AAA Sinistra unita cercasi

mercoledì, 9 settembre, 2009
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Un Commento




Care lettrici e cari lettori

Chi mi conosce sa che i miei contributi tra le pagine di questo sito non hanno né velleità alto-giornalistiche né tantomeno la presunzione di voler imporre delle idee.

Ma le mie opinioni sono oneste, incondizionate e dunque rispettabili, soprattutto in questa fase in cui nessuno mi paga per esprimerle.

Fatta questa doverosa premessa, occorre ricordare che non sono un giornalista professionista e che non sono un autorevole analista politico, pur tuttavia riuscendo a descrivere, con relativa ed intuitiva semplicità, quello che dal mio punto di vista è il disastro della in Italia.

Ho aderito in maniera più o meno formale alla cosiddetta “sinistra ” sin dal primo anno di università, dopo un breve periodo di confusione ideologica verso l’ultimo anno di liceo.

E’ stata una scelta che definirei naturale, e che anzi non definirei proprio una scelta ma piuttosto un percorso istintivo.

Nessuno nella mia famiglia fu mai di sinistra, ma a più di dieci anni dai miei primi contatti con la politica, posso affermare con certezza che non è stato lo spirito di rivalsa o di ribellione a spingermi verso le posizioni che hanno contraddistinto le mie azioni e le mie idee.

Quando avevo diciannove anni il Partito della Rifondazione Comunista, diretto erede del glorioso dopo la dissoluzione all’interno del PDS, era una valido punto di riferimento per tutti quei giovani che avvertivano l’esigenza di partecipare alla vita politica con sano spirito antagonista, pur essendo il PRC già ricco di contraddizioni.

1Oggi lo scenario è radicalmente mutato, la disgregazione sociale è un processo continuo e spietato, il consumismo ha abbrutito le menti e spento anche gli ultimi barlumi di lucidità tanto che buona parte delle masse operaie e proletarie (perdonatemi il termine obsoleto, ma attualmente nel linguaggio dell’onestà intellettuale non esiste un vero sinonimo) esprimono la loro preferenza per la destra di Silvio Berlusconi o, cosa ancora più deprimente, per i deliri autonomisti della Lega Nord, un apparato di propaganda che poco ha da invidiare per le sue suggestive astuzie populiste ai peggiori regimi del secolo scorso.

Esistono svariate sigle dietro le quali dovrebbero celarsi presunti partiti di sinistra, ognuno con il proprio 0,3%, ognuno con il proprio leader, che dopo anni di gavetta tra le fila dell’ormai derelitto PRC decidono di mettersi in mostra per guadagnarsi un po’ di gloria e potere, alla faccia di chi, tanti anni fa, parlava di unità della sinistra.

Tutto cominciò nel ’98, ai tempi del celebre Milosevic, quando da una costola di Rifondazione Comunista nacque il Partito Dei Italiani, e da allora fu un susseguirsi di scissioni, confusione, errori madornali, perdita di consensi e folklore.

Si, folklore.

La sinistra antagonista ha bisogno di una base e di un progetto forte, e i tentativi di collaborazione con i partiti e le coalizioni di stampo riformista e socialdemocratico sono sempre andati in fumo, ma nessuno riuscì mai a capire che valeva molto di più un 10% conquistato con orgoglio rispetto ad un improbabile promiscuità destinata quasi sempre a generare disastri e perdita di consensi, che poi si traduce in perdita di fiducia. E non servì ad esempio incastrare Fausto alla carica di presidente della camera (un esempio tra tanti) per evitare i soliti disastri!

2E se gli operai e le classi subalterne (soliti retaggi d’altri tempi) non hanno più intenzione di dare il loro voto alla sinistra, sia perché non hanno più la stessa percezione di povertà, sia perché molte promesse sono state disattese, in qualche altro posto i voti bisogna andarseli a prendere.

E allora giù ad architettare nuovi piani e nuove strategie, pronti a perlustrare nuovi orizzonti, non proprio appartenenti alla tradizione storica della sinistra ma si sa, i tempi cambiano, e bisogna adeguarsi per non restare indietro.

