I ‘Pirati’ sotto processo
The Pirate Bay è un sito internet svedese dedicato all’indicizzazione, ed è quindi a tutti gli effetti un motore di ricerca, di file .torrent per la rete BitTorrent.
I responsabili del sito sono in questi giorni sotto processo per il reato di violazione dei diritti d’ autore sui file condivisi. Non è uno dei tanti processi che hanno visto battagliare l’industria dell’intrattenimento a siti o servizi dedicati al peer to peer, perché Pirate Bay è visto come un simbolo di una filosofia libertaria e di un modo di vivere la rete che non tiene in alcun conto il copyright. In altre parole, dopo una eventuale condanna e la conseguente chiusura, nulla più sarà come prima per l’universo del peer to peer, che, secondo alcune stime, coinvolge almeno 10 milioni di italiani.
Il 10 agosto 2008 The Pirate Bay ha annunciato che i provider italiani hanno bloccato l’accesso al sito su ordine del sostituto procuratore di Bergamo
Mancusi; il sito ha prontamente costruito un nuovo dominio al fine di ristabilire la raggiungibilità da parte degli utenti italiani. Il 24 settembre 2008 il Tribunale di Bergamo ha accolto il ricorso degli avvocati di The Pirate Bay e revocato il provvedimento di sequestro preventivo.
L’attuale processo è celebrato in seguito ai ricorsi presentati da diversi giganti dei media, tra cui Warner Bros, Mgm Pictures, Colombia Pictures Industries, 20th Century Fox, Sony Bmg, Universal e la Emi.
A maggio del 2006 la polizia svedese effettuò una serie di retate, sequestrando diversi server e computer del portale The Pirate Bay, e chiudendolo temporaneamente. Fondato nel 2003, nel corso degli anni, il portale era diventato un punto di riferimento per coloro che utilizzano i sistemi di condivisione di file “bitTorrent”.
I quattro imputati, tutti di nazionalità svedese – ovvero i tre amministratori del sito, il 28 enne Svartholm Warg, i trentenni Peter Sunde e Fredrik Neij, e il finanziatore, il 48enne Carl Lundstrom – sono finiti alla sbarra per il loro presunto coinvolgimento sul download di file musicali, film o videogiochi tutelati dal copyright. Tra le prove dell’accusa, oltre a delle testimonianze dirette, vi sono anche delle comunicazioni via e-mail.
A Stoccolma gli accusati hanno respinto le imputazioni e alla seconda udienza buona parte di queste sono già cadute per fraintendimenti sul funzionamento del protocollo.
Infatti, Fredrik Neij è intervenuto per spiegare che le schermate che il pubblico ministero stava mostrando non provavano nulla: un torrent non contiene materiale coperto da copyright, e non è detto che utilizzandolo si finisca necessariamente sui tracker di ThePirateBay. Senza contare, ha poi aggiunto, che esistono anche torrent senza tracker (che utilizzano il protocollo DHT). Eventualità che il pubblico ministero Håkan Roswall ha ammesso di non conoscere. In pratica, i server di The Pirate Bay non contengono propriamente materiale protetto da copyright, in quanto i file sono presenti solo nei computer degli utenti. Il sito si limita quindi a mettere in contatto gli utenti senza ospitare i loro file.
Il processo, che attira l’attenzione di molti internauti, ma anche di diverse industrie, si è aperto martedì a Stoccolma ed oggi (19/02) è giunto alla terza giornata di attività, con la richiesta di proscioglimento da parte della difesa, vista la riduzione dei capi d’accusa.
Ifpi (International Federation of the Phonographic Industry), che rappresenta i dententori dei diritti sulle opere in questione, chiede invece un risarcimento che si aggira sui 10 milioni di euro. Entro poche settimane si dovrebbe giungere al verdetto finale.
Giuseppe Rosaci
Fonti:
- www.euronews.net
- www.pcworld.it
- www.voceditalia.it
- it.wikipedia.org






L’ottimo Peppe sull’onda dello sharing.
Ti ricordi la vicenda Peppermint che ha portato all’individuazione di circa 4000 utenti?
in questi giorni si è parlato e scritto tantissimo su questa vicenda. vi lascio qualche link se volete approfondire un po:
-http://www.wired.it/news/archivio/2009-02/25/the-pirate-bay-processo-di-martedi-24.aspx
-http://feeds.blogo.it/~r/downloadblog/it/~3/wg7yN4L119I/labels-vs-tpb-una-settimana-dopo
- http://www.wired.it/news/archivio/2009-02/23/pirati-della-baia-cantano-vittoria-anticipata.aspx
- http://punto-informatico.it/2557539/PI/News/the-pirate-bay-prima-settimana-tribunale.aspx
- http://www.downloadblog.it/post/8963/cadute-al-secondo-giorno-la-meta-delle-accuse-a-the-pirate-bay
- http://www.techcrunch.com/2009/02/17/half-the-charges-against-the-pirate-bay-dropped-but-the-circus-aint-over-yet/
- http://punto-informatico.it/2429313/PI/News/bergamo-ecco-perche-pirate-bay-accessibile.aspx
- http://punto-informatico.it/2421824/PI/News/svezia-pirate-bay-fa-fallire-editori.aspx
(A)lessio
grazie saso. mi ricordo del caso peppermint…alla fine però fu un nulla di fatto……cmq dove non arrivano i giudici potrebbero arrivare accordi coi provider…
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=9568&numero=999
E pensare che sta passando sotto traccia una proposta di legge al parlamento europeo che intende bloccare praticamente del tutto la libertà del traffico internet. vi rimando al link per capire di cosa si tratta, in sintesi, i provider, passasse la legge, potrebbero decidere cosa filtrare nella navigazione, oltre a molti limiti che bloccherebbero di fatto la libera condivisione del sapere.
http://www.scambioetico.org/index.php?topic=563.0
è arrivato anche il riconoscimento per la bontà di questo articolo!
http://magazine.liquida.it/2009/03/02/pirate-bay-sotto-assedio-il-processo-e-iniziato/
Liquida Magazine ha citato Peppe e LiberaReggio linkandoci!
Grande Peppe!!!
(A)lessio