Immagini dell’estate 2009 – Il Camiddu a Bova

All’interno del cartellone di eventi del festival Paleariza si è svolto anche il Ballu du Camiddu nel “capoluogo” dell’area grecanica: Chora tu Vùa, Bova. Il paese è splendido! Buona parte di esso, a partire dal castello in cima al cucuzzolo, è stato ristrutturato a dovere e si vede. Incantevoli le sue viuzze costeggiate da case restrutturate e abitazioni abbandonate si inerpicano fino a quasi mille metri di altezza sul livello dal mare dai quali domina la visuale una croce. La vista è stupenda sia verso il basso dove la montagna, accompagnata da due fiumare quasi completamente asciutte, si addolcisce fino ad arrivare al livello del mare sul quale si notano le illuminazioni del paese di Bova Marina. In alto, il cielo è pieno di stelle ed il cielo nerissimo è illuminato solo da questi piccoli puntini luminosi.

Il centro del paese è un fiume di odori e di sapori. La gente del posto ha aperto le sue porte e le proprie cucine agli avventori, locali e non, consentendo a tutti di gustare buoni vini e leccornie tipiche di ogni genere, prima tra tutte la lestopitta farcita di ogni ben di dio (carne, peperonata, parmigiana, ecc ecc).
La folla di persone che circola per le vie del paese è lì per assistere al tradizionale Ballu du camiddu in cui Rocco Vazzana porta in giro per la piazza principale, danzando ai ritmi scanditi dalla banda del paese, una costruzione leggera che rappresenta u Camiddu e dalla quale partono a ripetizione giochi di fuoco.
Il prima e dopo l’evento è stato ornato oltre che da cibi “di vini” dalla partecipazione di svariati suonatori di tamburello, organetti e “ciaramedde” che hanno intrattenuto sia dal palco che nelle strade e nei bar tutti i visitatori. Sono partite danze scatenate in ogni angolo del paese ed è spuntato fuori anche qualche improvvisato mastro di ballo, come nella più antica tradizione popolare della tarantella.
Tarantella Pre-Camiddu
Rocco Vazzana e u Ballu du Camiddu
Tarantella scatenata in un bar dopo il camiddu
Alessio Neri




che bello
be folk