Notiziando
Emergenza clandestini! Sicurezza nelle nostre città! Soldi veri! La crisi attanaglia l’Italia! Tassi Euribor in ribasso! Terremoto! Febbre Suina!!
A rileggere queste frasi vi sarà venuto in mente almeno un titolo, una trasmissione televisiva, un frammento che sarà passato davanti ai vostri occhi.
Ciclicamente assistiamo a bombardamenti mediatici che ci drogano di presunte informazioni su presunti temi di attualità. Aprire la TV per guardare un telegiornale – sempre che ne riusciate a trovare uno – o sfogliare le pagine di un quotidiano nel mese di gennaio o anche fino a qualche giorno fa, era garanzia di trovare migliaia di caratteri dedicati al tema degli stupri compiuti da clandestini.
Che poi sempre clandestini non erano, ma era comodo far credere che fosse in quel modo.
Il tema sicurezza nelle nostre città, con quelle orde assatanate di gente dal volto diverso, dai costumi diversi, esseri che molti avrebbero voluto eliminare anche fisicamente: loro era la colpa di tutti i problemi.
La crisi economica, le imprese che chiudevano e migliaia di lavoratori che perdevano il posto di lavoro. Quei “soldi veri” che Confindustria reclamava, le operazioni spot del governo per il “sostegno” dell’economia nella fase di crisi. Fino a riempire spazi narrando di tassi Euribor mai così bassi, spesso senza nemmeno spiegare attentamente cosa fosse l’Euribor, perché si stesse abbassando il tasso relativo.
Fino al 6 Aprile 2009: terremoto.
Un’Italia scossa in tutti i sensi si mobilitava per i soccorsi al popolo d’Abruzzo, aiutare tutti quei connazionali colpiti da una tragedia immane. Via vai di Ministri, prodi condottieri, persone che si recavano in pellegrinaggio in quelle zone così duramente provate. Per dieci giorni, in Italia sembrava non ci fosse più alcuna crisi, che le città fossero diventate oasi Mellin, che i clandestini avessero deciso cortesemente di togliere il disturbo da se, che altri avessero affittato un attico per vivere come era giusto nei costumi italiani. Tutto era L’Aquila, in quel momento.
Sacrosanto dare la precedenza ad un evento di tali proporzioni, tuttavia, l’Italia è Paese dalla memoria corta – come già scritto in un articolo precedente – e si è portati al sensazionalismo del momento. Oggi, maggio 09 il terremoto oramai ha “scosso” tutto quello che c’era da scuotere, le case sono distrutte, le genti d’Abruzzo sono e, purtroppo, saranno per molto altro tempo senza una casa, vivendo difficoltà grandissime e, direi, abbandonati dai media al loro destino. Eh già, perché adesso cosa vuoi che freghi del terremoto.
Adesso dobbiamo mettere gli occhiali neri del voyeur per guardare dalle finestre di quella casa di Arcore. Chissà che sarà successo al ritorno del prode in quel brianzolo, la signora Veronica che si sfoga sui quotidiani, le foto della festa! Accidenti, che notizie!
Che poi nelle città si continui a stuprare, che la violenza sia sempre la stessa, che le fabbriche continuino a chiudere e licenziare, che ci sarà un referendum di cui nessuno sa cosa si andrà a votare, tutto questo è un contorno: il privato diventa pubblico e il pubblico – inteso come interesse – diventa elemento secondario, da trattare con un profilo quanto più possibile basso e defilato.
Alla fine, cosa ci può interessare di una legge elettorale che deve essere cambiata, dei ricatti leghisti al governo, di una economia italiana senza prospettive di lungo periodo – se si esclude l’immane opera che sta portando avanti Sergio Marchionne.
Benvenuti nel berlusconismo, spostare l’attenzione, aggirare i fatti, chattare su gossip.
Come spesso accade, c’era chi aveva capito tutto:
“(in questo) orizzonte di affaristi e d’imbroglioni fatto di nebbia, pieno di sembrare, ricolmo di nani, ballerine e canzoni, di lotterie, l’unica fede il cui sperare…”
cantava Francesco Guccini 10 (!) anni fa. Sembra oggi.
Fabiano Polimeni
Fonti






Rispondi!