Cindia, neologismi a parte





“Gli elementi di una società capitalistica, se si lasciano agire in modo sfrenato, tendono a far diventare i ricchi sempre più ricchi e i poveri più poveri»

Jawaharlal Nehru, 7 settembre 1958

cindiaNell’ultimo articolo scritto “Cambiamenti globali post-crack finanziario. Una lettura”, non ho approfondito la parte relativa alle potenze asiatiche.

Alcuni studiosi hanno creato un neologismo che racchiude in un unico termine centinaia di milioni di persone in piena operosità; stiamo parlando del termine “”.

Ho deciso di approfondire questa tematica quando, qualche anno fa, lessi un articolo su un giornale on-line che riportava una notizia, secondo cui, le imprese indiane, e gli indiani, figurano al primo posto in una speciale classifica che misurava l’ottimismo dei vari popoli nell’affrontare le sfide economiche.

Secondo un recente sondaggio condotto da studiosi inglesi, gli imprenditori indiani sono i più ottimisti.

Con una percentuale del 97% svettano tra i loro omologhi delle altre nazioni.

Già conoscevo le credenziali positive dell’ indiana, che con tassi di crescita nell’ordine dell’8-9% entrava a pieno titolo nell’olimpo delle Nazioni emergenti.

In un primo momento mi era stato consigliato di analizzare l’economia cinese, dove gli Ide (Investimenti diretti esteri) arrivavano (ed arrivano) copiosi da tutte le parti del mondo.

Mettere su un articolo non è semplice quindi ho iniziato una ricerca approfondita.

dragon-tigerIniziai subito a documentarmi e pensai al grosso limite del sistema cinese; infatti codesto ha sviluppato prevalentemente il settore manifatturiero, puntando quasi esclusivamente alla produzione e all’esportazione di beni.

Cari amici pensate che in soli 4 mesi (Dicembre 2008/Marzo 2009) in si sono persi 20 milioni di posti di lavoro (Fonte ufficiale del Governo Cinese); mentre in vi sono state oscillazioni fisiologiche. Durante la discussione della mia tesi di laurea ho focalizzato l’attenzione sulla crescita indiana, diversa da quella cinese.

L’India ha avuto uno strutturale e duraturo basato su reali prospettive di ; mentre la Cina – come già accennato – ha una crescita sostanzialmente collegata alla produzione ed all’esportazione di beni.

L’India, a mio modesto parere, ha la forza e le capacità giuste per superare gli innumerevoli problemi che una nazione emergente che conta più di un miliardo di abitanti dovrà necessariamente affrontare.

La crescita indiana non è solo outsourcing e ingegneri altamente qualificati: è un mondo che ha fiducia nel futuro.

La fiducia, vero motore delle economie è abbondante nella classe media indiana (per intenderci, circa la popolazione europea!) che crede in un reale cambiamento per la propria posizione e per quella delle migliaia di indiani che vivono in povertà.

Le gestione della struttura amministrativa – economica indiana è interamente nelle disponibilità dell’intera popolazione (Prima nazione democratica per numero di abitanti). Quindi credo che gli indiani vigileranno sulla loro democrazia e non si faranno ingabbiare da nessuna oligarchia, lottando per i propri diritti e per il rispetto della intera collettività.

In questi giorni più di un miliardo di persone (di ogni estrazione/casta sociale) si stanno recando alle urne democraticamente!

Molto illuminate risulta essere il resoconto riportato in un reportage di Mark Twain che dopo un viaggio in India scriveva

[...] Questa è l’India! Terra di sogni e di avventura, di ricchezze favolose e di favolosa povertà, di splendore e di stracci, di palazzi e di stamberghe, di fame e pestilenza, di geni, di giganti e di lampade di Aladino, di tigri e di elefanti, di cobra e della giungla, paese di cento nazioni e di cento lingue, di mille religioni e di milioni di dèi, culla della razza umana, patria della parola umana, madre della storia, nonna della leggenda, bisnonna delle tradizioni. [...]

Oltre al carattere fantastico di questa descrizione, non possiamo non carpire le profonde contraddizioni che questa bellissima terra esprime.

reflectiva_indiaEssere ottimisti per il futuro non è per niente azzardato. Nel testo “Dentro India” di Pavan Varma vengono indicati alcuni punti fermi su cui la struttura economica punta molto. Per Varma le esportazioni di software dall’India sono paragonate a ciò che le esportazioni di petrolio sono per il mondo arabo; nel settore dei call-center il paese è stato definito una superpotenza. Oltre il 40% delle 500 maggiori aziende al mondo eseguono le attività di back office nella terra dell’elefante.

Solo gli sviluppi futuri daranno una risposta alle affermazioni contenute in questo articolo.

Sulla Cina è stato già detto tutto. Io in queste pagine “libere” dico che per raggiungere la crescita mostruosa di questi anni hanno dovuto (e dovranno) acquistare il debito pubblico americano.

Sono obbligati dal fatto che la loro crescita è legata essenzialmente agli acquisti compiuti dal popolo americano ormai indebitato all’inverosimile (per ogni dollaro prodotto hanno tre euro di debito!).

Un saluto a chi sostiene disinteressatamente Liberereggio.

Salvatore Salvaguardia

Fonti:

- Amirante D., India, Il Mulino, 2007.

- Boillot J. J., L’economia dell’India, traduzione a cura di De Ritis A., Il Mulino, 2007.

- CCIE, Business Atlas, Assocameraestero, 2008.

- Chiarlone S., L’economia dell’India, Carocci Editore, Settembre 2008.

- Datt G. e Sundharam K.P.M., Indian Economy, New Delhi, S. Chand, 2004.

- Emmott B., contro . Cina, India, Giappone e la nuova economia del potere, traduzione a cura di Didero D. e Giusti D., Rizzoli, 2008.

- Friedman T. L., Il mondo è piatto. Breve storia del ventunesimo secolo, Mondadori, 2007.

- Gandhi M. K., Discorso tenuto alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947.

- Kamdar M., India, l’invasione mite. L’ascesa del gigante democratico che cambierà il mondo, Sperling & Kupfer, 2007.

- Maddison A., The World Economy, Paris, France, OECD, 2001.

- Perna T., Fair trade; La sfida etica al , Bollati Boringhieri, 2000.

- Rampini F., L’Impero di Cindia. Cina, India e dintorni: la superpotenza asiatica da tre miliardi e mezzo di persone, Mondadori, 2007.

- Rampini F., La speranza indiana, Mondadori, 2007.

- Sen A., L’altra India. La tradizione razionalista e scettica alle radice della cultura indiana, Mondadori, 2001.

- Sen A., Lo sviluppo è libertà. Perchè non c’è crescita senza democrazia, Mondadori, 2001.

- Shiva V., India Spezzata, traduzione a cura di Gianni Pannofino, il Saggiatore, 2008.

- Smith D., Il dragone e l’elefante. La Cina, l’India e il nuovo ordine mondiale. Ed. Il Sole 24 ore, 2007.

- Varma P.K., Dentro l’India; Potere, ricchezza, tecnologia, nazionalismo , traduzione a cura di Chiara Ravera, Ed. Lindau, Torino, 2008.

- Yunus M., Il banchiere dei poveri, Feltrinelli, 2003.

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