Giornalismo in Festival
Dal 1 al 5 aprile a Perugia si è tenuto il Festival Internazionale del Giornalismo. Edizione allungata, rivisitata in alcuni punti e decisamente migliorata rispetto allo scorso anno.
A mio modesto parere è stato un successo. Vero.
Giornalisti premi pulitzer, investigatori di ogni genere, paese e razza. Giornalisti d’assato e giornalini delle scuole e dei licei. Magazine online e grandi testate di innovazione. Buffet a scrocco e chiacchierate sul futuro dei media. Questo è solo un assaggio di un festival che sempre più si sta consolidando nell’agenda dei comunicatori italiani e mondiali. 5 giorni di incontri, scontri, scambi di opinioni, persone che sono fatte di nomi e cognomi (l’immagine e le amicizie vengono solo dopo, non come ci hanno insegnato a pensare al giornalismo i media mainstream).
La cosa più bella? Una marea di ragazze e ragazzi di ogni età dal primo liceo fino ai tardoni che hanno ascoltato, preso appunti e imparato dalle esperienze di alcuni tra i più grandi (per grandi non intendo famosi ma mi riferisco alla correttezza con cui svolgono il loro mestiere) raccontatori e scovatori di notizie del mondo. Tutti questi ragazzi non hanno ascoltato in semplice adorazione ma hanno interagito, domandando, criticando o appoggiando, hanno dato sfogo alla loro curiosità e alla loro necessità di apprendere i segreti di uno dei mestieri più affascinanti, a mio parere è chiaro, che la nostra precaria società ci offre.
In Italia, sappiamo bene come funziona. Le critiche sul mestiere e sui mestieranti, l’endemico familismo, i “cugni” che sono l’unica chiave che apre le porte di precari contratti, gli scoop comprati, venduti o segnalati in maniera strumentale da chi fa della diffusione delle notizie il manganello a difesa del proprio potere. Mi piacerebbe conoscere un campo, o comparto – come lo ha chiamato Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della comunicazione della Sapienza di Roma, una delle facoltà più disastrate d’Italia forse – che non ha queste caratteristiche. Da quello degli illuminati, letterati puristi della scrittura a quello dei poveri braccianti. Dove l’illogilità civile regna sovrana le differenze col mondo di un certo
giornalismo sono ben poche.
Ma come ogni mestiere, quando è fatto bene, è proprio uno spettacolo!
Di certe facce, definite di giornalisti, neanche l’ombra ma tante parole di gente che il giornalismo lo fa davvero. Cerca, scava, scova, si incuriosisce, rompe le palle e “tiene la schiena dritta” (così si dice no?); ma qualche schiena curva secondo me c’era ancora tra un incontro e l’altro…
Sono stati tre giorni intensissimi. Chiedo scusa se questo articolo ha una chiave molto personale ma oltre ad un sacco di informazioni vivere per poco meno di tre giorni, in full immersion (non solo nell’aspetto della crescita culturale, ma anche relativo al fatto che Perugia è una gran città studentesca…) in una città stupenda e durante un festival interessantissimo, è stata prima di tutto una esperienza personale.
Nel condividere con voi tutto quello che ho imparato e catturato cercherò di essere il più attinente possibile (per quanto sia possibile limitare le proprie opinioni anche nell’uso delle parole) ai fatti.
Ma prima di entrare nel vivo, mi preme salutare le persone con cui ho condiviso questa esperienza.
Giusi, Ilenia, Jonathan, Fabrizio e tutti coloro di cui non ricordo i nomi.
Alessio Neri
Se volete vedere “in anteprima” la foto scattate al festival andate nel nostro album Flickr. Per i video, invece, c’è il nostro canale Youtube. Purtroppo non sono riuscito a twittare in tempo reale, causa maledestri rapporti con le reti sconosciute…
Per saperne di più:
- Festival Internazionale del giornalismo
- Festival Internazionale del giornalismo / Blog






Bella foto direttore
ringrazio
(A)lessio
quel cartello nella foto è uno dei due che sono stati vietati alla campagna pubblicitaria di currentTv, dalla “commissione etica” dell’azienda di trasporti comunali di roma. Non potevo non farmi immortalare con un oggetto e con delle parole censurate, sebbene non dicano praticamente (in questo caso dipende molto dall’interpretazione personale…) nulla!
(A)lessio