Vediamo come va a finire…

  

100_1932La scorsa settimana, non ricordo che giorno fosse, mi è venuta la malsana idea di fare, quel che poi è stato, il mio primo bagno dell’anno. Nonostante il cielo plumbeo, prendo un borsone e ci butto dentro pinne, calzari, muta da apnea e altre cianfrusaglie e così, pieno di entusiamo e con la mia sgangerata twingo mi precipito in zona porticello. Per chi di voi non conoscesse la zona, diciamo che tale frazione si trova a nord di Cannitello nei pressi del comune di Villa San Giovanni.

Parcheggiata l’auto, scendo in corrispondenza del tratto di spiaggia dove d’estate, i ragazzi della Banda Falò sono soliti sistemare ombrelloni, sdraio, gazebo per il bar e le docce e mi accorgo con grande stupore che la conformazione della spiaggia è notevolmente cambiata (vedere foto). Noto così la presenza di numerosi massi sistemati in acqua a pochi metri dalla riva. Tali massi sono stati posizionati in modo tale da dover impedire che il moto ondoso erodesse ulteriormente quel tratto di costa che va dal Lido dello Stretto alla spiaggia delll’Altafiumara. L’inizio comunque di questi lavori risale ad oltre un anno fa e tutto sommato procedono in maniera costante. Allo stato attuale dei lavori devo dire in base alle mie osservazioni nei mesi pregressi, che in quei 300-400 m di spiaggia la larghezza della medesima è ulteriormente diminuita. A discapito di ciò devo però dire che non essendo tale opera ultimata, non è detto che l’efficacia di tale manufatto possa manifestarsi prima del suo completamento. Posso solo fare le seguenti considerazioni:

- case costruite a meno di 5 m dalla battigia;
- il tratto in cui ogni anno veniva allestito il lido della Banda Falò è stato non solo deturpato ma anche ridotto in larghezza;
- oltre 10 anni fa era stato approntato un tentativo simile, cordoni immersi ed adagiati sul fondo, disposti in maniera normale alla riva che avrebbero dovuto modificare il moto ondoso preservando la costa. Risultato: non solo non hanno modificato alcun che ma si sono pure sfaldati dopo meno di un anno.

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Il succo del discorso è che si sta tentando di arginare il corso naturale degli eventi per impedire l’erosione di pochi metri di spiaggia, ora in linea di massima ciò non ha alcun senso se non per un motivo, ovvero preservare quelle abitazioni costruite a pochi metri dalla riva. A voi le dovute considerazioni.

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Prima però di chiudere questo spazio voglio fare un ulteriore considerazione. Io resto al di là di tutto convinto che in una zona come quella dello Stretto non andrebbe costruita alcuna abitazione a meno di una opportuna distanza di sicurezza dalla riva. Dico di sicurezza perchè sappiamo tutti cosa successe qui 100 anni or sono cioè cio che provocò lo Tsunami che seguì al famigerato terremoto del 1908. Un tale evento per quanto raro è comunque probabile e nonostante tutto da allora si è costruito in maniera indiscriminata lungo la costa sia calabra che peloritana. La storia come al solito non insegna nulla.

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Alla prox.

MC

Tutte le foto qui presenti sono state scattate dall’autore. Potete vederle anche nel nostro album Flickr

Questo articolo è stato scritto 10 giorni fa, circa. Nel frattempo i lavori hanno abbassato il livello dei massi posti a salvaguardia della spiaggia che adesso non affiorano più dalla superficie dell’acqua e si trovano a circa un metro sotto il livello del mare. Le foto, quindi, testimoniano una situazione diversa dall’attuale.

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10 Commenti »

Fabiano dice:

complimenti per il tema di stretta attualità cittadina. Ottimo.

gimes dice:

Cmq l’obiettivo nn credo sia solo salvaguardare le abitazioni,l’erosione costiera e le infrastrutture a piacere si sono “smangiate” le migliore spiagge calabresi! Tutti i paesi, ancor di più ionici, hanno le case a 5 metri dalla spiaggia. Da bocale a Palizzi le enorme spiagge son almeno diminuite di 10-15 mt. negli ultimi anni.I cambiamenti radicali ormai sono impossibilitati (cioè cacciare le case che da 40 anni son lì) quindi si cerca di diminuire le conseguenza.

Michele dice:

@ grazie Fabiano

@ direttò hai sentito Fabiano

@ Gimes delle spiagge ioniche minda futtu hahahahh, quella di Cannitello Porticello è il mio tratto di spiaggia preferito!

gimes dice:

Ma infatti io parlavo anche di quel tratto…se hai letto ho scritto”ancor di più ionici”.Ci sono spiagge dove oggi ti fai direttamente il bagno sulle rocce emerse come marinella bagnara e anche fine gallic-catona e cannitello stesso … Dico solo che l’obiettivo nn può essere solo salvaguardare le case ma anche le spiagge… Poi se alcune cose son fatte da tecnici si può anche risolvere,ma se i massi o il breccio viene messo da privati,li si cominciano a creare danni.
Tu preferisci il tratto porticello,xchè è sutta a to casa cosi’ nn prendi la macchina,quello è il tuo peggior nemico,hahahaah

lisicere
lisicere (autore) dice:

@michele

ti dico di più. Oltre che di stretta attualità è anche un tema storico, ingegneristico, ambientale e urbanistico!!!

