Ma l’Italia è uno stato laico?
Negli ultimi periodi si sente spesso parlare, soprattutto dal punto di vista legislativo, di interventi di legge importanti. E’ stato affossata qualche settimana fa la legge sull’omofobia, da anni si parla di pacs, dico, matrimonio tra gay, procreazione assistita, regole nuove sull’aborto, eutanasia e tanto altro. Per carità tutte problematiche molto importanti ma che ad ogni modo non voglio trattare qui singolarmente, vista la complessità delle materie e soprattutto le implicazioni etiche e morali di ciascuna di essa.
Quello che invece mi e vi domando è: perché nessuna di queste proposte abbia avuto successo dal punto di vista legislativo? Ci troviamo in uno Stato che almeno sulla carta si dichiara laico, allora perché non creiamo un registro per i matrimoni civili tra omosessuali come la Spagna? Perché non legalizziamo l’eutanasia nei casi estremi, come in Olanda? E perché non permettiamo maggior libertà in tema di procreazione assistita alle famiglie che non possono avere figli?
Questo non avviene perché in Italia, vi è un organizzazione che ha grosse ingerenze e interferenze nella normale vita politica, questa è la chiesa cattolica.
E’ fuor di dubbio che la storia dell’Italia è strettamente legata alla storia della chiesa e del cattolicesimo, addirittura sin al 1984, cioè agli Accordi di Villa Madama, vigeva una regola stabilita dai Patti Lateranensi del ‘29, che stabiliva che la “Religione Cattolica è la Religione dello Stato”. L’organizzazione chiesa è stata all’interno dell’ordinamento statale, ha avuto “favori e privilegi” da parte dell’Italia dal ’29 in poi, dopo un periodo precedente in cui era stata isolata.
Uno stato per considerarsi totalmente laico, deve essere per forza di cose anticlericale, basarsi sulle asettiche norme del diritto, non vi deve essere nessun controllo di norme religiose sulle norme politiche e non svendersi per i voti dei cattolici (che anche se numerosi, son diminuiti col tempo). Si parla così bene di libertà religiosa e di multietnicità, ma, nel nostro paese, nell’art. 7 della nostra Carta Costituzionale, la religione cattolica si trova su un piano giuridico primario, trattata quasi a pari livello con lo Stato e spesso e volentieri prevale su di esso. Solo per fare piccoli esempi: nelle scuole pubbliche l’insegnamento della religione cattolica è obbligatorio, salvo un esonero con consenso dei genitori, che sa tanto di schedatura, oltre al fatto che non vi sono insegnamenti alternativi. L’insegnante di religione, dunque un posto pubblico a tutti gli effetti, viene scelto dall’autorità diocesana e obbligatoriamente accettato dalla scuola, senza scelte meritocratiche statali. Nel servizio militare esiste il cappellano militare, che è esclusivamente cattolico, che prende i gradi militari. Negli ospedali, vi è la cappella, con il prete, che fa funzione amministrativa per conto delle ASL, mentre non vi sono rappresentanti delle altre religioni, salvo apposita richiesta. Per non parlare del matrimonio religioso ad effetti civili, cioè una delega di poteri di pubblico ufficiale al prete di turno, con riserva di giurisdizione per le cause di nullità, che eventualmente lo Stato deve accettare in silenzio. Ciò che non avviene con gli altri matrimoni acattolici.
I dubbi sul fatto che ci si trova dinanzi a uno stato confessionale aumentano sempre più quando si pensa che lo stato enclave Città del Vaticano è un gentile omaggio del regime fascista alla chiesa, oppure l’8/1000 alla chiesa cattolica o ancora la gestione di alcuni edifici storici e culturali, che fan parte del patrimonio italiano (es. Pantheon, Basilica di Superga, ecc…). Mentre tutte le altre religioni venivano considerate solamente culti ammessi, alla faccia della libertà religiosa. Un importante passaggio inoltre viene dal fatto che la nostra Costituzione nel 1948 non ha modificato i Patti Lateranensi ed allo stesso modo in nessun articolo parla di laicità dello Stato.
Difficile certo paragonare l’Italia a Stati teocratici, quali l’Iran o alcuni paesi arabi, dove la religione è la legge dello Stato, però si può affermare pacificamente che in Italia si rinviene un confessionismo strisciante; uno Stato confessionale, che non pone sullo stesso piano tutte le religioni, ma invece tramite una regolamentazione che pone gli enti ecclesiastici in posizione differente rispetto ad altre religioni.
Affinchè ci sia un evidente progresso giurisprudenziale nel nostro paese, per confrontarsi da pari con i paesi più evoluti, non basta essere neutrali rispetto la Chiesa, ma respingere ogni confessionalismo, anche perché la libertà religiosa deve essere svincolata dalla laicità. Molto difficile che alcuni di questi cambiamenti si avverino nel nostro paese, dove il sentimento religioso è elevato, dove la maggioranza della popolazione segue gli indirizzi della chiesa e dove i partiti cattolici fungono da ago della bilancia della vita politica.
