Diritto di rettifica!
Premetto che questo post è scritto a titolo personale. In effetti, tutti gli articoli su LiberaReggio sono scritti a titolo personale e trovano in questo spazio un luogo comune dove aggregare le proprie idee e conoscenze, ma questa volta più del solito ogni rigo è esclusivamente a nome mio.
Oggi in Italia si tiene la prima vera mobilitazione-sciopero dei blogger di un paese. Il post è strettamente personale perchè non aderisco a questo sciopero e non è detto che tutti i collaboratori siano d’accordo con questa mia scelta, ma vorrei porre alla vostra attenzione alcune considerazioni.
L’iniziativa di questo sciopero per “alzare la voce” è stato indetta dal blogger Alessandro Gilioli e molti altri blogger per protestare concretamente contro la norma, inserita nel cosiddetto DDL Alfano, che costringe tutti i “siti internet” a rispondere per legge al cosiddetto “diritto di rettifica” cui è sottoposta l’attività della stampa ufficiale.
Nella pratica questo vuol dire che su qualunque sito internet, compresi i social network come facebook o youtube, se qualcuno sentisse il bisogno di rispondere ad un messaggio ha il diritto di vedersi pubblicata la risposta con eguale visibilità e risalto con cui è stato pubblicato il messaggio incriminato.
Per fare degli esempi ancora più pratici: se scrivereste “Emilio Fede è un leccaculo” nel vostro status Facebook e lui dovesse accorgersene in qualche modo voi dovreste scrivere sul vostro stato la risposta che vi imporrà il soggetto in questione. Lo stesso varrebbe per questo post. Tale diritto vale per tutti e dovrebbe essere a beneficio di tutti, tranne che per le quattro maggiori cariche dello stato perchè sono superiori a tutti noi plebei.
Ops, scusate, quello è il Lodo Alfano e con questo DDL a parte il nome c’è poco altro in comune, ovvero il fatto di andare contro la costituzione della Repubblica italiana. Il Presidente della Repubblica ha consigliato al guardasigilli di fare qualche modifica alla legge che stava per essere approvata, soprattutto in quelle norme che prevedono pene carcerarie nei confronti dei giornalisti non perchè commettano un reato (vedi diffamazione, calunnia, ecc) ma perchè hanno fatto bene il loro lavoro: riportare al pubblico documenti ufficiali.
I giornalisti, per protestare contro queste norme avevano proclamato uno sciopero nazionale proprio nel giorno dell’anniversario dell’esplosione della rivolta di Reggio e della morte del sindacalista reggino della CGIL Bruno Labate nei pressi di Piazza De Nava dove erano riuniti i “rossi” e ben lontano dal teatro comunale dove si ritrovarono i “neri” per protestare contro un’azione ritenuta da tutti come un sopruso.
Scusate la digressione ma è doveroso ricordare un evento del genere per noi reggini, ma adesso torniamo al famigerato articolo 15, quello sul diritto di rettifica.
non verranno pubblicati comunicati stampa a firma di partiti politici o di personaggi che abbiano, al momento della richiesta di pubblicazione, incarichi politici, salvo per esercitare il diritto di smentita. In ogni caso preferiamo che venga usato lo strumento dei commenti agli articoli per ogni genere di smentita e precisazione e, se del caso non dovesse bastare, ogni contenuto di smentita verrà mantenuto aperto al commento da parte dei lettori;
Basta avere un po’ di coscienza nei rapporti umani e collettivi per capire che bisogna lasciare spazio a chi richiede un diritto di smentita o rettifica per qualcosa che è stato scritto.
Ma è necessario anche altro, ovvero: rispettare chi fino a pochi anni fa non aveva nessunissima voce in capitolo e adesso che ha trovato lo strumento per avercela senza violare alcuna legge gliela vogliono levare in maniera subdola.
Hanno paura della gente che si impegna e che partecipa e cercano di cancellarne l’indipendenza e l’autonomia, male che va chiuderanno centinaia di blog e profili youtube.
E’ per questo che non ho intenzione di aderire a questo silenzio volontario. Per troppo tempo tanti come me e come tutti voi non sono stati ascoltati e non credo che il modo migliore per esserlo sia stare in silenzio, anzi! Il diritto di rettifica lo esercitiamo ogni giorno noi nei confronti dei politici e dell’informazione che, per la cronaca, non protesterebbe mai in favore di un diritto dei blogger, anzi non vedrebbe l’ora che l’influenza crescente di questi mezzi di comunicazione si fermi anche con leggi che riducono gli spazi per l’esercizio di un sacrosanto diritto umano (stiamo parlando di situazioni in cui non vi siano gli estremi di un qualunque reato che continuerebbe ad essere punito come al solito).
I cittadini, i blogger, hanno il sacrosanto diritto di esprimersi e se qualcuno c’ha da ridire che scriva un commento e si metta sul piano di ognuno di noi a discutere sui contenuti senza quell’odiosa arroganza che è insita nel potere che ha qualcuno di costringerti a scrivere e “postare” quello che vuole lui.
