Iphone 3G S: To be or not. Ecco il problema sociale
Quando lo stile si confonde con l’innovazione, la tecnologia esasperata con lo status simbol. Ovvero, Iphone 3G S.
E’ stato da poco presentato ed è entrato nei listini dei gestori italiani, con una “piacevole” sorpresa negativa: il prezzo. Attacco a 599 euro per la versione da 16gb commercializzata da Tre, per arrivare al top del top della versione 32gb brand Tim a 719 euro.
Siamo matti?
È inutile nasconderlo, il brand Apple ha un fascino tutto suo, figlio del design e, in questo caso, della tecnologia effettivamente presente sul cellulare, però, va considerato un altro aspetto – che i ragazzi di Steve Jobs avranno valutato – Iphone è anche e soprattutto status simbol. Non è difficile trovare utenti quantomeno improbabili, che mai utilizzeranno la miriade di funzioni e le potenzialità di un dispositivo così avanzato, recarsi al centro Apple di fiducia per avere tra le mani quell’oggetto da fashion victim. Per i dettagli tecnici vi rimando qui, dove troverete una eccellente recensione, in questo momento voglio concentrare l’attenzione su altro.
Parliamo di come dietro l’Iphone style da seguire ad ogni costo vi sia una corrente di pensiero, forse in fase calante, forse no, che è probabilmente alla base dell’errato modo di condurre il proprio vivere. Un ultimo accenno sulla politica commerciale di Apple, utile a confermare quanto sto per illustrarvi: solitamente nel campo della tecnologia il ricambio è rapidissimo, l’ultima innovazione ha sempre il sopravvento sulla precedente, così da decretarne il rapido declino commerciale. Non questa volta. La casa della mela morsicata, infatti, ha deciso di mantenere in commercio la “vecchia” versione dell’Iphone, difficilmente identificabile dall’utente comune, comunque aggiornabile quanto a software di funzionamento e priva, fondamentalmente, di alcuni dispositivi hardware che, c’è da giurarci, non faranno disperare la platea di fashion victim che cercano Iphone perché Iphone – non credo baderanno alla mancanza della bussola digitale o della fotocamera da 3 megapixel in luogo di quella da 2…
Ecco, consapevoli della ampia fetta di mercato che cerca l’Iphone perché identificativo di uno status, Jobs e i suoi collaboratori hanno deciso per un’offerta allargata sul mercato. Veniamo qui al vero problema che mi piace ricollegare sempre su un piano “utile” non fine a se stesso (se cercavate una recensione dell’Iphone, non è l’articolo giusto, mi spiace).
L’ostentazione ad ogni costo, l’indebitamento per apparire, uniformarsi, essere riconosciuto come “uno dei nostri” sono alla base delle difficoltà che abbiamo vissuto e viviamo sul piano economico. Fondamentalmente, il mercato offre decine di cellulari (così come lo stesso discorso è riportabile su altri settori merceologici) con funzioni migliori dell’Iphone, anche ad un prezzo inferiore. Però, non hanno quell’appeal mediatico che scatena il touchscreen marchiato Apple. Perché se non ha la “mela” sulla scocca, non “sei”. Ecco, fintanto che non capiremo dagli errori che in un mercato drogato da queste leggi si creano consumatori “dipendenti” che per la propria “dose” ricorrerebbero a tutto, saremo in una spirale senza fine che, finito un ciclo ne comincerà un altro, sempre con le stesse caratteristiche ma su un livello merceologico differente.
In ottobre, è stata la bolla immobiliare a scoppiare, adesso potrebbe essere la volta di una spirale che coinvolgerà un altro settore, poi un altro ancora. Ciclicamente. Vanno cambiati gli usi, il modo di consumare, razionalizzare i comportamenti, che non significa abbandonarsi ad una vita ascetica e priva di benessere interiore. Semplicemente un appello a scelte ponderate che non siano frutto di un marketing perverso che droga la società sbattendo poi la porta in faccia e colpevolizzando sempre gli stessi.
