Se potessi avere… 13 miliardi (di Euro)
Menomale che Silvio c’è!
Gran bel ritornello quello che passava per le elezioni un anno fa circa. Adesso che Silvio c’è e ci sarà, vediamo un po’ cosa è accaduto in questo periodo di tempo nel quale ci ha guidato messianicamente verso la luce. Mai come adesso serve un faro per uscire da questo tunnel buio, magari sarebbe sufficiente anche una buona lampada ad olio che forse non illuminerà direttamente l’uscita ma, almeno, ci consentirà di guardare dove mettiamo i piedi, passo dopo passo.
Era il marzo 2008, Jean Cyril Spinetta (presidente Air France) metteva sul piatto per rilevare Alitalia una offerta che venne ritenuta inammissibile e inaccettabile sia dai sindacati che dalla politica che si avviava ad elezioni imminenti. Erano 2100 circa i tagli che Air France chiedeva, comunque coperti da un regime particolarmente generoso di cassa integrazione.
I sindacati dissero “jamais!”.
Dal centro destra si disse, risolveremo tutto dopo le elezioni, c’è pronta una cordata italiana… L’affaire Air France pagante saltava (ai tempi erano già 1,7 miliardi i debiti di Alitalia) e le elezioni venivano trionfalmente vinte dal PdL. La cordata faticava a palesarsi, fino a quando: CAI. Che se non fosse per l’acronimo specificato in Compagnia Aerea Italiana, sembrava tanto potersi tradurre in Colaninno, AirOne, Intesa: chi si sarebbe spartito la good company.
E i debiti? Per quelli c’è il popolo italiano. Prestito ponte di 300 milioni, debiti pregressi, alla fine il totale oscilla tra i 3 e 4 miliardi di euro. Gli esuberi sono stati di molto superiori ai 2100 richiesti da Air France a Marzo scorso, addirittura la contrattazione è stata svolta individualmente. Perla conclusiva, Air France sarà il partner internazionale (!). Alla fine le attività di Alitalia verranno gestite anche da Air France praticamente senza levare un soldo rispetto all’impegno che avrebbe dovuto sostenere un anno fa. I contribuenti si trovano sul groppone i debiti della bad company da 4 miliardi o poco giù (inclusivi dei 300 milioni di euro di prestito “ponte” – verso il nulla verrebbe da aggiungere).
2006: Governo Prodi, Padoa Schioppa lancia l’offensiva contro l’evasione fiscale. Quel sanguisuga di professore s’è messo in testa di recuperare denari da chi vuole fare il furbo a spalle della comunità. Roba d’altri tempi, lotte di classe da bolscevichi, siamo nella democrazia mediatica! Bene, nel 2007 sono stati recuperati 6,3 miliardi di euro dai contribuenti evasori grazie al lavoro del fisco. Nel 2006 i risultati furono i secondi migliori di sempre, 17 miliardi di euro. I dati dicono che l’evasione fiscale in Italia ammonta a oltre 100 miliardi di euro l’anno, quindi la battaglia di Padoa-Schioppa ha portato a recuperare un misero 6% del totale nel 2007 dopo aver toccato il record del 17%.
Il nuovo governo cosa fa? Spot sicurezza, provvedimenti propaganda, ma niente che vada nella direzione di punire severamente e recuperare questi miliardi di euro evasi. Stimiamo ottimisticamente che si fosse riuscito a recuperare il 10% di quei 100 miliardi di euro stimati dal Ministero dell’Economia, farebbero 10 miliardi di euro. Bene. Uniamo a questi 10 miliardi i 3 (per difetto) che sarebbero derivati dalla gestione corretta dell’affaire Alitalia (e per gestione corretta intendo secondo principi economici di efficienza ed economicità, sul sito www.lavoce.info troverete molto materiale su Alitalia-CAI-AirFrance), totale 13 miliardi di euro in tasca. In tempi come questi, quei 13 miliardi di euro sarebbero potuti servire utilmente ad estendere la Cassa Integrazione a quei lavoratori che, per caratteristiche dell’impresa in cui lavorano, non ne potranno beneficiare e finiranno senza lavoro e senza mezzi di sussistenza.
Avrebbero potuto aiutare le PMI a far fronte per un anno ai propri debiti con le banche, insomma, soldi che non avrebbero proiettato il magnifico sogno dell’uscita del tunnel laggiù in fondo, irraggiungibile al momento, sperata, attesa, e prossima a venire, ma avrebbero, magari, consentito di guardare attentamente il terreno dove si poggiano i piedi e procedere con attenzione in avanti, piccoli passi ma ponderati, sapendo la difficoltà del momento ma attivandosi fattivamente per un movimento in avanti.
Invece, eccoci qua a consentire ampliamenti nel settore dell’edilizia (ci vogliono i soldi per ampliare, oltre che per acquistare auto…) che rimetteranno in moto tutto, vivremo felici, contenti e ricchi – per riflesso della ricchezza altrui.
Meno male che Silvio c’è.
Fabiano Polimeni
FONTI
-www.lavoce.it
-http://fai.informazione.it/
- www.repubblica.it





Hai fatto degli ottimi conteggi! Tutto torna, sulla carta, ma alla fine non torna mai niente. Eh, sì… meno male che c’è Silvio, sennò come si farebbe? Ciao e buona domenica…
ciao sergio, buona domenica a te. I conti non tornano mai perchè, andare a scavare nell’evasione fiscale, generalmente e maggiormente composta da un certo tipo di professionisti, potrebbe intaccare in maniera esponenziale il consenso… e, si sa… il consenso è vita.