Non esiste!
E non solo perchè la maggior parte dei censori in questione non sa neanche cosa voglia dire “postare” ma perchè c’è rimasto talmente poco da difendere che certo in pochi mollerano questa battaglia appena intrapresa.
Il Presidente della Repubblica ha solo rinviato la discussione della legge. Difficile che per i blogger cambierà qualcosa come per tutti coloro che dicono quello che pensano ovunque su internet!
Incomincio già a salutare sua eccellenza signor giudice perchè rischiamo di vederci presto. Il diritto di rettifica lo esercita chi “posta”, non chi ha il controllo di tantissimi media e istituzioni! Per questo motivo, per quel che mi riguarda, non cambierà una virgola rispetto a quanto scritto nella nostra policy editoriale che vale per tutti perchè consideriamo tutti dei pari!
Io in silenzio non ci sto, neanche oggi che tanti come me hanno deciso di chiudere la tastiera in un cassetto per una giornata, ponendo in essere un comportamento che non farà nessun male ai potenti in quanto non offriamo un servizio pubblico, come dovrebbe fare la stampa.
Noi esercitiamo un diritto civile, pubblico e collettivo, quello della libertà di espressione!

Alessio Neri






Io avrei fatto mobilitazione-inondazione… Mail,messaggi,intasare i siti ministeriali,ecc…
Credo che invece sia stato fatto scientemente questo art.,che anche se i politici nn sanno cosa sia “postare”, hanno i propri uffici stampa che ne capiscono e a cui il web 2.0 stava dando fastidio. A livello di attuazione, parliamoci chiaro è molto difficile applicare queste regole, visto anche l’immensità del web. Il rischio maggiore forse lo corrono i social network!!!
Un altro particolare è che visto che i blogger sono per lo più giovani,senza nessun guadagno, molti di loro (noi) preferiranno nn scrivere su determinati argomenti delicati. A questo punto solo doveri e niente diritti, si applicano al blog le leggi sulla stampa del ’48, solo che mentre le rettifiche nei giornali vengono valutate arbitrariamente dal direttore, se pubblicarle o meno, sul web ognuno ora è libero di pubblicare precisazioni di replica!
a livello di attuazione, basta che la prima cosa trovata a caso non gli piaccia per esercitare questo diritto indipendentemente da quello che è. Forse è più facile che siano blog visto che sono rintracciabili con i motori di ricerca.
Per l’età dei blogger sai che non lo so affatto se la maggior parte sono giovani… o meglio sono giovani ma la maggior parte dei giovani blogga scrivendo fuffa o cmq usandolo molto come diario mentre quelli che fanno informazione più priopriamente detta non so se in maggioranza sono giovani…
Comunque, qui l’ho detto e qui lo ribadisco: personalmente nessuno mi obbliga a scrivere e dire quello che non vogliono. Il diritto di replica è giusto e corretto ma deve servire a creare dibattito e discussione se non c’è questo non c’è nessun diritto sulla mia tastiera.
Comunque, il gioco del silenzio a me non è mai piaciuto!!!
(A)lessio
internet è immenso, sarebbe molto difficile esercitare un controllo su ciò che la gente scrive, e anche inefficace.
Internet pur non avendo, agli occhi di molti, la stessa autorevolezza di tv radio e giornali, sta avendo un grosso boom, e molti blog e blogger sono stati capaci, ultimamente, di creare opinione.
Certo c’è un pò di paura, ma internet è quasi del tutto fuori dal controllo. E se fosse invece sotto controllo, anche parzialmente, non avrebbe più lo stesso appeal e la stessa funzione.
Invece di tentare di limitare le forme di dissenso e le critiche, i capitani della nave cercassero di fare in modo che dissenso e critiche diminuissero alla fonte.
E comunque mettere le mani sulla rete è difficile…io sono fuorilegge da alcuni anni, con la benda del pirata.
mettere le mani sulla rete è difficile perchè per fortuna è globale e locale allo stesso tempo.
Esistono però i motori di ricerca che ti mostrano angoli di internet in base a delle ricerche che fai. La modalità casuale consente di poter trovare qualunque cosa scritta o prodotta da chiunque. Una volta trovato casualmente un contenuto non gradito questa legge impone a chi ha pubblicato questo contenuto di pubblicarne un altro di eguale importanza sotto dettatura del denunciante. se non lo fai la pena chiusura dello spazio e sicuamente anche un’ammenda…
E’ vero che in 5 secondi ne riapri un altro di blog ma non vedo perchè qualcuno deve muove la mia penna contro la mia volontà…
Se ho commesso un reato, mi denunci, altrimenti ti metti al pari di tutti noi che semplicemente… scriviamo, riprendiamo, fotografiamo, ecc ecc
(A)lessio
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