Giornalismo in Festival – Vanguard, all’attacco della verità!
I pirati nello stretto di Malacca, tra Malesia e Indonesia; il susseguirsi continuo di attacchi razzisti nei confronti di cittadini stranieri in Russia da parte degli skinheads nazisti; un traffico di cocaina dall’Africa all’Europa; le tecniche di repressione usate dalla polizia americana negli scontri di piazza e contro le ribellioni; il collasso demografico in Giappone dovuto alla scarsa natalità e alla fortissima rigidità nei confronti dei flussi di immigrati; la vita di strada in India tra droghe, disoccupazione e disagi; la vita dei soldati americani in Iraq.
Queste sono solo alcune delle storie raccontate dai giornalisti di Vanguard, programma di giornalismo d’assalto di Current TV, rigorosamente da dentro ogni situazione. Vivendola in prima persona. Si chiamano Kaj Larsen, Christof Putzel, Mariana Van Zeller e Adam Yamaguchi.
Tanto in prima persona che pochi giorni fa una di loro, Lara Liong, che sarebbe dovuta essere presente al Festival di Perugia, è stata arrestata mentre cercava di entrare in incognito in Nord Corea, attraverso il confine con la Cina. E’ stato chiesto ai “ragazzi”, durante l’incontro all’Hotel Brufani – per l’occasione strapieno tanto che è stato allestito uno schermo (una tv) nella sala caminetto dove si trovava anche il banchetto di Peace Reporter, e dove le persone hanno osservato l’incontro con i giornalisti di Current seduti per terra, tanto erano attesi – se si conoscessero le condizioni di salute di Lara, la giornalista arrestata, ma nessuno ha voluto rispondere. D’altronde il momento è davvero molto delicato e tutte le informazioni a riguardo (se ce ne sono) sono segrete.

Come sapete bene, almeno tanto quanto me, le notizie sulla Corea del Nord sono pressocchè inesistenti nel resto del mondo. Tutto quello che sappiamo è quello che ci dicono i loro nemici cronici. Nessun media si sogna minimamente di provare a raccontare ciò che succede clì dentro forzando le strettissime maglie della censura e della repressione del regime Nord Coreano. I Vanguard ci hanno provato ma è andata male…
Come scritto pocanzi il fatto che i media tradizionali tralascino volutamente una serie infinita di temi scottanti è tutto di guadagnato per dei reporter d’assalto quali sono i componenti della squadra di Vanguard che non esitano a sostenere di voler diventare la trasmissione giornalistica più imitata e copiata d’America, e non solo.
Indubbiamente per portare avanti un’attività giornalistica di questo genere ci vuole molto fegato; coraggio allo stato puro. Per esempio, durante un’inchiesta in Somalia, uno degli speacker non ha faticato a dire di essersi spaventato a morte e di aver avuto molta paura ad aggirarsi per le strade di Mogadiscio perchè in quella città anche i bambini piccoli portano con se armi da fuoco, cariche e funzionanti e la polizia è corrotta per cui devi fare solo affidamento su te stesso e sulla fortuna che ti porti appresso. Avete mai letto o sentito di media occidentali che sono andati a fare reportage diretti da quella città? Le notizie che abbiamo noi sono quelle che emanano le autorità e raramente è chiaro di quali di queste si stia parlando. A dire la verità qualcuno negi primi anni novanta ci è andato a vedere cosa succedeva in quell’angolo di mondo. Si chiamava Ilaria Alpi ed è stata uccisa in circostanze mai chiarite; dei colpevoli e dei mandanti, neanche l’ombra.

