Ci sono libri… – Il sangue dei giusti

giovedì, 12 novembre, 2009
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2 Commenti




il sangue dei giusti

Questo libro scritto da tre giovani giornalisti, Claudio Careri, Danilo Chirico e Alessio Magno, edito dai tipi di Città del Sole edizioni in collaborazione con l’associazione daSud è stato pubblicato più di due anni fa ormai.

Ma, come insegna la lezione di chi l’ha scritto, la memoria non va mai lasciata chiusa nel cassetto perchè serve anche a difendere il ricordo di alcune persone dall’infangamento e dalla cancellazione di ogni loro traccia, di chi si è opposto a poteri oscuri, arroganti e violenti come, in questo caso, dalla ‘.

La provincia di Reggio Calabria, le sue genti, e , sono i protagonisti di questo testo ben scritto e documentato.

Tramite una linea ideale che collega la riviera tirrenica della provincia di Reggio a quella ionica vengono raccontate 2 storie e 2 uomini in due contesti che conosciamo bene e che, seppur diversi tra loro, si assomigliano tantissimo.

cicciovincibs1Ma anche i due personaggi e le loro vicende differiscono, sebbene legate loro malgrado da un triste denominatore comune che è la violenza mafiosa.

Ciccio Vinci era un ragazzo di 19 anni che fu ucciso per sbaglio nelle campagne della Piana di Gioia Tauro, probabilmente perchè scambiato da un sicario per qualche appartenente di una famiglia rivale. Era il 10 dicembre 1976 e in quei giorni, in quegli anni, nei paesi della piana era scoppiata una sanguinosa e crudele guerra di . A farne le spese, come spesso succede, sono gli innocenti, tra questi anche Ciccio, comunista e impegnato nella quotidiana emancipazione della piana dal giogo degli ‘ndranghetisti, un cittadino che con i soprusi non c’entrava niente. 30 dopo la sua uccisione, di cittadini come lui assassinati per mano di vili ndranghetisti sono finiti in tanti, gente che non aveva niente a che fare con certi giri, per esempio il giovane Gianluca Congiusta, vittima di mafia la cui memoria il padre tenta di difendere nobilmente dall’oblio.

copiadiroccogattoeditedzu3Rocco Gatto, invece, non era più un ragazzo. Fu ucciso il 12 maggio 1977 e non per sbaglio. La sua colpa fu quella di non piegarsi mai all’arroganza mafiosa delle famiglie ndranghetiste di Gioiosa Ionica, paese nel quale Rocco viveva e lavorava come mugnaio. Comunista, in un luogo e in un’epoca in cui più che mai nei militanti comunisti era una prerogativa schierarsi contro la mafia. Non aveva ceduto ai ricatti e alle estorsioni che gli uomini di malaffare gioiesi volevano imporgli, Rocco. Denunciò tutto e tutti e pagò con la sua vita questa ribellione personale, civile e profondamente democratica. Il suo nome è stato ricordato per anni da migliaia di militanti delle formazioni di sinistra parlamentare ed extraparlamentare che in seguito alla sua uccisione organizzarono una grande manifestazione nel paese di Gioiosa Jonica, nel quale fu anche decorato un palazzo con un murales che recentemente è stato restrutturato per iniziativa dell’associazione . Un segno tangibile della memoria in uno dei luoghi in cui le storie raccontante nel testo sono avvenute.

restaurato

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, per chi non l’avesse ancora fatto, perchè la storia insegna ed è utile solo se non la si dimentica. Ricordare eventi e figure come quelle qui rappresentate è necessario affinche la coscienza sociale di un popolo non vada totalmente in malora!

Alessio Neri

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2 Commenti »

Rosy dice:

Il sangue dei giusti è il frutto di un’ottima ricerca giornalistica, e vale ancora di più per restituirci la memoria di due vittime della ‘ndrangheta di cui troppo poco si parla. La stessa Città del Sole ed., a marzo di quest’anno, ha pubblicato un libro che ho scoperto per caso, e che sto leggendo in classe ai miei allievi. Un pezzo per volta. Poi riflettiamo a lungo. E ancora leggiamo. Sono loro stessi a chiedermi “ius sanguinis”, il romanzo di un’altra giornalista, Paola Bottero, che ha il merito di essere riuscita a raccontare due vicende simbolo della nostra terra (la storia di Gianluca Congiusta vista tramite gli occhi della sorella Roberta e quella di Federica Monteleone, la sedicenne uccisa dalla malasanità nell’ospedale di Vibo) e di aver dato una fortissima chiave di lettura ai disagi che sopportiamo da troppo tempo in questa nostra “terra meravigliosa e maledetta”, come lei stessa la definisce. Le sue sono immagini di un film, che i miei ragazzi assorbono più di qualsiasi ricostruzione storica. La Bottero parla dritto al loro cuore e alla loro pancia, suscita emozioni forti che fanno nascere dibattiti, consapevolezza, voglia di capire e di ribellarsi. Consiglio a tutti, per primo ai miei colleghi insegnanti, di adottare la stessa linea, e di valutare il romanzo della Bottero uno dei più validi strumenti didattici a nostra disposizione, oltre che una sorprendente opera letteraria. Sono sicura che l’abbiate letto, anche se non ho trovato ancora una recensione su questo sito ricco e completo, e vi consiglio di visitare anche il suo sito: http://www.iusanguinis.net (troverete un gruppo anche su Facebook, aggiornato con le notizie che purtroppo continuano a macellare la nostra terra già distrutta nei decenni).

Nicolonsky dice:

la stessa casa editrice pubblico Otto Contro Tutti dell’amico Danilo Barreca e seguì una canzone di un gruppo a me molto caro dallo stesso titolo

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