“Zattere”: rassegna da usare come àncora!

giovedì, 5 febbraio, 2009
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tn_zattere-as_2Sabato 31 Gennaio, a Reggio Calabria, ha preso il via “Zattere”, rassegna teatrale organizzata dall’associazione culturale .

Saranno sette gli spettacoli proposti in questa stagione, cinque dei quali interpretati da gruppi o attori professionisti calabresi.

Gaetano Tramontana, il direttore artistico, sceglie, eccezion fatta per il gruppo milanese ‘Argomm Teatro’ e ‘Tetraedro Teatro’ di Viterbo, attori che raccontano la nostra terra sotto varie sfaccettature, oppure attori calabresi che usano il proprio come modo per esprimere più veracemente le loro emozioni e quelle dei personaggi interpretati.

L’uso della lingua dialettale in queste messe in scena è una scelta curata, impegnata, uno studio/riadattamento su testo esistente o una scrittura originale.

Pier Paolo Pasolini scriveva:

“Fra le altre tragedie che abbiamo vissuto [...] in questi ultimi anni, c’è stata anche la tragedia della perdita del dialetto, come uno dei momenti più dolorosi della perdita della realtà.”
“Chi possiede una propria cultura e si esprime attraverso essa è libero e ricco, anche se ciò che egli è ed esprime è (rispetto alla classe che lo domina) mancanza di libertà e miseria.”
“Il dialetto è ancora pieno di denari che però non si possono più spendere, di gioielli che non si possono regale. Chi lo parla è come un uccello in gabbia. Il dialetto è come la mammella di una madre a cui tutti hanno succhiato, e ora ci sputano sopra. Ciò che non può essere ancora rubato è il corpo, con le sue corde vocali, la voce, la pronuncia, la mimica, che restano quelle di sempre.”

La sala che ospita la rassegna è piccola, proprio da spazio-off: appena cinquanta posti a sedere ma l’intimità e il calore che gli spettatori possono cogliere da chi si esibisce è peculiare.

Le condizioni che caratterizzano questi luoghi sono le migliori per apprezzare la validità dell’attore: se ne ascolta il respiro, se ne carpisce la sua sincerità artistica e si colgono le più svariate sfumature.

Gianfranco Berardi (vincitore del concorso “Nuove drammaturgie e ricerca” al Festival di Lugano) ha inaugurato la stagione con successo.

Intelligente e intenso il monologo da lui scritto: ‘Briganti’.

Dal 5 all’ 8 febbraio si esibirà il reggino Lorenzo Praticò con ‘A notti nu’ pocu prima ‘ra foresta’, monologo tratto da un testo di Bernard Marie Koltès, in cui racconterà di un immigrato solo e perso per le strade di una grande città.

La regia è di Carlo Orlando e le musiche di Simone Martino.

Dario Natale il 20 e 21 febbraio rappresenterà ‘Fumiere’, testo da lui scritto e diretto sulla vicenda di cronaca dell’assassinio, a Lamezia terme, di due netturbini; con lui in scena Maria Teresa Guzzo e Gianluca Vetromilo.

Dal 27 febbraio sino al 1° marzo, Ernesto Orrico, nella performance ‘A Calabria è morta’, di cui è autore e regista, darà sfogo alla rabbia e all’amore che caratterizzano il suo rapporto con la martoriata regione.

Il testo ‘Le Serve’ di Jean Genet, dopo uno studio accurato e la ricerca personale di Romeo Martel, Luigi Povelato e Francesco Mazza (che ne cura anche la regia), sarà messo in scena dal 6 all’8 marzo.

‘Attese’ sarà il titolo della messa in scena del 20 e 21 marzo. Il gruppo composto da Andrea Fabi, Giorgia Dell’uomo, Ylenia Di Luigi, Martina Duchi, Moira Persi, Rachele Cucco e Tiziano Nava, con la regia di Francesco Cerra, si confronterà con le ansie e le tensioni dell’uomo contemporaneo.

Nino Racco, cantastorie moderno, chiuderà la stagione il 28 e 29 marzo con un repertorio dei suoi primi trent’anni di teatro.

Queste rassegne, se pur piccole, sono molto importanti.

I lavori proposti costituiscono materiale di riflessione anche più valido della classica e istituzionale stagione del Cilea e, in ogni caso, insieme ad essa, contribuiscono alla crescita culturale e umana della città reggina.

Andy Gentile

Link:
www.spazioteatro.net

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