Le interminabili discussioni e gli scontri sui DICO, sulle coppie di fatto, sui temi dell’omosessualità, sui vari Pride, sulla legalizzazione delle droghe leggere; i centri sociali, per quanto possano essere importantissimi punti di incontro e fermento culturale e politico, vengono riqualificati dalla vecchia sinistra storica, quella che anni prima, verso il 1968, non era riuscita ad avere l’intuizione pentendosene amaramente in seguito.

Ai miei occhi, e so per certo non solo ai miei, questi degli ultimi anni rappresentano solo dei tentativi disperati da parte di una sinistra frantumata e disorientata di riprendersi un paio di voti, elevandosi a paladina dei diritti di tutti fuorchè dei lavoratori, e trasformandosi nell’immaginario collettivo, che certo non è composto da colti radical chic e da eleganti salottieri, come un movimento libertino e trasgressivo che nulla ormai ha in comune con il vecchio PCI. In pratica una sinistra non più popolare.

3Ecco cosa intendo per egemonia del folklore sulla politica seria.

E l’incapacità (fatale) di intuire al volo che un omosessuale disoccupato o precario, ad esempio, ha come priorità il lavoro, la sicurezza economica ed un salario dignitoso e non i DICO è il sintomo di un errore clamoroso di direzione.

Manca il coraggio delle scelte forti, come quelle riguardanti il salario sociale, da anni decantato ma mai realmente affrontato come punto fondamentale di una concreta azione politica.

La riluttanza nell’affrontare lotte dure e utili contro la precarietà, quel fenomeno che sta condannando migliaia di giovani all’instabilità permanente, con conseguente incazzatura cronica, perdita di fiducia e abbandono di ogni spirito di partecipazione.

E’ il ritardo clamoroso con cui la sinistra inizia a comprendere che quelle dell’ambiente, della sostenibilità e se vogliamo anche della decrescita sono le vere emergenze degli anni a venire.

Rutelli dice “il PD deve essere Democratico, e non di Sinistra”, e questo dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti i vari piccoli leader delle tante sinistre che di nuovo avanzano ipotesi di alleanze già viste e già consumate, pur di riprendersi quelle benedette poltrone che, scusate la retorica, ogni cittadino italiano inizia a detestare.

4In tanti abbiamo creduto nel progetto della Sinistra Arcobaleno, ma era forse il progetto stesso a peccare di convinzione, visti i risultati ottenuti alle ultime elezioni.

Ma io sono fermamente convinto che oltre le sterili e pretestuose divisioni in tante micro-sinistre, una risposta nell’unità possa ancora esserci, con un programma che affronti i problemi seri e concreti di una nazione che di sinistra ha bisogno ma che, paradossalmente, di sinistra non vuole più saperne.

Non rinnovo la mia tessera da qualche anno, ma confido nella competenza e nell’intelligenza dei vari Diliberto, Vendola, Ferrando e compagnia bella affinchè rinuncino al loro piccolo potere da capi dei loro amici per confluire tutti, con un progetto comune, in una nuova ed autorevole sinistra antagonista che riesca finalmente ad avere un peso politico ma soprattutto a riacquistare la fiducia del suo popolo, quello che pur di punirla si sta tirando la zappa sui piedi.

L’Italia ha una sua storia politica, e la storia ci ha insegnato che se la voce della sinistra non riesce a farsi sentire in parlamento o comunque nel dibattito politico, le vie che il dissenso potrebbe intraprendere sono tante, pericolose e possono andare ben oltre il conflitto.

Né è accettabile la menzogna secondo la quale non esistono più le classi sociali, non esistono più le idee e le ideologie e siamo tutti quanti borghesi (99 Posse – comun twist).

AAA Sinistra Cercasi.

Nicola Casile

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Un Commento »

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

http://www.liberareggio.org/2009/01/05/uno-spettro-si-aggira-per-leuropa-ma-passa-al-largo-dellitalia/

questo è un articolo che avevo scritto sui partiti di sinistra prima delle elezioni europee. i risultati dei sondaggi si sono confermati ma magari può essere un elemento utile per approfondire l’argomento…

(A)lessio

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