Oltre al fegato da vendere, ad un ottimo fiuto nel cercare le notizie (che è supportato dall’ignobile fiuto di molti media tradizionali che si mantengono lontani appositamente da certe situazioni) i Vanguard usano gli strumenti classici della professione giornalistica. Primo tra tutti: il coltivare buoni rapporti. Questi ti permettono di avere appoggi in zone disagiate o contatti con gente di solito inavvicinabile. Le relazioni umane sono essenziali nel mestiere del giornalista e loro cercano di sfruttarle al meglio.
Quello che è veramente innovativo è il rapporto che Vanguard, ma tutta Current TV, ha con gli spettatori. A detta degli stessi Vanguard, gli spettatori/utenti sono molto attivi nel mandare feedback nei confronti di ciò che loro fanno. Critiche, approvazione, consigli, informazioni, spunti e fonti, conoscenze vengono proposte e sviluppate grazie ad internet. L’apporto più importante da parte dei cittadini? Raccontare sul web le storie che vivono. I contenuti prodotti dagli utenti sono una miniera d’oro per chi cerca notizie vere da approfondire piuttosto che limitarsi al copia/incolla di un paio di agenzie o comunicati stampa. Un’altra caratteristica, unica del pubblico di Current TV, è che il pubblico che lo guarda, essendo abituato a cercare e produrre notizie e informazioni, è molto, molto smart. A detta dei ragazzi – perchè tutta la squadra di Vanguard è comporta da persone molto giovani – il loro pubblico capirebbe immediatamente se il loro operato fosse manipolato politicamente dal loro editore (che ricordo essere tale Al Gore, premio nobel ed ex vice-presidente degli USA). E’ anche vero, però, che questi giornalisti possono fare affidamento su un management che li “protegge” dalle influenze esterne, soprattutto economiche.
Quando gli viene chiesto cosa ne pensano delle magagne che attanagliano il nostro paese i Vanguard sono molto eloquenti e non lasciano molto spazio alle interpretazioni variegate:
“Per Current TV, l’Italia è una grande opportunità per affermarsi viste le limitazioni alla libertà di stampa che ci sono.”
Un esempio concreto di limitazioni ve lo do io e riguarda proprio Current e Vanguard. A Roma sono state censurate, e quindi vietate, 2 immagini che l’emittente televisiva partecipativa americana aveva elaborato per la sua campagna pubblicitaria destinata a promuovere proprio il programma di giornalismo d’assalto Vanguard. A Milano non ci sono stati problemi di sorta mentre a Roma la campagna è stata vietata sulle metropolitana trovando spazi in cartelloni all’aria aperta. A mio modesto parere il risutato non è stato lo stesso ma quando ci si mette di traverso un “comitato etico” (quello della compagnia di trasporto pubblico…), c’è poco da fare. A maggior ragione se uno dei 2 slogan previsti riguardava gli eventuali rapporti tra chiesa e camorra (lo slogan in questione è immortalato in una foto con me medesimo nell’articolo di presentazione del Festival).
Incalzati dalle domande di un pubblico visibilmente affascinato (purtroppo non tutti hanno avuto modo di usufruire del traduttore simultaneo o di comprendere direttamente la lingua inglese) dal coraggio di queste persone una risposta è stata:
“L’essenza del giornalismo è fare domande coraggiose“.
Sembra ovvio e banale ma vi sfido a farmi degli esempi di quanto e quando queste domande coraggiose vengano fatte da giornalisti a potenti personalità pubbliche. Domande che, non sono solo un aspetto necessario e basilare per chi davvero vuole intraprendere onestamente la professione giornalistica, ma sono uno dei pilastri di quell’idea “malsana” di giornalismo e informazione come servizio pubblico di cui ogni società libera ha bisogno per definirsi realmente tale!
Alessio Neri
Una contraddizione molto influente secondo me in questo incontro ci stava. Vanguard International è un programma di Current TV, il network televisivo del noto “superecologista” Al Gore. beh il programma è sponsorizzato da un’automobile. La nuova mini per la precisione. Alla faccia dell’ecologismo!
Link:





Ciao ragazzi, sono Livia di Current Italia. Volevo precisare che lo sponsor di Vanguard Internazionale in Italia è la nuova Mini Ray, l’autovettura ecologica di Mini: http://www.mini.it/mini-ray/home.php che riduce drasticamente il livello delle emissioni. Un saluto e complimenti per le attività che portate avanti su questo sito.
Livia grazie mille per aver commentato e precisato l’informazione sul vostro sponsor.
Ti faccio i miei personalissimi complimenti perchè ti conosco sul web e ho imparato e imparo un sacco di cose dalle tue attività e da current!!
Un solo appunto:
è davvero impossibile farsi sponsorizzare da una marca di biciclette piuttosto che da una marca di automobili?
Grazie ancora davvero!
(A)lessio
@lisicere ricambio i complimenti perché ammiro molto i network di informazione locale, soprattutto quando sono gestiti come fate voi.
Come sai trovare sponsor è sempre un’attività complessa e nel caso di Current lo è ancora di più, perché vuol dire schierarsi apertamente investendo in un progetto (Vanguard) molto impegnato e quindi rischioso.
Detto ciò, non tutte le aziende/potenziali sponsor possiedono i mezzi economici e la predisposizione mentale a mettersi in gioco in questo modo e Mini è stata molto coraggiosa a supportarci, mostrando una grande apertura mentale e un entusiasmo raro.
Un abbraccio a tutta la redazione.
@ livia
certamente i nuovi media sono lo sbocco naturale della libera informazione, i cittadini che vanno a ricercarsela gratuitamente in ogni momento della giornata. L’unico problema, se problema può chiamarsi, sarà non tanto la migrazione della pubblicità sui canali “alternativi” alla stampa (cosa che già sta avvenendo), ma far si che il giornalista che mette a disposizione le informazioni sul web, sui telefonini, su qualsiasi altro nuovo supporto che avremo, abbia una sua remunerazione proprio come avviene da parte dell’editore. ecco, superare la contrapposizione editore-libera informazione e passare ad una nuova forma che mantenga la remunerazione per il giornalista, lasciandolo libero di diffondere le notizie. grazie per l’incoraggiamento, un saluto
Fabiano P.
Ciao livia, tante grazie x il saluto e per i tuoi complimenti, ricambio con affetto… Complimentoni per il vostro giornalismo,davvero uno dei pochi seri che esistono in questo ambito. Continuate così…Tu sei uno dei volti nuovi e davvero preparati, che esistono al momento in italia
;)