Cornetto&Cappuccino – Un ritorno al passato attraverso il futuro

  

Reggio Calabria pur non essendo paragonabile alle bellissime città d’arte che consentono alla nostra nazione di possedere oltre la metà del patrimonio storico-artistico mondiale, vanta nel suo piccolo alcuni edifici di particolare pregio, degni di nota.

In questo numero vorrei porvi all’attenzione un interessante progetto di riuso di cui è stato oggetto lo storico Palazzo Vitrioli, noto ai più come Hotel Diana.

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Gli studi eseguiti all’interno di un laboratorio afferente al Corso di Laurea in “Storia e Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali (Università Mediterranea di Reggio Calabria), sono stati condotti da un team di tre architetti conservatori (del quale oltre me fanno parte anche Elena Trunfio e Rosanna Sapia) che, partendo da un minuzioso rilievo necessario per eseguire un’accurata analisi storico-architettonica, sono giunti all’elaborazione di un elegante Hotel “tematico”.

Palazzo Vitrioli, situato sul Corso Garibaldi di fronte Piazza Campagna, si inserisce nel circuito della ricostruzione della città post terremoto 1908. Il primo progetto risalente al 1915, si basava sulla proposizione di apparati decorativi liberty. Ma già l’anno successivo l’edificio presentava motivi tradizionali appartenenti alla tradizione neoclassica. Il Palazzo nasce come residenza privata per la famiglia Vitrioli, il cui esponente più illustre, Diego, viene ricordato come primo alfabetizzatore della Calabria. Presumibilmente negli anni ’50, il Palazzo cambia la propria destinazione d’uso: il piano nobile viene adibito ad albergo, l’Hotel Diana, mentre il piano inferiore viene destinato ad esercizi commerciali di vario genere, subendo così sostanziali modifiche nell’assetto distributivo. Nell’aprile 2008, il piano nobile dell’edificio viene ridestinato ad abitazione privata.

Filo conduttore del progetto presentato è lo slogan “ Un ritorno al passato” inteso non come la riproposizione di vecchi stilemi che porterebbero alla realizzazione di un falso storico, ma come un far rivivere al manufatto l’antico splendore che ne ha portato all’edificazione; un luogo di memoria che però si inserisca nel circuito contemporaneo attraverso un linguaggio moderno e di esaltazione della civitas reggina.

Il progetto prevede la restituzione di tutti gli ambienti alla loro funzione originaria: al piano inferiore un’accogliente hall fa da punto nodale tra il ristorante e la sala relax in cui è possibile usufruire di un’ampia raccolta di riviste musicali e artistiche.

Al piano superiore diciotto eleganti camere dotate di comfort ottimali soddisfano pienamente le esigenze dei clienti, i quali hanno la possibilità di soggiornare in sei differenti periodi storici da scegliere in base alle proprie inclinazioni.

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Anni 2000

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Anni 80

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Anni 70

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Anni 50

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Anni 20

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Fine 800

All’interno di ogni stanza arredata secondo lo stile del periodo storico di riferimento è possibile ammirare le opere di alcuni tra i più illustri artisti calabresi. Quest’ultima una scelta intenzionale volta all’esaltazione della tradizione storico-artistica locale e alla promozione dei lavori di artisti del calibro di Stellario Baccellieri, Andrea Valere, Mimmo Rotella, Nunzio Bava e molti altri.

Se queste sono state le scelte da un punto di vista estetico-progettuale nonché le linee guida dell’opera di restauro, per quanto riguarda gli aspetti funzionali ed energetici l’approccio è stato improntato all’insegna della sostenibilità.

L’approvvigionamento energetico è garantito da un sistema di pannelli fotovoltaici collocati sull’ampio terrazzo sovrastante l’edificio dove è possibile, vista la favorevole posizione geografica della nostra città, uno sfruttamento ottimale dell’irraggiamento solare.

La gestione della risorsa idrica, improntata anch’essa al riuso e alla razionalizzazione in un’ottica di sostenibilità, è assicurata da un doppio impianto di riciclo delle acque meteoriche e delle acque grigie.

