Per uno sviluppo… piccante

giovedì, 12 febbraio, 2009
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“L’uomo è l’unico mammifero che consuma . Le altre specie, a quanto sembra, interpretano il sapore sgradevole come chiaro segnale evolutivo della possibile presenza di veleno”.

immagini_peperoncinoProbabilmente questo assunto, tratto da un articolo uscito per l’Economist e tradotto dal settimanale Internazionale, vale fin quando molte delle specie animali non si trovano di fronte ad un piatto di “maccarruni c’u sugu ra crapa” o simili. Abbondante, favolosamente saporito e necessariamente piccante. In bianco o in rosso non fa molta differenza. Il peperoncino in piatti del genere è come la ciliegina sulla torta. Noi calabresi lo sappiamo bene, come sappiamo anche che il cibo piccante è una di quelle peculiarità che ci permette di distinguerci e di essere orgogliosi della nostra provenienza geografica. Il cibo piccante, per noi abitanti dell’estremo sud della penisola, è una sorta di rito collettivo, di elemento di identificazione sociale e territoriale primaria. Infatti:

“Come con l’alcol, il tabacco e il caffè, che all’inizio hanno un sapore sgradevole, ma provocano una reazione chimica piacevole, mangiare il peperoncino comincia come un’abitudine sociale, rafforzata da quello che Poul Rozin (professore di psicologia all’Università della Pennsylvania) chiama ‘masochismo benigno’: si fa qualcosa di doloroso e apparentemente pericoloso sapendo che non causerà danni permanenti. La scarica di adrenalina che provoca e le naturali proprietà stupefacenti della capsaicina formano una combinazione insuperabile per chi è in cerca di emozioni. L’importante è non metterla sugli occhi”.

La capsaicina è una chimica che si trova nel peperoncino. Molti di voi che leggete la conoscete bene, come conoscete bene le reazioni del nostro fisico quando si assume detta : sudorazione aumentata, aumento del battito cardiaco, a volte lacrime agli occhi, ecc. Subito dopo però si avverte un certo sollievo, infatti il corpo, per far fronte agli effetti del peperoncino e della sua “tossica”, emana endorfina (la sostanza più simile alla morfina) che riempie le nostre vene dandoci una sorta di soddisfazione chimica. Una specie di “sballo”, insomma. Per cui,

“Più capsaicina si ingerisce, più prolungato e piacevole è lo sballo”.

redpepper4Il su citato articolo dell’Economist sostiene, prendendo i dati di mercato della AC Nielsen, che la domanda di peperoncino al dettaglio in Gran Bretagna è aumentata del 18%. Addirittura nella più grande catena di supermercati  del Regno Unito (Tesco), la domanda di peperoncino pare sia aumentata del 29%! A trainare questo aumento delle richieste di questo “frutto” particolare pare che si stato l’ingresso nel mercato inglese (e nei supermercato Tesco) di una varietà particolarmente piccante chiamata Naga Dorset: una varietà elaborata in Inghilterra ma derivata da una tipologia di peperoncino del Bangladesh la cui vendita è vietata ai bambini!

Per misurare la “piccantezza” di un cibo il modo più usato è la Scala di Scoville che si basa sulla diluizione del peperoncino in acqua e zucchero fino al punto in cui la capsaicina scompare al gusto. Gli sprai urticanti usati dalle polizie di mezzo mondo si aggirano, su questa scala, intorno ad un valore di 2 milioni, il Daga Dorset arriva a circa 1,6 milioni!

Ad onor del vero, questo valore è stato riscontrato durante un concorso per produttori di peperoncini e ha destato grande stupore, tanto che i produttori di Daga Dorset hanno preso con le pinze questo risultato che è stato 3 volte superiore ai loro test di laboratorio, proponendosi di ri-analizzare il loro prodotto.

peperoncinoI peperoncini piccanti vanno a ruba in mezzo mondo e nei paesi anglosassoni ultimamente sembrano avere avuto un enorme successo. Sapete chi è il maggior fornitore di peperoncini della catena di supermercati Tesco? Si chiama Filippo Salvatore uno dei “capi” dell’associazione dei siciliani di Bedford (Associazione Trinakria che conta circa 120.000 iscritti), una cittadina a 80 km da Londra. Sarebbe interessante indagare su che tipo di associazione si tratti ma non è questa la sede più appropriata. Quello che mi interessa evidenziare è che quella posizione potrebbe occuparla tranquillamente qualche calabrese che avvii un’attività di import-export con il Regno Unito.

Per quel che riguarda peperoncino e cibi piccanti in generale non siamo secondi a nessuno. In più, oltre alla potenza noi ci mettiamo anche il sapore e sono pochi nel mondo che cercano un cibo piccante per il suo sapore e non, semplicemente, per la sua potenza. Possiamo tranquillamente vantarci di questo e ringraziare le nostre madri e i nostri padri di averci fatto crescere mangiando cibi di sapori sopraffini.

E’ fuor di ogni dubbio che uno dei pochi punti forti dell’immagine della calabria e dei calabresi fuori dalle loro terre sia la qualità del loro (nostro) cibo! Senza dubbio un ingrediente fondamentale di questo successo gastronomico è il peperoncino. Secondo una ricerca effettuata nel 1992 da un centro specializzato in Australia,

“una quantità anche modesta di capsaicina è in grado di aumentare la percezione del salato e del dolce”;

insomma, il peperoncino incrementa la percezione dei sapori, rendendo i cibi ingurgitati più buoni al fondamentale test delle nostre papille gustative!

Ma il peperoncino ha innumerevoli usi non solo nel campo alimentare. Infatti, oltre agli olii piccanti, all’orami diffusissimo cioccolato al peperoncino, il piccante è entrato a far parte di diritto dell’ambito dell’illegalità diffusa. Ambito nel quale, modestamente (direbbe Cetto LaQualunque) i calabresi non hanno niente da invidiare a nessuno. Pare, infatti, sempre secondo l’articolo dell’Economist più volte citato che ci sia gente (soprattutto nel mondo anglosassone) che ami sniffare cocaina mista a peperoncino in polvere. Questo intruglio si chiama “Pin Fix” (questa cosa mi lascia abbastanza perplesso perchè il peperoncino di solito viene usato per nascondere la coca, non per assumerla…).

Dunque, come i fichidindia, anche il peperoncino è uno di quei prodotti tipici della nostra terra che potrebbe essere esportato nel mondo e creare economico reale. Cerchiamo di non stare lì a guardare e se qualcuno decide di muoversi con decisione in questo mercato, speriamo che intraprenda la strada del rispetto delle leggi e non la solita scorciatoria dell’illegalità diffusa e dannosa…

Alessio Neri

Fonti:
- Internazionale, n. 780

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2 Commenti »

Andrea Delfino
andrea 'shinji' delfino dice:

Grandissimo!
Questa dei “prodotti tipici” sta diventando la mia rubrica preferita ;)

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

eheh grazie.
sto già pensando alla prossima “sostanza” su cui scrivere qualcosina… ho delle mezze idee e sta volta non credo che internazionale mi potrà dare una mano. Cmq vedremo, lo scopriremo tutti presto eheh

(A)lessio

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