Pillole di Storia – Il Muro di Berlino
E’ stato dapprima il frutto della spartizione post-bellica della Germania, poi è diventato strumento ideologico di separazione tra occidente ed est Europa, simbolo sociale di divisione di due realtà profondamente diverse vissute da connazionali. Momento, infine, che ha segnato la fine di un periodo storico caratterizzante il novecento. Tutto questo e altro ancora è stato per 28 anni il Muro di Berlino. Una striscia di cemento che ha separato Berlino Est da Berlino Ovest, una separazione dentro la separazione. Infatti, Berlino si trovava sul territorio della DDR (Repubblica Democratica Tedesca), controllata dall’URSS, a sua volta la città aveva la parte Ovest controllata dalla Repubblica Federale Tedesca che, quindi, era territorio straniero entro la DDR. Le ragioni di spartizione della Germania, successive alla fine della seconda guerra Mondiale, ben presto vennero superate dalla contrapposizione ideologica tra Mondo occidentale e Cortina di Ferro dell’allora URSS. La rete di ferro che separava le due Berlino, divenne nel 1961 un muro alto tre metri e mezzo, lungo 155 chilometri. Due anni dopo la sua realizzazione, fu il presidente Kennedy a scolpire uno dei discorsi simbolo della storia del novecento:
« Ci sono molte persone al mondo che non comprendono, o non sanno, quale sia il grande problema tra il mondo libero e il mondo comunista. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è l’onda del futuro. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che, in Europa e da altre parti, possiamo lavorare con i comunisti. Fateli venire a Berlino! E ci sono anche quei pochi che dicono che è vero che il comunismo è un sistema maligno, ma ci permette di fare progressi economici. Lasst sie nach Berlin kommen! Fateli venire a Berlino! [...] Tutti gli uomini liberi, ovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso di dire: Ich bin ein Berliner!»
I tentativi di fuga da Berlino Est furono numerosi, oltre 100 i civili ufficialmente morti nel tentativo di attraversare quella barriera tra mondo libero e cortina di ferro. La svolta partì da lontano. 1981, Lec Walesa, Polonia, Solidarnosc. Inizia a scricchiolare il regime sovietico. L’analisi storica, questa volta non può prescindere da uno dei più grandi politici del secolo scorso: Carol Wojtyla. Parola di non credente, il ruolo dell’allora pontefice fu straordinariamente importante, esplosivo sul regime comunista. Iniziò da quel movimento di operai, guidati da un elettricista sindacalista, la caduta del Muro di Berlino che si ebbe otto anni dopo.
Il Muro di Berlino, oltre a rivestire una importanza enorme sotto il piano politico, ha diviso per trent’anni anche i consumi dei berlinesi. A Berlino Est si guidava la Trabant, a Berlino Ovest la Mercedes. A Berlino Est non esisteva la Coca Cola, tutto uno stile di vita diverso da quel che era Berlino Ovest. Sul piano sportivo, poi, storicamente celebri rimasero i metodi di allenamento delle squadre della DDR, con una fermezza di regole che hanno esportato grandissimi campioni, in cambio di sacrifici da esercito. Anche sul piano sportivo si combatteva la guerra fredda.
Il Muro fu un sistema di controllo sul popolo, per evitare che gli abitanti di Berlino Est potessero, attraversando il “confine” con Berlino Ovest, dirigersi poi in altri Paesi occidentali, non avendo la DDR pieno controllo sugli spostamenti Berlino Ovest-Paesi Occidentali. Drammatica poi la storia del secondo muro, la cosiddetta striscia della morte: se provavi a scavalcare il Muro, venivi fucilato e cadevi nella striscia della morte.
Il 9 Novembre 1989, iniziò il passaggio di migliaia e migliaia di cittadini dell’Est a Berlino Ovest, dopo l’annuncio – a sèguito di eventi che videro l’apertura delle barriere tra Ungheria e Austria – da parte del governo DDR che i cittadini avrebbero potuto attraversare il confine.
Da quella data, iniziò ufficialmente una nuova fase storia del novecento, che portò alla caduta definitiva dell’URSS, alla fine della guerra fredda.
Il caso berlinese, però, non è l’unico nella storia. Ancora oggi esiste, tra gli altri, un muro di morte che separa le due Coree. Nord e Sud divise da una rete elettrificata che miete centinaia di vittime e divide la Corea dittatoriale di Kim Jong Yl dalla Corea del Sud. Una fetta importante della storia moderna, questo è stato il Muro di Berlino e la sua caduta. Oggi, in ricordo del momento di 20 anni fa, verranno abbattuti simbolicamente dei frammenti riprodotti di muro con un effetto domino, a ripercorrere il cambiamento epocale che venne vissuto da tutto il Mondo appena venti anni orsono, sembra un’eternità.
Fabiano Polimeni






Con tutte le cose negative che si possono dire, una cosa la vorrei dire.
Propio oggi ad un corso d’italiano, informatica ed ed. civica per stranieri c’era un ragazzo russo che raccontava il fatto che durante il comunismo ogni famiglia aveva diritto ad una casa grande in proporzione al numero di persone che la componevano. Più erano, più grande era la casa.
Vorrei ricordare che noi viviamo una realtà completamente opposta. Più sarete in famiglia più piccola sarà la vostra casa (fatta salva qualche rara eccezione).
A voi le deduzioni
(A)lessio
soluzione: usare i contraccettivi
vent’anni fa fu un giorno di luttuoso per l’intera storia dell’umanità