Fabiano Polimeni






Faccio davvero fatica a seguire un filo logico in questo articolo.Il mondo è pieno di marchi di lusso,dalle automobili all’abbigliamento,e ben venga,soprattutto perchè il lusso nel 90% dei casi è sinonimo di qualità.E la qualità si paga.Se l’autore di questo articolo avesse almeno provato un iphone,capirebbe che a livello tecnologico,questo dispositivo è avanti anni luce(vedi il sistema multitouch)rispetto agli altri terminali in commercio.Ma soprattutto si trascura un aspetto ancor piu’ fondamentale:il prezzo lo fa il mercato.
penso che il senso che l’autore ha voluto dare a questo articolo riguarda di più l’aspetto “sociale” dell’identificazione “stereotipata” di alcuni nei confronti di alcuni brand.
Il succo, se ho capito bene, non è di tipo tecnico o commerciale. mi sembra che fabiano voglia dire che la gente si compra l’Iphone per status symbol e infatti molti di coloro che ce l’hanno lo usano al minimo delle sue effettive possibilità.
Questo è quello che ho capito io, dal punto di vista tecnico ignoro i particolari per cui non mi pronuncio.
Il prezzo “lo fa il mercato” ma la domanda la si può influenzare tramite spinte di “costume”…
(A)lessio
Si? ed allora perchè non prendersela anche con marchi come Ferrari,Porsche,Louis Vuitton,Prada,D&G ecc..purtroppo a volte si scade nel qualunquismo troppo facilmente.Riguardo all’iphone,ricordo all’autore dell’articolo che Nokia ha da poco sfornato l’N97,prezzo di listino 600 euro.Contenuti simili a quelli di iphone…il prezzo anche qui è giustificato?!Ulteriore prova,secondo me,che il prezzo è fatto solo dal mercato.Ad ogni modo,cosi come non vedo in giro molte Ferrari,nonostante sia un sogno per moltissimi italiani acquistarne una,allo stesso modo non vedo tutta questa inflazione di Iphone.Segno che tutte queste spinte di “costume” non ci sono…Detto questo preciso che rispetto le opinioni altrui,ed è un piacere confrontarsi pacificamente con gente dotata di una certa onestà intellettuale.
nella presentazione del nostro progetto lo diciamo chiaro, “i nostri lettori ne sanno più di noi”, citazione di uno dei massimi esperti di informazione partecipata del mondo…
Per questo motivo non possiamo che essere contenti quando un lettore esperto decide di condividere le sue conoscenze aprendo un dibattito o una discussione perchè non solo migliora i contenuti delle pagine ma perchè aiuta noi e chi passa a leggere a leggere informazioni più complete e diversi punti di vista sulle questioni.
In attesa che l’autore dica la sua…
(A)lessio
chi cerca una recensione tecnica o un raffronto su funzioni in questo pezzo non c’ha capito niente (dell’articolo). nei commenti si torna a parlare di prezzo… non critico assolutamente l’imposizione di un certo prezzo… valuto, invece, come il surplus rispetto agli avversari (nokia n97 giustamente tirato in ballo) sia dettato dall’effetto status sociale. vada a chiedere il nostro amico all’acquirente medio iphone se è a conoscenza della eccellente qualità del n97, per dire di un competitor, alla fine l’acquirente iphone sceglie apple anche e soprattutto per il brand. la smetta poi di dire insulse stupidaggini quali “l’autore non ha mai provato un iphone”. l’ho provato, ho meravigliosamente apprezzato nella prima serie i limiti degli mms, della batteria che per sostituirla serviva staccare la scocca, nel 3g ha apprezzato la pochezza della fotocamera, in questo 3gs ha apprezzato la capacità di apple di vendere un sistema operativo più veloce (tra l’altro upgradabile agli altri 3g), una bussola digitale ed una cam da appena 3 mpx alla meravigliosa cifra di 600 e rotti euro. il nostro amico vada a leggersi cosa scrivono esperti del settore della telefonia sulla convenienza qualità del 3gs. poi se vuole discutere di società, costume ed economia si rilegga bene il pezzo per provare a capirci qualcosa. saluti!
Fabiano, non essere così aggressivo! :p
Comunque, al di là degli aspetti sottolineati nei commenti, il punto fondamentale secondo me è dato dal fatto che gli ultimi articoli pubblicati qui sono unanimi nell’esprimere un certo disagio rispetto al problematico intreccio mercato-vita personale/sociale. Al di là della qualità delle analisi, dell’accordo o disaccordo sull’uno o l’altro punto, ecc per me è importante cogliere questo.
