Cornetto&Cappuccino – Giulio Di Sturco: il mondo attraverso l’obiettivo

giovedì, 17 settembre, 2009
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2 Commenti
  

E’ mia consuetudine condurre le interviste secondo un modus abbastanza classico, disponendo di un mio stile e di un mio registro personale, e riuscendo ad entrare in sintonia immediatamente con il personaggio al quale porgo le mie domande, talvolta formali, talvolta irriverenti.

1Tuttavia ci sono delle persone che, per ciò che rappresentano in un determinato momento e per la risonanza che il loro nome ha, mal si presterebbero ad un tipo di intervista standard che, secondo me, rischierebbe di inciampare nel retorico o, peggio ancora, potrebbe rendere poco digeribile tutta la discussione.

E allora pochi giorni fa, sfogliando una delle tante riviste se vogliamo “frivole” che quotidianamente mi passano per le mani, ho rispolverato il buon vecchio “gioco di Marcel Proust”, un questionario strutturato in maniera sintetica, incalzante ma soprattutto accattivante.

Idea lampante, proposta e condivisa al volo anche dal mio interlocutore, uno dal linguaggio verbale sintetico ma dotato di immensa capacità comunicativa.

A volte le immagini raccontano più di duemila parole.

Farò solo un breve cenno dunque su Giulio Di Sturco, fotografo professionista che ha lavorato in tutto il mondo (attualmente in India), vincitore nel febbraio 2009 del World Press Photo, per quei pochi che non lo sapessero forse il titolo più autorevole che un fotografo possa ricevere.

Ho avuto il piacere di conoscerlo e di parlarci nei giorni del ReggioFotoGrafia, evento promosso dall’Associazione Culturale Sismi e svoltosi nei giorni 9,10,11 e 12 settembre 2009.

2

Il tratto principale del tuo carattere?
La timidezza.

La qualità che preferisci in un uomo?
L’onestà e mi riferisco anche a quella intellettuale e la capacità di riconoscere i propri limiti.

E in una donna?
L’allegria e l’onestà.

Il tuo principale difetto?
Mi annoio facilmente e ho poca pazienza.

Il tuo sogno di felicità?
Vincere il
World Press Photo.

Il tuo rimpianto?
Non ne ho o almeno non ne ricordo.

L’ultima volta che hai pianto?
In Nepal, mentre facevo un reportage sulla prostituzione minorile e ho visto una bimba di undici anni che andava via con un uomo enorme.

Sogno ricorrente?
Riuscire a pubblicare un libro fotografico.

Il giorno più felice della tua vita?
Il giorno in cui ho vinto il World Press Photo.

E il più infelice?
Quando una persona più grande e a me molto vicina mi ha fatto capire che gli avevo mancato di rispetto senza accorgermene.

La persona che richiameresti in vita?
Caravaggio.

Quale sarebbe la disgrazia più grande?
Ritrovarmi a ottanta anni e capire di non aver fatto nulla per migliorare me stesso.

Città preferita?
New York.

Il colore preferito?
Rosso e nero.

Il tuo primo ricordo?
Io che mi rompo la testa cadendo dal seggiolone.

Libro preferito di sempre?
Trilogia della città di K
di Kristof Agota.

Libro preferito degli ultimi anni?
La fine è il mio inizio
di Tiziano Terzani e L’eleganza del riccio.

Autori preferiti in prosa?
Jack Kerouac

Il tuo eroe o la tua eroina?
Il Che e Indira Gandhi.

I tuoi pittori preferiti?
Caravaggio e Monet.

La trasmissione tv più amata?
Friends
.

Film cult?
Kill Bill e Mulholland Drive.

Attore preferito?
Antonio Albanese.

Attrice preferita?
Nicole Kidman in
The others.

La canzone che fischi spesso sotto la doccia?
I Walk the line
di Johnny Cash.

Se dovessi cambiare qualcosa nel tuo fisico?
Perderei i venti chili che ho messo in seguito ad un incidente.

Personaggio storico più ammirato?
Guevara.

Personaggio politico più detestato?
Berlusconi.

Il tuo primo amore?
La fotografia.

Quel che detesti di più?
L’ignoranza, la supponenza e l’arroganza.

Se non facessi il mestiere che fai?
Non saprei…ho sempre e solo immaginato di fare il fotografo…

Il dono di natura che vorresti avere?
Saper vedere cose che gli altri non vedono.

Stato d’animo attuale?
In pena. Cerco me stesso.

Le colpe che ti ispirano maggiore indulgenza?
Tutte. Il senso di colpa è un concetto cristiano che non condivido.

3

Teodora Malavenda

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2 Commenti »

Giorgio Marandola dice:

Soprattutto su Guevara e la colpa, d’accordissimo! Gran bell’intervista!

Giovanni dice:

Giulio Di Sturco ,TOSTO STO TIPO!

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