Turismo sui pedali – La “Tre colli”
Dopo due itinerari alla portata di tutti, nel vero spirito del cicloturismo rilassato e libero, gli ultimi appuntamenti che seguiranno saranno indirizzati a chi vuole sfide nell’andare in bici. Due itinerari che restano nelle gambe ma anche nella mente, semmai riusciate a completarli; percorsi che richiedono il massimo da profilo fisico ma che gratificano sapendo di aver raggiunto un bel traguardo.
Questa domenica, ecco a voi quella che definirei la “Tre Colli”, per chi vuole testare le proprie capacità in bici.
Le asperità di giornata saranno la scalata al Fortino di Pentimele (3,6km, 284metri di dislivello, 8% di pendenza media), la scalata verso la frazione di Pavigliana (4,3km, 327metri di dislivello, circa 8% pendenza media) per concludere con l’ascesa di 10,2Km, 560metri di dislivello che fanno poco più del 5% di pendenza media per arrivare a Trunca: ascesa che non dice tutto nel dato numerico della pendenza media. Per brevità d’analisi e per semplicità nel raggiungere gli attacchi delle salite indicate, mi limiterò a ragguagliarvi sui dati delle salite, indicandovi la zona dalla quale partire.
Iniziamo con il Fortino di Pentimele, dovrete arrivarci già con un 10km circa di pedalate in pianura, la zona ideale è l’area del PalaCalafiore nella zona nord della città, appena dopo il porto: un anello dove poter riscaldare la gamba. Fatto ciò, si sale sulla parallela della Nazionale di S. Caterina, dinanzi ad un concessionario di auto troverete le prime rampe in direzione Fortini di Pentimele. Sin da subito le pendenze sono dure, continue, taglia gambe per quasi un km: è la parte più dura che resta nelle gambe.
Le pendenze si attestano mediamente al 9 – 10% e, dopo il ponte dell’Autostrada, troverete una rampa di 150 metri ancor più dura, siamo al 12% e mancano ancora 3 km all’arrivo: andate su agili e senza strafare, paghereste in seguito. Dopo questa prima parte di “benvenuto”, quasi a volersi presentare la salita a chi vuole sfidarla, la strada spiana per 200 metri, poi si continua a salire regolare, ma sempre con pendenze sopra il 7%; la strada è in condizioni molto precarie, spesso sporca, da fare molta attenzione poi in discesa, la vegetazione è buona ma il caldo nelle giornate estive sconsiglia la scalata nelle ore più calde. I tornanti si susseguono e si alternano a rettilinei brevi che mai scendono sotto il 5% di pendenza; alcuni punti sono veramente aspri e richiedono un ottimo allenamento per non piantarsi sui pedali.
Tanto per capirci, salire al Fortino significa, per chi ha una buona gamba, fare i 12 – 13 km orari… proprio quando avrete iniziato a prendere il ritmo, ecco che si presenta un rettilineo al 9%, saranno 250 metri che culminano con un tornante in salita sulla sinistra che raggiunge il 12 – 13% di pendenza. Non finisce mai.
Continuando a soffrire, arriverete a 300 metri dalla “meta” con la strada che spiana e accenna a scendere: avrete scalato il fortino!
Consigli per l’ascesa: il luogo è sovente punto di “incontro” tra anime che si cercano… credo d’aver reso bene con la metafora poetica, tuttavia, sarete completamente distrutti dalla fatica e piegati dalla strada che non ci farete molta attenzione. Da scalare assolutamente nelle prime ore del mattino, il caldo può diventare il colpo di grazia finale, poi in estate non è difficile il rischio incendi, vista l’incuria che circonda questa collina nel centro città: strepitosa salita per provarsi.
Dopo questo primo colle, se avrete ancora forze e riuscirete a vedere la strada, dovrete dirigervi nuovamente verso il centro città, per salire in direzione Cannavò: si tratterà di attraversare la città risalendo dal Museo verso la parte alta e poi dirigersi verso gli svincoli autostradali di Spirito Santo per continuare a salire.
La salita, dallo svincolo autostradale, è piacevole, con alcuni tratti arcigni in corrispondenza del quartiere di S. Cristoforo. Poi potrete proseguire sino al riferimento di Cannavò. Qui, attraversato il ponticello sulla Fiumara Annunziata, dovrete imboccare la provinciale che indica la località Pavigliana: poco più di 3 km d’ascesa, fatta dopo il Fortino diverrà molto molto dura da superare.
