? pensa alla tua. ps. se usi la vasca da bagno, mettiti il salvagente, non si sa mai.

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

L’Economist di questa settimana dedica buona parte della rivista ai temi delle droghe e del proibizionismo.
Ad un certo punto dice così:

“Prohibition has failed; legalisation is the least bad solution”

Una frase “moderata” ma eloquente scritta da chi certamente non supporta i fattoni!

(A)lessio

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