Potrebbe essere eventualmente intrapreso un iter di certificazione della struttura secondo i dettami della norma ISO 14001, con l’adozione di un SGA (sistema di gestione ambientale) previo identificazione degli impatti ambientali derivanti dall’esercizio ricettivo, dai processi (cucina, lavanderia…) e dalla gestione dei rifiuti.

Tutto questo per il momento resta soltanto ( e non è poco) un’idea progettuale su carta, elaborata a fini didattici in ambito accademico, ma sarebbe auspicabile il risveglio di un reale interesse da parte dell’Amministrazione competente e dei privati nei confronti di tutte quelle strutture che, come questa, se opportunamente recuperate, potrebbero contribuire alla valorizzazione turistica, ricettiva e architettonica della città “metropolitana” di Reggio Calabria, in una misura molto maggiore rispetto all’utilizzo massiccio e/o casuale di palme tropicali, lampioni stile retrò e supporti per affissioni pubblicitarie di color amaranto (…)

Alla prossima!

Teodora Malavenda

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12 Commenti »

lisicere
lisicere (autore) dice:

io prenoto la stanza anni’80!!!

(A)lessio

lilli dice:

NON è FATTIBILE A REGGIO CALABRIA, MA L ‘IDEA è GRANDIOSA

gimes dice:

Guarda invece credo che a Reggio è fattibilissimo un progetto simile, che con questi requisiti rientrerebbe tra gli alberghi di lusso. Costruito (come tutti gli altri) tramite fondi europei…
Purtroppo in città manca la ricettività per i giovani: ostelli, motel, pensioncine…
Io cmq prenoto la stanza anni ‘70 :)

Fabiano dice:

signori cari ma dove pensiamo di vivere? sveglia… su! una città dove manca l’approviggionamento d’acqua, alla canna del gas quanto a casse comunali… dove si magnificano progetti come il waterfront spacciandoli per prossimi a venire… su, dai… scendiamo dai bei progetti e dalle mirabolanti idee e andiamo a realizzare progetti base. l’albergo di lusso… per farci andare chi? l’ostello il motel… il giovane che vive fuori e vuole fare 15 giorni di vacanza verrà a Reggio di Calabria…. o sceglierà qualcosa di maggiormente attrattivo? su, dai… come dicevo… apriamo gli occhi e cerchiamo di capire bene cos’è Reggio: ovvero, non tutta questa meraviglia che vogliamo far credere esista.

micuzzeddu dice:

sono d accordo cn Fabiano..per l hotel di lusso vi consiglio Bova Marina…a reggio nn cè neanche il mare dove farsi il bagno

Oscar De la Vega dice:

Ma questa gente è stata pagata per fare questi fotorender???? :D
Saprei fare di meglio :D

teodora dice:

Oscar la prossima volta allora chiameremo te ,,magari lasciami un recapito:-)

Sono d’accordo con Fabiano sulla necessità di risolvere problemi urgenti quali acqua, spazzatura ,asfalto, etc etc, però è pur vero che in parallelo occorre salvaguardare anche l’esiguo patrimonio architettonico di cui disponiamo…per risollevare le sorti di una città per giunta metropolitana occorre agire contemporaneamente su più fronti. Infine è errato paragonare un fattibile progetto di riqualificazione con la fantasiosa realizzazione di un inutile quanto spendioso waterfront.Evitiamo le solite frasi fatte..sono sicura che se ci fosse un hotel simile in città anche noi cittadini ne trarremmo giovamento.

lisicere
lisicere (autore) dice:

Mah @fabiano, @gimes e @teodora

secondo me in linea di massima progetti di recupero del genere sarebbero fattibili in una città dove l’abbandono non favorisse la malavita e la mala amministrazione. Purtroppo Reggio è un paradiso per questo genere di attività per cui, anche se il sindaco punta molto sul turismo di lusso (???), è più facile costruire cose nuove piuttosto che recuperare quelle che già ci sono ma che sono lasciate a marcire per la volontà di chissà chi.

per quel che riguarda l’acqua, ecc ecc per sistemare tutti i problemi non solo è necessario che i soldiu pubblici non si volatilizzino tra appalti e subappalti mai terminati ma è anche necessario che ci siamo maggiori entrate nelle casse del comune. Cancellata l’ICI di entrate ce ne sono davvero poche per cui, in teoria, un albergo del genere potrebbe contribuire ad arricchire le pingue casse comunali per poi girare questi soldi per risolvere problemi di cittadinanza.