Anche questa, salita costante, priva di pause, con la parte iniziale che è subito dura, 7%: salite del vostro passo se volete completare questa “Tre Colli”.
Il primo km di salita, come detto, può stroncare del tutto le vostre forze, perché i restanti 2,8 sono, se si vuole, ancor più duri e privi di qualunque possibilità di recupero. Le pendenze sono costantemente sopra il 7%, qualche ampio tornante a interrompere una ascesa con semicurve che salgono continue. Il totale chilometrico dall’imbocco della provinciale segna circa 4km. Fatto il primo chilometro e mezzo, valutate le vostre condizioni, i restanti 2,5 saranno persino più duri.
L’ultima ascesa, a conclusione di questo mini tour de force che restituirà la cartina di tornasole di quanto siate o meno ottimi cicloturisti, sarà l’ascesa verso Trunca.
La pendenza media risente fortemente della strada che sale a strappi. Per affrontare la salita, circa 10km, dovrete recarvi in località Ravagnese e salire in direzione Croce Valanidi. Seguendo le indicazioni da Ravagnese, vedrete un ponticello (mantenendo sempre la destra al bivio per S.Venere) dopo il quale inizierà uno strappo di 1,5 km al 8 – 9% di pendenza media: dopo i due colli precedenti, sembrerà il Mortirolo!
L’ascesa vi porterà in località Croce Valanidi, dopodiché la strada inizierà a scendere per poi proseguire lieve al 4-5% massimo, lungo la strada che costeggia il torrente. Prima di giungere in località Oliveto, uno strappeto di 250 metri al 7% potrebbe tagliare le forze se non avrete affrontato i km precedenti di falsopiano per riposare la gamba e andare piano, molto piano.
Giunti in località Oliveto, le rampe torneranno dure. Dopo il rettilineo vi attendono una serie di tornanti che innalzano subito la pendenza media, per preparare poi 800 metri molto, molto duri: 10%. La strada tornerà a spianare, per scendere addirittura. Quando inizierà nuovamente la salita, sarete in località Rosario Valanidi e da lì mancheranno 2,5km circa all’arrivo. La strada continuerà a salire inesorabile e con pendenze che resteranno nelle gambe dopo le ascese già affrontate. Se e quando riuscirete ad arrivare alla meta di Trunca, dimenticavo di dire che la strada è molto buona fino a Rosario Valanidi, dopo fate attenzione perché potreste incontrare qualche cane randagio, il che non è mai positivo quando si è in bici in salita
Se riuscirete a concludere il piccolo Tour di Romandia che vi ho proposto, capirete quella che vi ho descritto essere una “tappa” che resta nella mente!
Angolo tecnico:
Poco da dire, tanta gamba, se con rapporti 53-39 dietro vi servirà tranquillamente il 25 se non anche il 26. Con la compatta 50-34 potrebbe bastare il 25 dietro se siete allenati. Per tutti gli altri, tripla corona anteriore e 28 dietro: con un’avvertenza, non è un percorso da affrontarsi in mtb da ipermercato, a meno che non abbiate una grandissima preparazione fisica, nel qual caso anche con una biga potreste andare… ovviamente scherzo. Tanta, tanta acqua fresca, bustine di miele, qualche crostatina dolce o pezzi di mela: qui serve anche mangiare, tanto e non in salita; si bruciano tante calorie e le forze vi verranno a mancare rapidamente se non vi alimentate. Terzo consiglio, mantellina per le discese e tanta prudenza, specialmente scendendo dal Fortino.
Difficoltà: Hors Categorie (oltre scala 10/10)
Fabiano Polimeni






grande davide cassani!
Grazie…. ; )
Pensare al panorama e la voglia di un’avventura nuova mi porterebbero a fare questa impresa… se non fosse che gia’ mi ci vedo morto!
Complimenti per l’articolo: molto dettagliato ed esauriente.
Se partite in bici io vi sto’ in testa con moto e telecamera!
Bella idea, si potrebbero convertire questi articoli in reportage video… trovatemi altri 3 ciclisti con cui parlare e che abbiano buon passo e rendiamo video queste 5 puntate di Turismo sui pedali
ragà ma era sbagliato l’autore del pezzo e non mi dite niente???
Correggo subito anche se tardissimo. Chiedo scusa al vero autore Fabiano
(A)lessio