Congressi, Libertà e P2 (che non vuol dire: Parte seconda…)
…continua…
Il proposito è unicamente quello di verificare la compiuta o realizzanda attuazione di qualcosa che si è progettato 30 anni fa e che mina profondamente le basi della nostra libertà piuttosto che rafforzarle. Direi anzi che le abbatte del tutto le fondamenta della libertà. Il testo integrale del Programma di Rinascita Democratica è disponibile a questo link. Anzitutto, vediamo le premesse: al punto primo si definisce l’aggettivo democratico del Piano, ed assume una connotazione a noi sconosciuta, ovvero, si definisce democratico il Piano perché sono esclusi ogni movente o intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema. Quindi democrazia, che dovrebbe significare governo del popolo, la sua partecipazione, la possibilità di controllo dei governanti da parte dei governati, qui diventa modifica del sistema senza partecipazione del popolo italiano: mille persone circa abilitate ad attuare il piano endogenamente partorito, senza alcuna consultazione né legittimazione. Al punto quattro, si legge che i programmi a medio-lungo termine prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle istituzioni fondamentali: cioè, un processo al contrario. Prima si rinnovano le istituzioni POI si adegua la Costituzione.
Veniamo adesso al primo punto che ho elencato in principio, la nascita di due partiti. L’idea originaria nel Piano era quella di identificare all’interno di vari schieramenti del tempo delle figure che potessero promuovere quella che è definita una “rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica”. Qualora le strutture politiche presenti non fossero sufficientemente credibili all’esterno si sarebbero dovuti usare dei fondi per far nascere due partiti, uno a sinistra e l’altro a destra. In questo, va dato atto a tutta la compagine politica di aver fatto involontariamente il gioco politico di Gelli, senza bisogno di cacciare un soldo si è realizzata la semplificazione totale dell’arco partitico. Ancora, sul secondo punto, il controllo dei media prevedeva nel testo del piano di acquisire giornalisti con il compito di simpatizzare per gli esponenti politici prescelti. Quanto, poi, alla tempistica necessaria per l’attuazione, le previsioni erano che:
“(…) E’ evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze. E’ comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di cui in prosieguo, i tempi brevi sono – salvo che per la Magistratura – da escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi ai partiti, alla stampa e ai sindacati, con la riserva di una più rapida azione nei confronti del Parlamento ai cui componenti è facile estendere lo stesso modus operandi già previsto per i partiti politici. Per la Magistratura è da rilevare che esiste già una forza interna (la corrente di magistratura indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate. E’ sufficiente stabilire un accordo sul piano morale e programmatico ed elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un prezioso strumento, già operativo nell’interno del corpo anche al fine di taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua tradizionale funzione di elementi di equilibrio della società e non già di eversione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull’ascesa al Governo di un uomo politico (o di un’equipe) già in sintonia con lo spirito del club e con le sue idee “ripresa democratica”, è chiaro che i tempi dei procedimenti riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilità di attuare subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale all’attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo ciò significherebbe la possibilità di ridurre a 6 mesi e anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della disponibilità dei mezzi finanziari.”
Mi piacerebbe continuare a riportare passi dal Piano di Rinascita Democratica per darvi spunti di riflessione utili a capire che quella direzione è stata intrapresa e via via attuata, devo però giungere alle conclusioni per non annoiare il lettore (tutto quello che avete letto è liberamente consultabile e ve ne fornirò gli strumenti per valutare voi stessi la bontà o meno di questi pensieri che adesso proporrò).
Brevemente, il controllo dei mezzi di comunicazione è la precondizione oramai necessaria per ottenere il potere politico, veicolare i concetti con metodi da spot è efficace e consente di raggiungere enormi fette di elettorato. Osservare con quale meraviglia e felicità il Tg2 di domenica 29 marzo alle 20,30 salutava l’avvento del PdL come panacea e inizio di una nuova era in cui le contrapposizioni ideologiche, gli scontri su programmi fossero pezzi da museo, personalmente mi fa inorridire. Assistere all’inviata di Studio Aperto al congresso che si preoccupa subito di rassicurare che la votazione del programma è stata all’unanimità (senza nemmeno voltarsi per guardare chi stesse votando contro) mentre da studio facevano presente che 4, dico quattro, delegati avevano votato contro è scioccante. Dall’altra parte, sentire che Franceschini ha raccolto voti per Parisi per avere un contraddittorio finto, per evitare i plebisciti calati dall’alto, beh ci fa capire che la libertà, quella meravigliosa parola tanto ostentata durante il Congresso PdL, sarebbe meglio usarla meno e applicarla di più. Non si è liberi perché viene consentito di fare qualcosa, quella si chiama concessione, si è liberi quando si può esprimere, manifestare, dichiarare il dissenso e chi è dall’altra parte lotta perché l’altro possa farlo. Qui, invece, chi manifesta, chi scrive, chi pensa diversamente da come si vuole che sia, diventa quasi un nemico della democrazia. Non esistono depositari della libertà, noi siamo parzialmente liberi, perché è parziale il rispetto delle regole.
Libero non è chi vota PdL, libero è solamente chi agisce rispettando le regole, la libertà altrui e lottando perché chi ha idee diverse possa esprimerle e farle conoscere. Purtroppo, nel panorama politico italiano non vedo forze in grado di intercettare queste grida disperate di un popolo che abbandona ogni speranza di qualcosa di migliore perchè, alla fine, come disse Gelli,
« Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media>> (M. Guarino – F.Raugei, Gli anni del disonore, edizioni Dedalo 2006, pag. 35)
Fabiano Polimeni
Fonti
Piano di Rinascita Democratica
Memorandum sulla situazione politica in Italia – documento ritrovato nel 1982
Intervista a Gelli “Giustizia, Tv, Ordine Pubblico è finita proprio come dicevo io”





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