Che fai nella vita? Sono omosessuale





“…e sono anche un pò annoiato da chi ci fa la morale/ ed esalta come sacra la vita coniugale/ e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni/ ma io non riesco a tollerare le loro esibizioni…”

Mi si rimprovera spesso di riempire i miei discorsi di citazioni, come se io, con parole mie, non sapessi essere altrettanto incisivo o convincente…ammesso che io debba convincere qualcuno.

Quando utilizzo, rigorosamente tra virgolette, frasi o parole altrui, non intendo certamente affidare ad un breve inciso la responsabilità di ciò che sto per dire, né mi interessa riportare i pareri o le massime di personaggi che, in quanto più autorevoli di me, potrebbero maggiormente avvalorare le mie tesi.

A me piace fare bricolage, comporre mosaici di concetti per giungere ad un succo del discorso, il più delle volte peraltro difficilmente identificabile.

c012ad841f7ec1090f5af699ee8fb1ebEssere omosessuale non è una virtù.

Lo scrivo con la tranquillità di chi sa che una tale affermazione è inopinabile.

Ho utilizzato le parole di un meraviglioso brano di Giorgio perché, quando ho deciso di parlare di , mi è venuta subito in mente questa canzone, a mio parere un capolavoro di lucida e intelligente analisi di un epoca e di una generazione.

Parlare di omosessualità così, a ruota libera, è la più arrogante forma di presunzione che possa esistere, soprattutto se non hai mai avuto il piacere o la sfortuna di essere omosessuale.

Per questo lo farò con molta delicatezza…

Mi asterrò da ogni sterile riferimento ai vari casi di “omosessualità in natura”, e non vi racconterò neppure di quanto gli antichi fossero omosessuali, in Grecia o a Roma (non rientra tra le mie competenze).

Essere omosessuali non è una virtù, come non lo è essere eterosessuali.

Negli ultimi anni mi è capitato spesso di avventurarmi in complesse discussioni sul tema, e per vari motivi. Nel 2005 il gruppo musicale nel quale cantavo fu al centro di una sproporzionata polemica e fu accusato di e di presunta presenza di tematiche discriminatorie in alcuni brani.

Sul portale Indymedia cominciarono a moltiplicarsi gli articoli che invitavano a boicottare la mia band musicale, fornendoci così un servizio pubblicitario gratuito, ma noi sapevamo benissimo che il problema era un altro. In quel periodo un gran numero di artisti giamaicani videro annullati i loro concerti in Europa grazie alle pressioni delle associazioni gay che volevano in qualche modo punire quegli artisti che usavano toni e parole di stampo omofobico nelle loro canzoni.

20090414-clovis-sizzla

E allora, sull’onda emotiva del momento, in un impeto di solidarietà inter-sessuale, molte persone si lasciarono andare sognando di essere in Giamaica, ed utilizzando come capro espiatorio un piccolo gruppo emergente calabrese, casualmente reggae, per la verità neppure troppo conosciuto.

E’ evidente l’inutilità di tutto quel polverone e della sterile polemica che lo ha sollevato.

La Giamaica è un paese pressoché terzomondista, o giù di lì, e l’orizzonte culturale della gran parte della popolazione, causa il basso livello di istruzione e l’opera pessima dei politici, spesso non va oltre i confini dell’isola. Se a questo aggiungiamo il fatto che buona parte della popolazione ha un attaccamento quasi irrazionale ad una sorta di credo religioso, ispirato dal Vecchio Testamento e che amplifica i tratti negativi del cristianesimo, non ci risulterà difficile comprendere come in un tale humus possano attecchire rapide certe assurde convinzioni riguardo l’omosessualità.

In Giamaica essere omosessuale è una croce, è la peggiore onta che si possa immaginare, assieme all’essere albino (sempre che tu non sia Yellowman).

E allora davvero noi illuminati europei credevamo che le parole, per lo più scandite in forma incomprensibile e contratte fino all’osso dai cantanti giamaicani, potessero avere un effetto plagiante sul pubblico dei concerti? O non è alla fonte il problema?

8de2c_anna-tatangeloPersonalmente ascolto reggae da più di dieci anni, e mi è capitato centinaia di volte di incappare in brani palesemente razzisti (…), ma non ho mai messo in discussione la mia idea riguardo alla libertà di orientamento sessuale.

Inoltre le canzoni di Anna Tatangelo o di Povia sono molto ma molto più pericolose, soprattutto quando la prima, forte della sua unione con Gigi D’Alessio, ha un forte appeal su migliaia di giovani e meno giovani che, diciamocelo senza ipocrisie, sono più esposti a plagio o lavaggio del cervello rispetto a chi va ad un concerto reggae, che in Italia è un genere di nicchia.

La con le sue scelte e le sue azioni può cambiare la società, e in un contesto che realmente opera a favore di una reale integrazione e di un vero superamento delle barriere (pre)concettuali il potere di una canzone ascoltata durante un concerto, magari ballando e saltando, è davvero marginale.

E comunque le stessa musica, con le stesse parole, può essere ascoltata in casa o in auto decine e decine di volte, e dunque non è servito a molto annullare il concerto di Sizzla.

Detto questo, occorre constatare come la politica, in realtà, non abbia ancora intenzione di operare nella direzione del cambiamento positivo.

