Antonio Bellantoni: quando la musica elettronica si fonde con sonorità classiche ed etniche
Essere un musicista non è solo un’arte o una passione…essere musicista non è solo saper suonare uno o più strumenti…secondo la mia modesta opinione, il musicista è colui che riesce a fondere suoni e culture diverse, è colui che riesce ad adattare in modo egregio suoni moderni a musiche classiche… il vero musicista, a mio avviso, è colui che solo con la forza del suo strumento e la genialità della sua testa riesce a far ballare le persone ed immaginare le parole li dove lnon accompagnano la musica.
E’ proprio quello che l’artista-musicista Antonio Bellantoni è riuscito a fare, risultando unico nel suo genere, quello della musica elettronica, dimostrando di essere un vero musicista riuscendo a fondere generi musicali diversi.
Nel pomeriggio che ho trascorso con lui, tra una chiacchera e l’altra, ho appreso che la sua è un’innata passione: un vero amore per la musica che risale fin dalla giovene età in cui, tra l’ascolto e il culto tra un genere musicale e l’altro, ha comprato una tastiera ed ha incominciato a riprodurre, in modo eccelso, brani musicali di gruppi famosi che hanno fatto la storia della musica, come i Depeche Mode.

Tra un approfondimento musicale e l’altro, cresce sempre di più in lui l’amore per la musica e soprattutto la voglia di farla e di farla conoscere. Antonio pone le sue basi sul genere elettronico ma non si ferma lì ed inizia a spaziare, dal Jazz alla musica classica fino ad arrivare alla musica Araba. Questa sua peculiarità lo porta ad essere ammesso, in via eccezionale dato il suo genere particolare, alla Scuola CET di Mogol dove prende il Diploma come arrangiatore. Qui viene notato da Corrado Buffa, produttore discografico e suo maestro all’interno della scuola, che lo segue e lo spinge a incidere il suo primo disco, intitolato AB che esce nel 2004 seguito nel 2008 da un secondo album remix di musica propria e di altri artisti.
Sorseggiando un buon caffè, durante un piacevole pomeriggio autunnale, ho avuto il privilegio di ascoltare in anteprima il suo ultimo pezzo, in uscita con il suo prossimo album: rivisitazione in chiave moderna del “Chiaro di Luna”, una delle più importanti sonate di Beethoven, un mix di musica classica fusa a quella elettronica. Nell’ascoltare questo pezzo ed una sua ultima composizione, anche questa un mix tra elettronico e pianoforte, ho provato dei brividi lungo la schiena…e sono rimasta letteralmente senza parole.
La bravura e genialità di questo giovane artista reggino è disarmante e mi spinge a consigliarvi vivamente di ascoltare i suoi pezzi, che vanno al di là dei semplici pezzi elettronici poichè ognuno di essi ha quel pizzico di fantasia e di originalità che fa di Antonio Bellantoni un musicista a 360°, secondo la mia modesta opinione, unico nel suo genere.
Per la stima che ho di lui, non solo come amico, ma anche e soprattutto come musicista gli auguro di realizzare al più presto i suoi sogni…con la speranza che Berlino, dove presto si trasferirà, possa essere un ottimo trampolino di lancio per la sua carriera musicale.
Nel suo myspace sono riportati alcuni brani del suo ultimo cd, per chi li volesse acquistare si può recare al negozio Centro Dischi
Laura Amodeo






L’articolo, ben scritto, rende al massimo l’idea dell’emozioni che la musica del Bellantoni trasmette agli utenti che la ascoltano.
Dopo averlo letto, la curiosità di provare le stesse sensazioni che ha pervaso lo scrittore (ascoltando la musica) e il musicista (componedola), sicuramente andrò alla ricerca dell’album “Chiaro di Luna” per poter condividere anch’io questo magico aspetto del mondo reggino.
Non conoscevo questo musicista reggino, ma grazie a questo interessante articolo sono stata spinta dalla curiosità ad ascoltarlo e devo dire che la sua musica è veramente stimolante e affascinante.
Semplicemente bravissimo.. Musicalmente, credo sia il migliore della piazza reggina per questo tipo di musica. La passione e l’arte che mette nei suoi brani si vede e si sente.. Se continua così, primo o poi ne sentiremo parlare a livelli importanti.