Motori, velocità, montagna: intervista al campione italiano Domenico Chirico
Da Reggio Calabria al trono di Campione Italiano. E’ il percorso che ha fatto Domenico Chirico, 23 anni e fresco vincitore del Gruppo A classe 1600cc del Campionato Italiano Velocità Montagna. Una stagione lunghissima che lo ha portato in giro per tutte le più importanti salite italiane, a contendere e lottare con avversari di assoluto livello e con vetture di categoria superiore. Ne abbiamo approfittato per raccogliere le sue impressioni sulla stagione appena conclusasi, di ritorno da Iglesias dove ha vinto la gara di Gruppo A, coronando al meglio il 2009.
La passione per le auto quando è nata?
Sin da bambino mi sono appassionato alle corse, poi compiuti i 18 anni ho iniziato con le vetture a ruote coperte e vorrei continuare su questa strada. Correre in pista è più difficile, ci sono problemi logistici perché ci si deve spostare per 400 km per provare, mentre la salita è uguale per tutti. In pista è avvantaggiato chi ha gli impianti vicini e può sviluppare la vettura. Poi, anche i costi sono molto elevati e fare una stagione intera diventa insostenibile.
I costi per affrontare una stagione quali sono?
Grazie al sostegno degli sponsor, riusciamo a coprire metà stagione poi diventa difficile, per correre con il GruppoA 1600 servono circa 2000 euro a gara.
Hai corso sempre con la Peugeot 106, quanto tempo è servito per metterla a punto?
Da due anni sviluppo la macchina, questo è il terzo anno e sono andato a colpo sicuro per vincere il campionato dopo aver lavorato duramente nei due anni precedenti. Lavoriamo molto sull’assetto, poi sul motore arriviamo ad avere 185cv dopo un gran lavoro. La parte difficile è recuperare i 2-3 cavalli in più che sono quelli che ti possono dare quei pochi decimi che fanno la differenza in gara. Ho un Team eccezionale con Surace che cura il motore, poi Ninni Fossato che mi segue durante tutto il campionato: da Trapani a Iglesias è stato sempre al seguito e senza di lui non saprei come fare.
Com’è nata l’avventura con la Ionia Corse di Giarre?
Mi hanno dato un grande sostegno, e sto benissimo con loro. Ad aprile scorso, mi hanno proposto di correre con loro, insieme anche a Scaramozzino. Sono molto felice e punto a restare a lungo con loro.
Per il prossimo anno, quali sono i programmi?
Ancora non so, vedremo cosa vorrà fare la scuderia, di sicuro resteremo sempre con le vetture a ruote coperte. Il Team vorrebbe fare l’europeo però c’è il problema della distanza e gli spostamenti da coprire. Speriamo nell’aiuto di qualcuno, già questo Campionato Italiano è stato molto tirato con i costi elevati. Ringrazio anche le aziende che mi hanno sostenuto perché è stato importante.
Correre in salita quali difficoltà comporta?
La salita è difficile perché arriviamo tutti nelle stesse condizioni, non c’è possibilità di provare con la macchina da gara. In pista, tanto giri che alla fine impari la pista e provi, sviluppi. In salita questo manca e devi essere bravo ad essere pulito nella guida e non fare errori.
Hai coronato finalmente il sogno di vincere il Campionato per la tua classe, dopo che eri andato fortissimo nel 2008 ed eri in testa all’assoluto di Gruppo A…
Nel 2008 ho perso il campionato per un incidente a Gambarie. Ho distrutto la macchina ed ho perso diverse gare dell’italiano che mi sono costate il primo posto. Nelle prime gare nel 2008 ero primo assoluto, poi nei programmi avrei dovuto lasciare la macchina ad Arezzo e correre ad Udine. Ho corso, invece, a Gambarie ed è finito il sogno del campionato. L’anno scorso poi i punteggi erano molto più ravvicinati con maggiori possibilità di vittoria dell’assoluto per le classi inferiori, infatti, ha vinto una 2000.
Fabiano Polimeni
Questa intervista è uscita anche venerdì 9 ottobre tra le pagine de “Il Quotidiano della Calabria”






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