Purtroppo però la catena di produzione del bene pubblico a Reggio è marcia fin dal midollo, per cui viene più facile pensare a progetti faraonici e difficilmente realizzabili piuttosto che a cose concrete che abbiamo sotto il naso.

(A)lessio

fabiano dice:

teodora, siamo d’accordo sul recupero artistico di molte strutture abbandonate e fatiscenti. quantomeno per decenza e tutela della salute (vedi cinema accanto sottozero con eternit sul tetto…) Sull’investimento però di denaro per realizzare un hotel di “lusso” credo che sia un inutile spreco di risorse. tema area metropolitana: qui siamo sul virtuale, su prospettive future di ciò che sarà (se e quando sarà). in mancanza di un decreto legislativo attuativo il titolo di città metropolitana resterà buono per contornare i cartelli dove ci scrivono le vie… perdona il realismo ma cerco sempre di osservare criticamente e valutando le reali prospettive ed esigenze di questa città di provincia che naviga e navigherà, fintanto che andrà bene, nel limbo del dimenticatoio. non è da risollevare partendo dall’architettura reggio calabria… anzi grandi progetti e belle idee già viste da parte di tanti ragazzi possono trovare espressione solo fuori da questa fanghiglia di territorio.

teodora dice:

Caro fabiano siamo d’accordo su quasi tutto, ma io sono un archietto conservatore e mi occupo di restauro, e tra l’altro a livello di acquedotti non saprei dove mettere mano per “restaurare il tubo”.
Anche nel mio quartiere manca l’acqua ma oltre a non dare il voto a questo sindaco e a ribellarmi con quelle altre sei sette persone per questi problemi non posso fare molto altro.
Nè puoi chiedermi di non sognare, quantomeno, attraverso idee come questa, altrimenti alla sete si unisce pure la depressione.
Non sono nè un politico nè un imprenditore e se avessi dei soldi a disposizione provvederei prima ai problemi urgenti, ma io ti ripeto sono un restauratore.

Fabiano dice:

: ) figuriamoci se te ne faccio una colpa!! anzi io sono per esprimere al massimo le potenzialità vostre e di chiunque ne abbia, semplicemente dico che questa realtà è troppo degradata, collusa, inefficiente per trasformare le tue-vostre-nostre idee in progetti effettivamente validi. semplicisticamente, per dare l’idea di cosa intendo, qui si risolve quasi tutto e quasi sempre in una bella pioggia “telecomandata” di fondi. Che, intendiamoci, non parlo solo di ditte appaltatrici ma anche di chi realizza i lavori e li progetta. Nella sostanza: a lavorare e guadagnarci sono quasi sempre i parenti degli amici dei cugini degli zii di qualcuno… per la mia estrazione fortemente basata sulla meritocrazia, semplicemente per me reggio non funziona come non funziona buona parte della cittadinanza. tutto qui. per questo desidero sempre che le potenzialità vadano ad esprimersi al massimo dove conta il saper fare e non il saper conoscere…

Oscar De la Vega dice:

Oscar la prossima volta allora chiameremo te ,,magari lasciami un recapito:-)

Sono d’accordo con Fabiano sulla necessità di risolvere problemi urgenti quali acqua, spazzatura ,asfalto, etc etc, però è pur vero che in parallelo occorre salvaguardare anche l’esiguo patrimonio architettonico di cui disponiamo…per risollevare le sorti di una città per giunta metropolitana occorre agire contemporaneamente su più fronti. Infine è errato paragonare un fattibile progetto di riqualificazione con la fantasiosa realizzazione di un inutile quanto spendioso waterfront.Evitiamo le solite frasi fatte..sono sicura che se ci fosse un hotel simile in città anche noi cittadini ne trarremmo giovamento.

La mia mail è othyz@libero.it :D a vostra disposizione

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