Ci sono libri… “Jena”
Prevenzione (03-06-06)
Ma perchè i soldati americani uccidono così tanti bambini iracheni?
Forse per evitare che crescano.Nomi (08-10-06)
Quando saranno tutti insieme nello stesso Partito Democratico, come si chiameranno gli attuali amici e compagni di DS e Margherita?
C’è chi dice ampagni, chi ribatte compagni, chi preferisce camici e chi sintetizza comici.

Jena: 214 pagine di battute e freddure, pubblicate da Fazi Editore, che ripercorrono gli ultimi 8 anni della storia politica e della discussione pubblica in Italia. Il piglio è sempre ironico e pungente anche se, a mio modesto parere, alcune volte Jena è stato anche troppo morbido.
Jena è la firma che usa da sempre Riccardo Barenghi per i suoi taglienti corsivi. Prima, appuntamento fisso della prima pagina de “Il manifesto” (di cui è stato anche direttore dal 1998 al 2003), adesso, de “La stampa”, il quotidiano di Torino e della Fiat.
Le botte (d’ironia) sono sempre “da orbi”, nel senso che Jena non la manda a dire, è sempre cattivo e diretto con tutti: dagli uomini politici a quelli di chiesa, dai costumi tipici alle speranze di superficiale novità. Questo è un libro di piccoli commenti agli episodi che maggiormente hanno segnato la vita pubblica italiana e internazionale; tutte insieme queste provocazioni diventano una sorta di libro di storia degli ultimi anni del nostro paese. Il filo che lega gli eventi in questo caso è la satira tagliente che non impedisce al lettore di formarsi un quadro più o meno completo della realtà attuale italiana.
Un libro veloce e schietto ma molto prezioso che consente a chi lo legge di schiarirsi le idee su fatti e personaggi
“… nani e ballerine, mistificatori, paladini dell’intolleranza e dell’arroganza.
Uno spaccato puntuale della nostra storia, uno specchio deformante che ci rimanda però un’immagine più lucida e veritiera dei nostri infiniti difetti.”
(dalla seconda di copertina)
Il libro è uscito nel 2008 ma non fatevi ingannare. La storia si ripete sempre e nel nostro paese ancora di più. In primis, sono gli errori e le pratiche negative e poco chiare, quelle di cui non riusciamo a liberarci. In una situazione di questo tipo Jena può dare una mano a far scoprire, al lettore novello o cittadino male informato o sprovveduto, lasciando bene impressi, nelle menti dei lettori (come solo la satira sa fare), quali sono le pecche della vita pubblica del nostro paese. Il tutto fatto con una ruggente e graffiante ironia.
Crucci (08-12-07)
Si voterà con la legge attuale o col modello tedesco, con quello spagnolo, col mattarellum o addirittura col vassallum?
Il grande cruccio dei morti sul lavoro.
Alessio Neri





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