Video, saluti e baci dal Global Junior Challenge
Daniela, Johnstone, Serena, Lady, le scuole calabresi, i “fratelli bianchi” rifugiati politici somali e afgani, le ragazze e i ragazzi di MOL, magazine online di Matera tenuto da ragazzi di un liceo classico della città lucana, africani, greci, scozzesi, finlandesi e italiani di ogni latitudine: la gente che ho avuto modo di conoscere la settimana scorsa durante l’evento finale del Global Junior Challenge, il concorso di cui ho scritto tante volte. C’erano anche Rosario e tutto il gruppo dei ragazzi del convitto per sordi di Roma e del suo gruppo artistico: la band di percussioni Deaf Drums Road.
Queste sono solo alcune delle persone che ho avuto modo di apprezzare in 3 giorni intensissimi di manifestazione. Forse l’aspetto umano è quello che maggiormente è venuto fuori da questa esperienza per LiberaReggio.org. Dal punto di vista strettamente legato al sito non è che sia andata proprio benissimo, nel senso che i visitatori non erano molto interessati a progetti del genere soprattutto perchè l’età media era davvero bassa. Sicuramente ci può inorgoglire il fatto che i ragazzi sordi, con Rosario in testa, appena abbiano capito di cosa si trattava non hanno perso tempo per farmi mille domande su come si costruisce un blog. Loro vorrebbero crearne uno collettivo che si occupi dei problemi che tutti i giorni deve affrontare chi, come loro, non può usufruire del senso dell’udito e della voce. Questa, forse, è stata la più grande soddisfazione di tutta la tre giorni e spero davvero che riescano a portare a termine le loro intenzioni.
Sono, però, anche contentissimo che entrambi i nostri vicini di stand siano tornati a casa con qualcosa in mano. Lady Murrugarra, ricercatrice universitaria peruviana – alla quale da tempo avevo dato il mio personale endorsement – ha vinto un premio di 5000 euro per portare avanti il suo progetto di educazione sessuale contro l’AIDS nelle campagne e nelle scuole dei piccoli villaggi rurali peruviani. Le altre vicine di stand, baresi e simpaticissime, si sono portate a casa la lupacchiotta di vincitore della categoria creatività grazie ad un progetto realizzato dalla loro associazione UNISCO e al loro network per lo sviluppo locale (pugliese).
Anche i “pizzettari” di trebisacce hanno portato a casa il trofeo della lupa nella categoria degli under 18. Il progetto in questione, The Pizza business across Europe, prevedeva la collaborazione internazionale tra diverse scuole europee nella simulazione dell’apertura di una vera e propria pizzeria. La scuola calabrese coinvolta è un alberghiero e ha seguito tutti i passaggi del progetto. Fino ad arrivare alle prove tecniche dell’apertura di un vero locale di ristorazione. Il tutto in collegamento e collaborazione costante con altri istituti similari sparsi in diversi paesi dell’est europeo e, ovviamente, grazie ad internet. Sicuramente un bell’esempio di come la scuola italiana può aiutare i propri alunni a sviluppare concretamente le conoscenze che acquisiscono durante tutta l’esperienza scolastica.
Ultime mensioni speciali vanno al mitico ugandese Johnston Baguma che, oltre ad avermi invitato a visitare l’Uganda, si è beccato sia il premio per la sua categoria Lavoro che i 5000 euro per la cooperazione internazionale in quando il suddetto porta avanti un progetto di formazione dei lavoratori ugandesi contro la disoccupazione nel suo paese; infine un salutone alle ragazze e ai ragazzi Materani che sebbene abbiano l’età per frequentare il nostro Premier (16-17 anni) si sono dimostrati degli ottimi compagni di pranzo, con relativa abbondante bevuta, il giorno della cerimonia di premiazioni subito dopo il rompete le righe ufficiale.
Vi lascio adesso ai video da me girati la sera di giovedì 8 ottobre a Piazza Vittorio, a Roma, dove, sempre nell’ambito del Global Junior Challenge, si è tenuto il concerto dal titolo “Il mondo in piazza”.
Deaf Drums Road
(band percussionisti sordo-muti)
Cresy Easy
(band scolastica dell’ITIS Einstein di Roma)
Titin Molina
(cantautore cileno)
Alessio Neri
Visto che in quei giorni ho anche, e soprattutto, lavorato i ringraziamenti a tutti colleghi/e sono stati già fatti abbondantemente di persona




Rispondi!