Durante la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo mi è capitato di fare visita a vari ex-compagni di partito o amici presenziando ai sit-in o ai comizi, e in una di quelle sere mi son ritrovato in mano un depliant che, in poche pagine, cercava di spiegarmi perché avrei dovuto votare i loro candidati.

normal_luxuria1Nell’ultima pagina c’era un elenco, con il nome di vari candidati, ed accanto ad ogni nome la professione o il titolo. Ad esempio: Gianni Rossi – medico; Beppe Bianchi – scrittore.

Ma poi verso la fine mi accorsi di un Tal dei tali – transessuale.

Immediatamente mi resi conto di quanto fosse meschina e subdola una simile , e inoltre capii perché la sinistra perde una ripresa dopo l’altra….proprio quella sinistra che dovrebbe tutelare le minoranze o coloro che, come gli omosessuali in Italia, non sono ancora portatori di tutti i diritti.

Dio mio, essere omosessuali non è una virtù. E non è neppure un titolo, non è una professione, non è una qualità, non è una marcia in più, non è un jolly, non è la chiave per il cancello della sensibilità (ne ho sentite di tutti i tipi), ma soprattutto non è ancora una condizione che garantisce sicurezza e tranquillità, se è vero che alle coppie di omosessuali sono negati buona parte dei benefici che invece hanno le coppie di eterosessuali.

platyL’omosessualità è un grande slogan, è la nuova opportunità di certa politica ed il grande trend dello spettacolo. Ma la società e il sentimento popolare sono ancora fermi su posizioni antiche, molto più antiche di quanto Platinette e Vladimir Luxuria possano fare immaginare. E anzi, se davvero ci fosse stato quel processo di superamento del tabù e delle barriere, un concorrente di un reality show non avrebbe vinto solo perché diversamente-sessuato (provoco).

E c’è anche chi ad un tratto cerca di cavalcare l’onda, come il simpatico Cecchi Paone che, dopo aver abbandonato il suo vecchio ruolo da conduttore, sobrio ed autorevole, decide di fare dell’omosessualità la sua bandiera e dell’opinionismo la sua arte, screditandosi così ai miei occhi e sono sicuro a quelli di tanti altri che, lontani dall’euforia del falso cambiamento di costume, sanno constatare giorno dopo giorno come le difficoltà per chi ha orientamenti sessuali non convenzional-cattolici siano ancora tante, soprattutto se non si è né ricchi né famosi né docenti universitari.

Conosco un sacco di gente che vive l’omosessualità come una sorta di ghetto mentale, affogando nel disagio che una piccola città ti crea, cercando disperatamente emozioni nelle chat, accontentandosi di intendere la propria naturale (o volontaria) vocazione come un semplice fatto di sesso, e per sesso intendo l’atto sessuale.

Finché non saranno fatti dei passi realmente utili a tal fine, molti omosessuali vivranno identificandosi solo nel loro personaggio perché la gente mormora, la normalizzazione che molti auspicano non è avvenuta e l’emancipazione sarà appannaggio solo di chi ha la fortuna di vivere circostanze vantaggiose.

Il riconoscimento di importanti diritti alle coppie di fatto potrebbe cambiare il volto del presente in modo molto più efficace di qualsiasi gay pride, manifestazione alla quale ho sempre dato il mio appoggio ma che, per le sue forme ed i suoi contenuti, ho sempre ritenuto l’ostacolo per il cambiamento.

E le paure della chiesa e dei conservatori non hanno fondamento. Se parlano di azioni contro-natura, dimostrano di non avere chiaro il concetto di natura. Se intravedono un’imminente dissoluzione della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, dimostrano di non aver ben chiare le proporzioni dei fenomeni. Se paventano un ipotetico calo della natalità, allora non posso che sperare in una diffusione oltre misura dell’omosessualità, dato che al mondo siamo troppi (necessario pragmatismo)!

Essere strumentalizzati, soprattutto se considerati come una “categoria”, credo sia la cosa più mortificante, ma so anche che in tantissimi prendono le distanze da certe situazioni e non hanno intenzione di farsi rappresentare da chi non contribuisce affatto ad una vera trasformazione dello stato attuale delle cose.

Ho alcuni amici che si innamorano di persone del loro stesso sesso, e altri che non fanno particolari distinzioni. L’innamoramento è il più importante punto di partenza. Più gente riuscirà ad innamorarsi, si assumerà l’onere e l’onore di un corteggiamento, riuscirà a sognare e magari a creare una vita di amore con il proprio partner, meno saranno quelli costretti a considerare la propria omosessualità come uno stato di impossibilità per cui l’unica strada percorribile è il rapporto fisico occasionale, svincolato da ogni altra implicazione…

Io se mi innamorassi di un uomo lo corteggerei, proprio come ho corteggiato a lungo la donna che ho scelto per la mia vita.

Vi ho fatto irrigidire abbastanza o è necessario che continui ancora a stuzzicarvi?

La libertà è dietro l’angolo…non tiriamo dritto.

Nicola Casile

  • Facebook
  • Twitter
  • Tumblr
  • FriendFeed
  • Google
  • Google Reader
  • Blogger
  • Google Buzz
  • Digg

Rispondi!

Aggiungi il tuo commento o il trackback dal tuo sito! Puoi anche sottosctivere questi commenti via RSS.

Tag permessi:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> Puoi usare Gravatar su questo Magazine per essere riconosciuto globalmente registrandoti su Gravatar.com.

Più Visti

Ultimi Commenti