Turismo sui pedali – Santuario Madonna di Polsi

domenica, 13 settembre, 2009
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2 Commenti




3867998052_25156fe221Da tempo attendevo l’occasione di un che andasse a chiudere la rubrica “ sui pedali”.

Oggi, finalmente, dopo un’estate di girovagare per le strade calabresi, sono in grado di proporvi l’assoluto, il metro di paragone definitivo su cosa sia davvero la difficoltà dell’andare in . Santuario della di . Ecco la meta. E’ qualcosa che va oltre al semplice spostamento cultural-religioso, è un viaggio dove riuscire a portar bici e corpo a casa rappresenta già una vittoria.

I ragguagli stradali, questa volta, non potranno essere precisi a causa del percorso “anomalo”, sappiate che da Gambarie occorre dirigersi in direzione bivio Montalto, poi da lì proseguire in direzione Polsi, sempre che riusciate ad arrivarci.

Il manto stradale è tutto sommato in discrete condizioni, salvo alcuni passaggi molto rovinati. Ovviamente non esiste alternativa all’andarci in mountain bike.

L’attraversamento di Montalto, in mezzo al bosco, con le varie biforcazioni per le località più disparate costituisce l’antipasto di quello che sarà il rientro, con le forze al lumicino quando non del tutto azzerate. I chilometri che vi separano dal riferimento scelto per descrivervi la discesa (e poi, ovviamente la scalata) della strada che porta a Polsi, saranno all’incirca 10 dal bivio in direzione Montalto. Un punto di riferimento utile per capire che da lì inizia la discesa è una struttura in legno adibita a bar sulla sinistra (provenendo da Montalto in direzione Polsi, quindi all’andata).

3868006992_249179027cNell’ampio spiazzo, con il bar e la fontana lì vicino, ha inizio la discesa di 8 chilometri che vi porterà al Santuario. Le prime curve sono ben asfaltate, manto in ottime condizioni, tratti rettilinei ripidi raccordati da tornanti a volte stretti. Prestate molta attenzione a non strafare con le velocità perché potreste mandare in crisi i freni della vostra due ruote.

Dopo l’attraversamento del ponticello inizierà il tratto dove prestare molta molta attenzione: la carreggiata si restringe, il manto stradale diventa più sporco per diventare poi sterrato, i tornanti più ripidi. Eccovi la presentazione dell’ultimo tratto per giungere al Santuario della Madonna di Polsi. Vedrete da soli, senza la necessità di troppe indicazioni, la strada svilupparsi tortuosa sin a valle.

Proseguite al passo, attenzione ai freni per non surriscaldarli.

Terminata la discesa, mi auguro tutti interi, arriva il bello. Il motivo essenziale per il quale siete giunti laggiù, la ragione d’essere di una giornata spesa nel nulla senza alcun contatto con il mondo civilizzato (tecnologicamente parlando). Girate la ruota verso il cielo e incontrerete la strada di ritorno.

I chilometri, matematica non mente, sono sempre 8 ma il tempo per scalarli, metro dopo metro, sarà quantomeno di un’ora se siete ottimi bikers. La media finale sarà un successo se si avvicinerà ai 9-10 km/h. Inerpicarsi sulle rampe che tornano allo spiazzo di partenza non è facile, soprattutto se andrete a Polsi nei giorni della festa della Madonna della , la seconda settimana di settembre.

Il consiglio è di affrontare questo itinerario muniti di kit di riparazione, mantellina antipioggia, antivento, ben coperti e, soprattutto, con tanta roba da mangiare: arrivare a bruciare 3000 kcalorie non è affatto difficile. Bere, reintegrare con sali, alimentarsi sarà vitale. Non sto a rubarvi spazio per descrivere una scalata che può solamente viversi in prima persona, le pendenze medie sono sempre superiori al 12%, non si scherza: tratti di pendenza massima al limite del ribaltamento.

Guardate i video per capire – in parte – cosa significa l’ascesa, il periodo migliore per attaccare la è certamente quello estivo, facendo attenzione a non incrociare un temporale come è capitato a noi che abbiamo affrontato la scalata recentemente.

I soliti consigli tecnici? Beh, poco da dire… tanta tanta testa e resistenza psicologica ancor prima che fisica, una buona mountain bike, attenzione e abilità nel gestire la frenata in discesa e… pazienza. Affrontare a tutta anche una sola rampa verso il rientro alla base potrebbe esservi fatale, potreste dover scendere di bici e attendere un buon samaritano che vi riporti a casa.

Affidarsi alle preghiere, sebbene a quota 1900 metri di Montalto e, quindi, con il cielo più vicino, non sortirà nemmeno grandi effetti. E’ un’esperienza da vivere, perché rivoluzionerà i vostri vecchi limiti che credevate esistere su una due ruote.

Difficoltà: Hors Categorie – FUORI SCALA DI VALUTAZIONE

Fabiano Polimeni

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2 Commenti »

agriturismo umbria dice:

per fare una discesa di quel genere credo valga la pena farsi il calvario di ritorno, magari un pò spingendo sui pedali e un pò spingendo la bici che forse si va alla stessa velocità con meno fatica

Fabiano dice:

andando a piedi in alcuni tratti si fa certamente prima che salendo in bici, però la sfida di dominare la salita senza cedere e scendere di bici non ha eguali.

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