Ci sono libri… “Diario di un viaggio a piedi”

Un viaggio a piedi partito da Messina, passato da Reggio e che ha attraversato tutta la provincia. Dirigendosi verso sud lo scrittore e pittore Edward Lear ha raccontato e descritto le genti e i luoghi che pochissimi fino ad allora avevano esplorato. Tramite le sue parole e i suoi disegni l’autore nosense e di viaggi inglese ci porta agli occhi una realtà ottocentesca che tutt’ora in pochissimi conoscono. L’intento dell’autore non è quello di fare un reportage della vita sociale (risultato che comunque viene fuori..) ma di quella umana. Le abitudini, i costumi, il linguaggio e i connotati degli abitanti di Reggio, Condofuri, Bova, Bruzzano, Casignana, San Luca, Polsi, Roccella, Stilo, Polistena, Terranova, Gioia Tauro, Palmi, Scilla, Pentedattilo e tantissimi altri paesi della jonica e della tirrenica reggina sono tutto ciò che Lear ci racconta nella sua opera. Forse la più importante tra i suoi libri di viaggio – che ricordo hanno riguardato la Grecia, il Libano, buona parte dell’Italia meridionale. Tra le zone abitate del Mediterraneo di metà ’800 quella che più è rimasta impressa è proprio quella della provincia reggina. Forse, un po’ perchè è sempre stata una delle zone meno esplorate d’Italia e non solo, appunto per questa la più misteriosa e più ricca di fascino umano.
Il contesto storico è interessantissimo e dà un valore aggiunto all’opera dello scrittore. Tra il 25 luglio e il 5 settembre del 1847, Lear si aggirava tra i paesi, i monti, le campagne, le spiaggie e le colline del reggino. Il periodo storico è di particolare interesse perchè si trattava della vigilia di un periodo storico che adesso si studia sui libri di scuola: il ’48. L’autore durante i suoi viaggi e le sue traversate ha il sentore che qualcosa stia per succedere. Fatti, eventi e dialoghi “strani” e nascosti vengono riportati tra le righe a dimostrare il fatto che nell’aria c’èra qualcosa che lo scrittore non riusciva a comprendere a pieno e che, quando fu palesata, lo costrinse ad allontanarsi da quelle terre terminando il suo diario di viaggio proprio all’inizio di un evento storico per tutta l’Europa. Sarebbe stato interessantissimo leggere le sue cronache umane di quegli eventi. Ancora più interessante sarebbe stato leggere – partendo da un punto di vista “umano”, quale era quello di Edward Lear – cosa sarebbe successo di lì a poco nella nostra città e nella nostra provincia. Di come, cioè, i reggini si inserirono in un periodo di moti rivoluzionari che sconvolse il mondo di allora. La storiografia ci ha raccontato qualcosa, ma non ci ha mai detto cosa pensavano e facevano i nostri avi durante quei giorni.

Reggio
A concludere gli aspetti intriganti di questo libro sono i disegni dell’autore. Non solo, quindi, tramite descrizioni verbali delle persone ma, anche, descrizioni visive dei luoghi Lear ci racconta Reggio. I costumi della gente, la vegetazione e l’architettura dei luoghi intimamente legati alla natura circostante vengono ritratti dalla matita di un ottimo disegnatore. Quelle opere, quei disegni, vengo adesso venduti come pregiate stampe d’epoca. Ma oltre ad essere oggetti pregiati, essi sono fedeli racconti visivi della realtà esistente all’epoca.
La nostra storia è raccontata tra le pagine di questo libro. Non la storia politica, ma la storia delle donne, degli uomini e dei luoghi che viviamo oggi. Dovremmo tutti conoscerne il passato, Diario di un viaggio a piedi è un buon primo passo per iniziare!
Alessio Neri
Scusate se l’immagine della copertina del libro praticamente non si vede ma è l’unica che ho trovato sul web (non avendo modo per scannerizzare quella cartacea)…






Ciao Ale!
libro bellissimo… l’ho letto tutto d’un fiato.
L’accompagnatore era Gallicoto, hihihhii
Domani mattina ti invio la scansione della copertina!
grande saso, se mi mandi la copertina la sostituisco subito eheh
(A)lessio
bellissimo libro….e ne propongo un altro,anche se di carattere politico,ma sicuramente interessante per conoscere meglio gli anni 70 a reggio:cinque anarchici del sud”!
arriverà anche quello
è in cantiere…
(A)lessio