Autostrade per l’Italia?

mercoledì, 11 febbraio, 2009
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autostradaIn questo tempo di chiuse per le frane, per l’incuria e tutto il resto, ho deciso di documentarmi. Mi aspettavo di ritrovare l’Italia in una condizione ridicola, ma invece le  Italiane non sono così male, semplicemente perché, a rigor di legge, non ne abbiamo.

In effetti qualcuna l’abbiamo ma costituiscono il 10% delle “Autostrade”  quindi qualcosa di irrisorio.

Nel 1993 il Nuovo codice della strada ha introdotto la  classificazione funzionale delle . Tutti gli enti proprietari (Stato, regioni, province e comuni) sono tenuti a classificare le di loro proprietà.

L’articolo 2 del codice della strada, sulla base delle caratteristiche di costruzione, tecniche e funzionali delle strade, distingue i seguenti tipi:

tipo A – autostrade
tipo B – strade extraurbane principali
tipo C – strade extraurbane secondarie
tipo D – strade urbane di scorrimento
tipo E – strade urbane di quartiere
tipo F – strade locali

Per non dilungarci troppo andiamo a controllare le caratteristiche geometriche e i requisiti tecnici minimi che deve avere un autostrada:

…Deve essere provvista di carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile; due o più corsie per senso di marcia, corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, eventuale banchina pavimentata a sinistra.

La considerazione che ne consegue è che nessuna autostrada se strutturalmente concepita priva di corsia di emergenza o banchina pavimentata (come sono molte gallerie e non solo) può definirsi tale. Da qui si evince che esigere la riscossione del è illegale, ma la cosa più grave è che non doveva nemmeno essere data la da parte dello stato.

Il costo delle autostrade è stato ammortizzato da anni. In Inghilterra e in Germania sono gratuite. In quei Paesi, i cittadini, in modo legittimo, le usano senza pagarle due volte. Le hanno già finanziate, sono roba loro.

In Italia le autostrade sono state regalate ai concessionari che guadagnano miliardi di euro senza nessun rischio né investimenti di capitale. I miliardi dei pedaggi vengono poi investiti in ogni tipo di business e per finanziare i partiti invece di tornare sulle autostrade e renderle più sicure.

Le autostrade devono diventare gratuite!

Ovviamente per le nuove autostrade il discorso è diverso, chi vuole la concessione ci metta i suoi soldi, ma per le autostrade già esistenti dobbiamo dire basta al pizzo dei concessionari.

Dal blog di Beppe Grillo:

“La rete autostradale italiana è stata costruita quasi interamente negli anni ’60 e ’70. E’ stata finanziata quasi tutta a debito. Al tempo tutte le autostrade facevano capo o all’Iri o agli enti locali, comuni, province, eccetera, il loro debito era spesso garantito dallo Stato. A fine degli anni ’90, cioè dopo 25 anni, questi investimenti erano stati ammortizzati, i debiti rimborsati. Il capitale azionario investito nelle autostrade era minimale, allora alla fine degli anni ’90, per logica, o si dovevano abolire i pedaggi e rendere gratuite le autostrade, come d’altronde sono in Germania e in Inghilterra perché l’investimento era stato ammortizzato coi pedaggi, oppure il grosso degli utili delle concessionarie avrebbe dovuto essere passato allo Stato come imposte o quello che sia com’era previsto dalle Leggi al tempo.

Che cosa è successo però? L’Iri aveva bisogno di soldi e aveva deciso di privatizzare la società Autostrade, che è la più importante con circa il 65% della rete autostradale di sua proprietà, per agevolare questa privatizzazione sono state fatte delle concessioni.

Queste concessioni, poi sono state prorogate più o meno gratuitamente per mediamente 10 anni. Di questo noi utenti non ne abbiamo avuto contezza, non abbiamo percepito il fenomeno, perché paghiamo il pedaggio e non sappiamo particolarmente, ma è facile rendersi conto dell’enormità del regalo che riceve una concessionaria se si fa una leggina e gli si proroga di 10 anni la concessione. Il problema oggi è che queste concessionarie fanno enormi profitti, non hanno investito nel settore perché non è stato costruito più nulla, quindi hanno investito in operazioni finanziarie, in titoli diversificando nel settore immobiliare, ora stanno investendo anche all’estero eccetera, quindi noi abbiamo pedaggi molto elevati e una rete autostradale ormai vecchia, del tutto insufficiente in una situazione triste ed anomala.

Questi pedaggi una volta completato l’ammortamento sono in realtà delle imposte e allora se dobbiamo pagare le imposte tant’è che le incassi lo Stato non dei concessionari che non hanno mai investito nulla nella concessione. Per dire se le autostrade sono molto care in senso generale non si può, nel senso che a volte vengono raffrontati pedaggi pagati in Italia con quelli, ad esempio, pagati in Francia.”

Anche se la situazione pedaggi per noi calabresi è marginale, non dobbiamo chiudere gli occhi. Anche perché c’è la proposta di rendere la futura A3 “Autostrada a pedaggio” quindi bisognerà essere pronti da adesso.

Stiamo passando disagi incredibili per la A3 che si “rinnova” con un progetto degli anni ’80 e che nella sua interezza risulta vecchia e costosissima.

Le frane isolano interi comuni per giorni e giorni, le strade si aprono in due ed inghiottono automobili e pulmini come fossero sabbie mobili e le buche, nelle strade cittadine, diventano trappole, disgraziatamente mortali, per i centauri. Ma sorridiamo, spenderemo un sacco di soldi, NOSTRI, che abbiamo versato allo stato per realizzare il Ponte sullo Stretto, poco importa se non riusciremo a raggiungerlo perché le strade attorno saranno tutte intasate dal fango, se saranno crollate o con delle voragini in mezzo, l’importante è avere il nostro bel ponte da venerare come l’ennesima cattedrale nel deserto.

Ken Curatola

Questo articolo è stato pubblicato anche sul sito internet dell’associazione CombAttivaMente

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