Immagini dell’estate 2009 – Alessio a Bilbao

mercoledì, 16 settembre, 2009
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è la città più grande dei , nel nord della . Forse una delle città più ricche della penisola iberica e non solo.

La sua ricchezza è dovuta principalmente ad una storia fatta di fabbriche ed operai. La città sta cambiando profondamente e velocemente, le fabbriche di una volta sono quasi tutte abbandonate e vengono distrutte da un efficientissima politica pubblica di recupero degli spazi cittadini abbandonati. Molti dei capannoni sono stati abbattuti per creare una sorta di città della cultura. La mia amica basca che mi ospitava si chiedeva perchè distruggere cose che esistono per costruirne altre invece che recuperare e affidare alle associazioni e agli individui la gestione di quegli edifici recuperati… Forse la risposta c’è ed è che la ricchezza industriale, che ha fatto crescere la città anche durante il franchismo (che ha combattuto con armi di ogni genere, a tal proposito consiglio di vedere il film italiano Ogro, con Gian Maria Volontè per la regia di un grande Gillo Pontecorvo…), adesso si è tramutata in una ricchezza finanziara nella quale una delle più grandi banche di risparmio iberiche la fa da padrone: la BBVA.

Dunque adesso gli operai non ci sono quasi più, la città è strapiena di giovani e giovanissimi lavoratori (molti dei quali non precari) che la regione autonoma basca sovvenziona per andare all’estero, apprendere e poi impiega nelle aziende locali per farle crescere ed internazionalizzarsi. Un piccolo segno di cosa voglia dire far crescere (crescita intesa in termini classici) la propria regione con i nativi di quella regione e con chi parla una lingua particolare: l’Euskara (il basco).

Il sentimento di autonomia e di socialismo è insito nella gran parte della popolazione giovanile locale e non solo, questo si traduce nella partecipazione di massa alle varie feste e festicciole locali di santi e compagnia belle che invece di processioni religiose vengono ravvivate con concerti molto ‘sinistri’ (nel senso politico del termine) e feste ballerecce e beverecce per strada che durano fino all’alba. D’altronde ho avuto modo di notare come anche nell’arte pittorica contemporanea basca il tema delle ‘fiestas’ è molto sentito. Mi riferisco alle opere del pittore Josè Arrùe, basco, di cui ho ammirato le tavole al Museo delle belle arti di Bilbao e che sono quasi a tema unico… fiestas, fiestas, fiestas!

A dispetto di tutto questo divertimento, Bilbao risulta essere una città dove si lavora soprattutto e, infatti, per le strade del caratteristico Casco Vejo i ragazzi, durante la settimana, dopo la mezzanotte quasi scompaiono oppure bisogna cercarli nei numeri squat o locali, oppure, come detto prima, in giro per le feste di paese che sono sempre strafrequentate dai giovani ma che finita l’estate non tornano prima di un nuovo arco solare.

La città sembra essere anche un’attrattiva per una gran fetta di giovani europei, non mancavano affatto gli italiani, legati a culture  sub-urbane tipiche degli anni 70-80 e che si riconoscono in principi politici definibili di “estrema sinistra”. Insomma, Bilbo (così in basco) sembra essere una sorta di meta molto gettonata per i giovani antagonisti di mezza europa che attratti dal clima “non ostile” e dalla grande diffusione di idee e pratiche antifasciste e di radicalismo di sinistra, oltre alla naturale apertura mentale insita nella popolazione autoctona, si trovano molto a loro agio…

In città, però, a colpire più di tutto è la spiccata propensione verso una sorta di modernismo architettonico che fa da contraltare al alcune zone della città e ad alcuni edifici che conservano tutto il loro valore storico. Impressionante per un paese latino è l’efficienza quasi svizzera dei servizi pubblici, ma d’altronde il popolo basco non è di estrazione latina e forse, sebbene molto velleitaria, potrebbe essere una delle spegazioni alla base di queste differenze con i nostri cugini spagnoli..

Ma basta chiacchiere, godetevi qualche bella immagine…

Autobus a biodiesel

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Bilinguismo

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Tortillas

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Cattedrale di Bilbao

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Pianta di Cannabis in un balcone del Casco Vejo

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Passeggiata al Casco Vejo

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Palazzo del Municipio

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Istituto per la promozione della lingua e cultura basca

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Teatro Centrale

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Particolari architettonici del Casco Vejo

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Ikurriña (bandiera basca) sventola da un balcone

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Ponte di Calatrava e due “piccoli” grattacielo

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Museo Guggenhein, da lontano e particolari

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Albergo colorato

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Visuale area intorno museo Guggenhein

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foto di Alessio Neri

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2 Commenti »

eleonora dice:

Bell’articolo Alessio, anche a me Bilbao era piaciuta molto! http://www.flickr.com/photos/epanto/sets/72157606691396358/

La storia della rinascita di Bilbao e’ molto interessante: e’ uno degli esempi di learning cities secondo Tim Campbell http://208.113.197.138/images/articles/learning_cities.final.18mar08.pdf
che e’ venuto a raccontarci a Torino, dato che anche questa città si è dovuta riconvertire come Bilbao da citta industriale a qualcos’altro.

Alessio Neri
lisicere (autore) dice:

eleonora grazie per il complimento, noto che abbiamo fatto alcune foto davvero molto simili. E’ la seconda volta che ci vado grazie al fatto che ho una carissima amica proprio Bilbaina e ho confermato l’ottima impressione che ho avuto la prima volta che ci ero stato.

Da quel poco che ne so Torino è in piena riconversione, quando ci sono stato (come quasi tutti i calabresi, ho dei parenti “trasferitisi” a torino e provincia) non erano ancora iniziati i lavori per le olimpiadi ma mi era piaciuta molto, soprattutto per il fatto che andammo in giro sempre in bici e senza fatica…

(A)lessio

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