… e ora?
“Che bello! Torno a casa dopo le vacanze e la crisi è passata”.
Sarà stato questo il pensiero del Brambilla che rientra dai canonici 12 giorni di vacanza – per quei Brambilla che ancora se la possono permettere, la vacanza – accende la tv e ascolta di un nuovo mondo. La fase più acuta della crisi è passata, i tonfi clamorosi delle borse mondiali sono solo un ricordo, l’economia globale ripartirà prima delle attese.
Bene, che bello. E in Italia? L’Italia che sta al palo, attendista come nemmeno Zoff o Trapattoni avrebbero saputo eguagliare in un catenacciaro calcio all’italiana?
L’Italia, beh vive dei precari della scuola che non vedono un futuro, l’Italia vive della magnificenza profusa dai Tg sull’escalation di vendite di telefonini, vive delle polemiche di bassa lega tra giornali e Governo, vive l’era dell’ottimismo: passerà, prima o poi state tranquilli che andrà meglio. Repubblica ha posto dieci domande al premier e s’è beccata una querela, io mi limito a qualcosa di più terreno, fattibile, reale.
Faccio alcune domande a voi lettori, perché le prospettive sul futuro non appaiono affatto rosee: atavica mancanza di posti di lavoro, contrasti sociali sempre più marcati, oscurantismo sui temi laici, intransigenza verso lo straniero come mai prima d’ora s’era vista, intolleranza verso chi dice o pensa qualcosa di diverso dal comune e lo manifesta.
Prima domanda, realisticamente, come vedete il vostro futuro sotto il profilo economico nel breve termine, entro sei mesi? Pensate che le condizioni socio economiche offerte dall’Italia vi garantiranno una chance? La mancanza di posti di lavoro, le difficoltà economiche, creeranno una lotta tra disperati?
In questa drammatica situazione, gli immigrati li considerate realmente colpevoli delle difficoltà giornaliere di ognuno o, più realisticamente, sono il bersaglio contro il quale sfogare la propria rabbia?
La politica, ritenete stia operando in maniera propositiva per il futuro? Confidate in un innovativo piano di crescita ed espansione economica?
Ultima domanda, se all’estero trovaste un’attività lavorativa dignitosa nel compenso, rimpiangereste mai questa attuale Italia?
Ecco, il Brambilla che avrà risposto tra se a queste domande, ripensando a quel che il TG gli aveva propinato al rientro dalle vacanze, certamente avrà dato fuoco alla televisione.
La conclusione di questo, forse contorto, pezzo è purtroppo drammatica. Le prospettive per il futuro sono nulle, manca un piano di sviluppo che indichi la strada che deve seguire il Paese, manca un’offerta di opportunità per i giovani, non esiste alcuna speranza a che le cose siano migliori di quanto non siano state in questo breve volgere di tempo nel quale sentivamo 10 volte al giorno quello che era l’andamento dell’Euribor, del DJ Stoxx e altre cazzate varie profuse in quantità dai mezzi di informazione.
Mi chiedo, quindi, che senso abbia continuare a dar credito a ridicoli impresari del nulla, burattinai da salotto che disquisiscono in punta di codice. Mettessero mano al Sistema Italia, sviluppassero nuove forme incentivanti per i giovani con tante idee e voglia ma zero denari, alla fine, purtroppo, tutto resterà com’è e che qualcuno ce la mandi buona.
In fin dei conti, siamo il Paese dell’emergenza, quando ambientale, quando sismica, quando occupazionale, c’è sempre qualcosa che giustificherà l’operato di questo o di quel governo. E se qualcuno diceva che l’italiano deve provare per credere, che svilupperà il vaccino contro una certa epidemia che già anni e anni fa qualcuno, più avanti degli altri, aveva intuito, c’è da pensare che quel vaccino era debole, perché la rassegnazione che vive in giro, in tanti, in troppi, non fa certo bene alle prospettive di futuro dello stivale.

Brambilla, hai già preso il biglietto sola andata per l’India?
Fabiano Polimeni





contrasti sociali sempre più marcati? su questo ho dubbi, ma sarebbe auspicabile. Magari sono le differenze sociali sempre più evidenti…ma hanno insegnato ai poveri che al posto di lottare per i diritti devono già sentirsi ricchi “intanto andate indebitandovi, che quiggiù un’idea vi cambia la vita”.
intolleranza verso chi dice o pensa qualcosa di diverso dal comune e lo manifesta? Qui mi trovo d’accordo, quasi totalmente.
L’Italia è un paese con una tradizione politica peculiare che attualmente i vari Veltroni e Berlusconi hanno tentato di demolire nell’illusione che due sole idee siano meglio di una pluralità dove ognuno sia rappresentato, e questa politica non produce nulla di buono per il lavoro, i salari, le tutele, l’istruzione e soprattutto la ricerca.
Però io ci penserei due volte prima di andare in India per sfruttare un boom economico che ha il sapore del tanto atteso riscatto e dove, evidentemente, le tutele sui lavoratori sono ancora minori, oltre al fatto che le varie Cina e India stanno dicendo “avete inquinato voi per un secolo, ora non rompete i coglioni con Kyoto che anche noi abbiamo il diritto di inquinare”, Il delirio in pratica.
L’Italia offre poco, e la via del giovane piccolo geniale imprenditore non sempre ti cambia radicalmente la vita come nella magica America…io amo questo paese miserabile, ma se mai dovessi andarmene, sceglierei il Venezuela…o qualche paese del Nord Europa
La crisi economica è la crisi del capitalismo, non una passeggera crisi che poteva accadere. La crescita di cui parli, per come la si intende, è generatrice di crisi continue.
A-crescita (it’s the same old story)
grazie per aver detto la tua, hai anche anticipato uno spunto interessante sul mio accenno (provocatorio?) dell’andarsene in India. Correttamente citi la mancanza totale di tutela sindacale, i problemi su un comune punto d’incontro sul clima. Però, sai cos’hanno di differente rispetto all’Italia? la progettualità al medio-lungo periodo, l’investimento di risorse. Qui da noi in cosa si investe? in Escort, evidentemente non la buona vecchia berlina Ford…