I miei complimenti per i tuoi articoli e foto li conosci già :)

(A)lessio

Michele dice:

hahaha oramai, ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli, gente nuova che ci legge no he?!…ba meglio ridere che tra un paio di giorni ho esami e sto ancora miezz’a vi….

Salvatore Armando Santoro dice:

Qualche anno indietro si discuteva su un altro territorio a rischio: quello del Vesuvio.
Dimenticando quello che era successo nel 79 dopo cristo e ignorando che il Vesuvio dorme ma non è spento, la gente continua a costruire sulle sue pendici.
Lo stesso avviene lungo le nostre spiagge. Mia madre era nata nel 1906 e nel 1908 rimase sotto le macerie. E’ stata fortunata perchè la estrassero viva ma con una grande paura che rimase nel suo DNA e trasmise anche a me, che avverto qui in Toscana, dove sto vivendo attualmente (Colline Metallifere), ogni piccola scossa tellurica ed ho avvertito anche, alle ore 15 del giorno prima del terremnoto dell’Aquila, una scossa di terremoto che ha anticipato il disastro del giorno dopo in Abruzzo.
Quando lessi la notizia dell’incoscienza di costruire lungo le pendici del Vesuvio, giurai che in caso di disastro non avrei versato una lira per contribuire alla ricostruzione di quel territorio.
La stessa promessa la faccio per le coste calabresi, augurandomi che mai più un disastro di quelle dimensioni abbia a ripetersi. Ma questi eventi non li possiamo prevedere (ed a quanto pare neppure prevenire), ma possiamo prendere adeguate misure di sicurezza almeno per evitare e limitare i danni, senza dimenticare che quelli che hanno deturpato il territorio e l’ambiente sono già stati fatti e solo per questo, quelle costruzioni, dovrebbero essere demolite d’ufficio.
Ma io leggendo la tua notizia pensavo che tu avessi fatto anche qualche osservazione relativa al ponte i cui piloni di appoggio dovrebbero essere costruiti in una località che, da quello che scrivi, è a rischio erosione.
Ogni altro commento è superfluo!

Michele dice:

@ Sign. Santoro

aggiungo pure che attualmente vivo a Napoli. L’articolo voleva essere un richiamo all’ettenzione civica di come vengono spesi i soldi pubblici, ovvero in opere inutili e costose.
Per la fattibilità della realizzazione del ponte ce ne sarebbero di cose da dire, a partire dal fatto che nello stretto si trova una faglia, non tralasciando poi il discorso che la costa calabra si allontana progressivamente da quella siciliana, ma che ne parliamo a fare…sembra di combattere contro i mulini a vento… e sinceramente non vi biasimo per il discorso che fate sul fatto di non voler versare neanche un lira in un così malaugurato evento, solo che il discorso è più complesso…la prevenzione non va fatta solo attraverso la costruzione di infrastrutture a norma…ma soprattutto rendendo consapevole la cittadinanza ai rischi a cui può andare incontro vivendo in una zona a rischio sismico. La realtà è che non ci si rende realmente conto dei pericoli che si corrono, è questo quel che ci rende incoscienti

BandaFalò dice:

La maggior parte ma non tutte le case/ville, adesso a pochi metri dalla battigia, erano state costruite 40 anni fa a parecchi metri di distanza dalla battigia stessa, abusivamente, e successivamente regolarizzate per mezzo dei condoni. Nel frattempo l’erosione della costa ha prodotto una considerevole riduzione della spiaggia ‘avvicinando’ le abitazioni alla riva del mare. E’ ovvio che esistono delle modalità per frenare tale erosione e ripascire la spiaggia ed è altrettanto ovvio che le modalità attuate non sono sicuramente quelle idonee alla luce dei risultati ottenuti (per il tratto di spiaggia antestante l’abitato di Porticello i lavori eseguiti con la stessa metodologia, ossia ‘abassando’ sotto il livello del mare i massi non hanno prodotto l’effetto sperato). Come avviene solitamente dalle nostre parti quindi i lavori vengono eseguiti male e non controllati causando danni incalcolabili.
Per ulteriori info:
http://bandafalo.wordpress.com/

MC dice:

Spero che pure quest’anno possiate fare in modo che la vostra lodevole iniziativa continui. Il danno lì è grosso cmq, quello era l’unico tratto dove c’era sabbia senza ciottoli ed era discretamente larga
ba!!! speriamo bene.

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