Giovani… avanti tutta!? No. Forse. Vediamo.
E’ evidente che il sistema Italia soffra da qualche decennio di bassa crescita demografica.
Le statistiche sono chiare a riguardo.
Infocamere ha condotto uno studio che rappresenta emblematicamente i cambiamenti del sistema economico.
In particolar modo questo rapporto ha focalizzato l’attenzione sulle difficoltà che il management “giovane” (al disotto dei 30 anni) deve affrontare per conquistare posizioni-chiave.
Secondo questo studio nel periodo 2000/2008 i soci che hanno occupato posti di controllo nei consigli delle società con un’età inferiore a 30 anni sono diminuiti del 35% (dati Infocamere).
Questo dato rispecchia ciò che avviene anche in altri ambiti. Senza dubbio il settore politico-amministrativo è il più vecchio.
Un sistema gerontocratico dove vale l’età e l’esperienza decennale (e non solo) a scapito della meritocrazia, dell’innovazione e della forza giovanile.
A volte mi chiedo che futuro potrà avere un paese che punta sul ritorno al nucleare?
Con la crisi economica tutte le leadership internazionali puntano allo sfruttamento delle energie rinnovabili.
Qui non si tratta di essere pro e contro; qui si tratta di “chiamarsi” fuori da tutte le logiche di utilizzazione delle “energie verdi”.
Il lettore malizioso starà pensando che queste affermazioni sono fuori tema, senza però, riflettere sulle difficoltà che si creano in settori della vita socio-politica-economica dominata dai post-sessantenni.
Certamente il controllo, l’esperienza e la professionalità non sono sempre individuabili nelle forze giovani del nostro paese.
Ma è altrettanto vero che non vengono creati spazi utili per emergere.
Quest’era informatica/nanotecnologica ha bisogno di figure preparate e nel pieno della produttività. La carriera lavorativa viene molto penalizzata dal sistema scolastico italiano.
Secondo alcuni economisti (Tito Boeri, etc…) il sistema formativo italiano non prepara in modo completo; genera laureati “vecchi” (ovvero si perde buona parte del periodo più produttivo della carriera lavorativa).
Questo porta ad una contrazione delle potenzialità che alla fine rimangono inespresse.
Uscire fuori da questo pantano appare quasi impossibile. Io spero -fortemente- una sola cosa; noi ragazzi dobbiamo riprenderci il nostro futuro!
Ci spetta di diritto!

Salvatore Salvaguardia
Fonti:
- Sole 24 ore
- Infocamere






…lo so… questa volta non è brillante nella forma…
MA SONO IMPORTANTI I CONTENUTI!