Gimes
FONTI
- Tedeschi, Manuale Diritto Ecclesiastico
- Giappichelli, Riflessioni in materia di libertà e giustizia






Ovviamente no, non lo è. E non credo lo sarà mai -.-
Esatto. CI sono troppi privilegi, a livello istituzionale, per non parlare poi morale, che confermano la tesi dello Stato confessionale. Perché ogni telegiornale “che si rispetti” dedica quei minutini di ogni edizione per riferire di cos’ha detto il papa all’ultimo Angelus? QUei minutini potrebbero essere utilizzati per moltissime altre informazioni ben più “democratiche”. COsa induce “gli organizzatori” e i detentori del potere mediatico a preferire le ultime opinioni del papa alle opinioni del rappresentante di un sindacato, o , che so, al reportage di una manifestazione per la laicità, ecc?
E le cariche istituzionali sono il modo migliore per orientare le masse. Viene data voce in capitolo – una voce in capitolo anzitutto FORMALE a una confessione religiosa. Nulla da dire, se le stesse possibilità fossero date ad altre religioni, o a nessuna per principio – quantomeno enlle istituzioni.
L’ora di religione poi, è uno dei residuati più inaccettabili e meno conciliabili col concetto di laicità e di democrazia. Oltre a quello che hai giustamente detto, vogliamo parlare della “ghettizzazione” del bambino che all’ora di religione va via? Ricordo che alle elementari un mio compagno di classe lo faceva, e noi tutti lo consideravamo un “diverso”, un alieno. Perché?
Ah, che rabbia!
In effetti alle elementari può sembrare strano che un bambino esca fuori all’ora di religione.
Io personalmente al liceo ho fatto l’esenzione e, a parte la scuola che non mi offriva nessun genere di alternativa (neanche prendere i libri in biblioteca…), ho sempre considerato quelli che rimanevano dentro dei ghettizzati! Devo anche dire che in 5 anni di superiori ho fatto proseliti visto che l’ultimo anno eravamo ben 3 ad avere l’esenzione dall’ora religiosa (bada bene, non di religione…).
In ultimo, l’Irlanda è messa peggio di noi visto che nessa sua costituzione prevede espressamente una religione di stato che è quella cattolica. Non per niente in quel paese i film dei Monthy Phyton sono stati censurati (e anche nel doppiaggio in italiano a dire la verità risultano moooolto “moderati”).
Il mio consiglio per chiunque, ovviamente, è di vedere tutti i film dei Monthy Phyton!!!
(A)lessio
dai che ci tagliavamo durante l’ora di religione….soprattutto quando c’era il compito hahahah dalle ultime file venivano consegnati fogli in bianco….hahahah
a proposito cambia l’orario….che va un’ora avanti
visti e rivisti. adoro i monthy python e terry gilliam =)
cmq tornando alla questione, a scuola non ho mai fatto l’esenzione perché, da buon laico, ho sempre trovato divertente prendere in giro il “prof” di religione, inoltre così facendo spero di aver impiantato qualche ragionevole dubbio su coloro che seguivano l’ora di religione per arrendevole convenzione e bigotta dedizione alla chiesa XD
Inoltre nn ne ho parlato nel post per nn andare troppo oltre. Ma, come saprete tutti, si è parlato di introdurre l’ora di religione musulmana. L’ennesima fregnaccia, invece di abolirla quest’ora e di fare TUTTE LE STORIE DELLE RELIGIONI,aumentiamo le differenze e le rivalità. Lo Stato nn deve salvaguardare solo le maggioranze, ma tutti.
PS: I miei erano fogli bianchi di principio, oltre le note. Lisic ricorda che nn eri tu a fare proseliti a scola
Alessio, è che da bambino non hai lo spirito critico che puoi avere a 18 anni, e per te quello che non fa come tutti è uno “strano”. Appunto, sin da bambini viene poi inculcata questa mentalità. Questo è veramente brutale. E il genitore, che magari intenda sottoscrivere l’esenzione del figlio, verrà eventualmente guardato come quello che “Non lo fa integrare”, “lo farà sentire escluso”, ecc insomma si creano dinamiche abbastanza pallose perché la religione cattolica in qualche modo deve sempre riuscire a romperti le scatole.
pulcinella,chi deve leggiferare in questa Italietta!!!!!!!!!???????????
La sentenza della corte di strasburgo ha stravolto un po’ le ideologie,soprattutto del bel paese. Levare il crocifisso può sembrare esagerato,ma anche sul tema ci sono varie analisi.
http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/11/articolo/1781/
Secondo me nn è il crocifisso un reale motivo di discordia…Si pensi che questo simbolo è presente in molte bandiere nazionali (come la finlandia della signora offesa). Come la mezzaluna islamica è presente in altre bandiere,come la turchia. Pensiamo a tutti gli ambiti invece,dove nn è garantita la laicità dichiarata dello stato…