Sarebbe bello approfondire il tema della pervasività del mercato nella vita quotidiana e intima di ciascuno, gli effetti del consumismo, ecc da una prospettiva sia macroscopica che microscopica, magari leggendo a testa qualche libro che indaghi il tema in modo “scientifico” per poi proporne una recensione, e così condividere punti di vista e dati acquisiti, in modo da “migliorare le nostre opinioni”, in modo da avere supporti critici che possano darci una mano ad elaborare la valutazione del fenomeno.
Che ne dite?
no, figuriamoci se voglio essere aggressivo. magari ci metto un pò di sarcasmo, forse sbaglio. hai centrato perfettamente il concetto che volevo esprimere con l’articolo: mercato-vita sociale. condizionamenti che fino a tempo fa non esistevano, pur esistendo il settore del lusso. per capirci, il bene di lusso perchè il mercato funzioni deve essere per una certa fascia sociale, quando strati sociali molteplici vogliono accedere ad ogni costo ad una fetta di mercato off-limits, si creano corticircuiti economici-sociali che generano crisi come quella che viviamo. nel pezzo non me ne frega assolutamente niente di disquisire sulla bontà del cellulare… mi interessa andare oltre, serve curiosità e domandarsi il perchè di certe scelte commerciali (seconda serie di iphone in commercio nonostante la nuova versione…)
Gentile fabiano,leggo dal suo articolo:
“[...]sorpresa negativa: il prezzo. Attacco a 599 euro per la versione da 16gb commercializzata da Tre, per arrivare al top del top della versione 32gb brand Tim a 719 euro.
Siamo matti?[...]”
Poi però mi risponde così:
“nei commenti si torna a parlare di prezzo… non critico assolutamente l’imposizione di un certo prezzo…”
Forse Lei ha capito ben poco di ciò che voleva scrivere esattamente nell’articolo o forse le ho guastato le sue pretese “qualunquistiche”.
Ad ogni modo non si alteri troppo,ognuno ha le sue opinioni…piuttosto cerchi,se posso darLe un consiglio,di essere un pò piu’ coerente con ciò che scrive.Ah,un ultima nota:si vada a guardare i dati di vendita di Nokia e li confronti con quelli di Apple.Nokia è il primo produttore al mondo,forse anche i Nokia sono da additare come “status simbol”,sempre seguendo i suoi parametri.
Buona Serata
io ho capito esattamente cosa volevi dire, e magari non ci sei riuscito al meglio con la scrittura.
Il marketing e la pubblicità ad esso correlata sono le più subdole e pericolose armi di rincoglionimento sociale, e ogni nuovo hype è sempre la stessa storia.
Sul fatto poi che il prezzo lo fa il mercato, questa è la favola più bella a cui ci piace credere, quella delle due curve che si incrociano…ma purtroppo la realtà è che il prezzo è un imposizione, e la voglia di identificare se stessi in un preciso contesto per mezzo di merce acquistata ed ostentata è un istinto animalesco e dunque irrefrenabile.
Il cambiamento deve essere prima culturale.
Certi prodotti tecnologici, circa il 10% del totale, hanno un effettiva qualità ed una serie di funzioni che il resto non ha, ma il prezzo è sempre gonfiato.
Certi personaggi tra di noi, circa il 75% del totale, hanno una disperata voglia di possedere ed esporre merce acquistata che sfrutteranno per il 10% delle sue funzioni pur di sentirsi adeguati.
A me, per ciò di cui mi occupo, l’ I Phone non serve, per questo mi servo di un cellulare che inoltra e riceve chiamate.
Io resisto, voi?
Mi dispiace caro Nicola,ma io la penso diversamente.L’iphone nasce come prodotto che racchiude in sè tre dispositivi in uno: telefono,Ipod,Internet device. Vi siete mai chiesti perchè gli Ipod della apple o della Creative costano piu’ di quelli che trovate nei supermercati a 10 euro? La risposta è sempre la solita:
la qualità si paga.
Iphone fa alla perfezione queste tre cose,che fanno anche altri telefoni,per carità,ma non al livello di Iphone.
Vorrei poi sottoporvi una questione:come mai negli Usa gli Iphone si trovano da pochi mesi a 199 dollari?! Vi sembra un prezzo da bene di lusso o da “status simbol”?! Ed allora,chi vuole fare dietrologie e filosofia continui pure,ma la gente dotata di un minimo di cultura,non crede a tutto ciò che legge.