Pillole di Storia – Ayrton Senna da Silva

giovedì, 26 novembre, 2009
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ayrton2Da Silva è un cognome che non dice nulla, praticamente sconosciuto a chiunque se si chiede di ricordare un con quel cognome. Poi, dici e tutti capiscono.

La leggenda del brasiliano nasce già da questo aneddoto, figlio di Milton da Silva e di Neide Senna, – per non passare nel dimenticatoio dei tanti connazionali con quel cognome – sceglie di portare il cognome della madre.

Nasce in marzo, nel 1961 la storia di uno dei più grandi piloti dell’automobilismo moderno; sportivo che ha portato in giro per il mondo un intero popolo, quello brasiliano. Che non fosse uno come gli altri, lo si era capito da subito, sin dal primo test con una monoposto di F1 concesso da Frank . Impressionò gli addetti ai lavori per velocità e precisione.

Poi, l’esordio in quel 1984. E che esordio. Monaco, premio nel Principato. Acqua che viene giù come mai si era visto, Senna guida la Toleman, una vettura mediocre da fondo dello schieramento. Con una monoposto assolutamente inferiore rispetto agli altri avversari, rimonta posizioni su posizioni, maggiore è l’insistenza della pioggia maggiore la differenza tra lui e gli altri piloti. , Lauda sono alcuni degli avversari che gareggiavano in quel Mondiale. Il brasiliano risale in classifica fino al secondo posto, pronto ad attaccare il grandissimo Alain (a fine stagione vice del mondo dietro il compagno Lauda).

A quel punto, entra in gioco la politica in Formula Uno. Jackie Ickx, grande campione e amico di Prost, nonché pilota Porsche (che quell’anno forniva i Tag alla McLaren) è il direttore di gara e decide di sospendere la corsa per l’eccessiva pericolosità delle condizioni meteo. Prost ha la vittoria in salvo dalla rimonta del giovane e sconosciuto Senna, l’onore è salvo. Il brasiliano iniziò allora la sfida decennale che lo contrapporrà al francese. Sfida che vivrà i massimi momenti sportivi e dialettici nel biennio 1988-1989.

La convivenza tra i due non fu facile, anzi si trattò di guerra aperta. 1988, Giappone, Suzuka. Si decide il mondiale di quell’anno. Senna è in pole position, affiancato dal compagno Prost. Al via, il motore del brasiliano non si avvia normalmente, Senna riesce a partire ugualmente approfittando della leggera pendenza del rettilineo della pista nipponica. Prost, invece, scatta bene e va in testa. Precipitato nel mezzo del gruppo, Senna si scatena in una serie di sorpassi in sequenza, fino ad arrivare alle spalle del compagno-nemico Prost. Uno dei momenti più emozionanti della storia della Formula Uno. Prost si appresta in rettilineo a superare un doppiato, resta pochissimo spazio alla sua destra, prima del muro: Senna si lancia nello spazio tra il muro e l’auto di Prost e lo supera approfittando del doppiato.

Storico.

ayrtonIl brasiliano aveva inventato una magia che gli valse il titolo mondiale, primo dei tre conquistati nella sua carriera. Il 1989 fu un anno che si concluse in malo modo, con una storia di squalifiche e scuse “false” tra Senna e la Federazione. Teatro ancora Suzuka. La celebre manovra di Prost che prova a bloccare Senna mentre tenta il sorpasso. Il francese abbandona la vettura, Senna si fa spingere dai commissari e, ripartito sesto, risale tutti e vince quella gara. Al termine, Jean Marie Balestre (nemico giurato di Senna) presidente della squalifica il brasiliano per essersi fatto aiutare dai commissari ed aver saltato una chicane.

Il Mondiale andò a Prost, Senna si prese la rivincita al veleno nel 1990, quando alla prima curva deliberatamente buttò fuori pista Prost, passato quell’anno in Ferrari. Seguirono anni di dominio per Senna, il 1990 e il 1991 consacrarono il mito, la leggenda. Tre titoli mondiali, con la concorrenza che, però, cresceva. Spuntava all’orizzonte un certo Michael Schumacher e la McLaren non era più la vettura imbattibile di fine anni 80: ora era la Williams il team migliore. Così il 1992 fu avaro di soddisfazioni. 1993 sulla falsariga dell’anno precedente, oramai si preparava lo sbarco tanto desiderato in Williams per il 1994.

Del 93, però, resterà nella storia la più bella gara forse mai vinta dal campione brasiliano. Donington Park, Inghilterra. Giornata da lupi, freddo, pioggia. Senna parte sesto in griglia, dietro a Schumacher, Prost, Damon Hill. Donington è un circuito che è immerso nel verde, saliscendi con curve a lungo raggio dove non puoi osare di sbagliare di un centimetro la traiettoria. Bene, semaforo verde e via. Prima curva e Senna mantiene la posizione, dalla seconda curva inizia lo show più bello mai visto su un circuito: con traiettorie al limite della fisica, passa all’esterno ad uno ad uno i piloti davanti a lui.

A due curve dal termine del primo giro è dietro a Prost, in testa con la Williams. Il capolavoro, attacco al francese e transita sul traguardo in prima posizione dopo un solo giro. La corsa si concluse con tutti, esatto, tutti i piloti doppiati da Senna. Quel giorno, Prost fece sette pit stop per cambiare gomme e Senna, con una vettura palesemente inferiore annichilì ogni avversario. 1994, l’agognato passaggio alla vettura migliore.

Il più grande sulla macchina più vincente. Prima gara, Brasile. In patria Senna non ebbe mai grande fortuna, tranne la vittoria nel 1991. L’avversario più temibile per quella stagione è Michael Schumacher su Benetton Ford. Alla prima gara, Senna viene superato durante il pit stop da Schumacher. Rientra in pista e tira al limite per recuperare ma commette un errore ed è costretto al ritiro. Seconda gara, Aida, Giappone. Pole position anche nella seconda corsa, al via scatta primo ma viene tamponato e buttato fuori pista alla prima curva. La situazione è molto negativa, in squadra iniziano a chiedersi se sia ancora il più forte come lo conoscevano tutti. Si arriva a Imola, primo maggio 1994. Una data che resterà scolpita indelebile nelle menti degli sportivi, non solo amanti di F1.

Un passo indietro, venerdì prima della gara Rubens Barrichello, giovane promessa aiutata proprio da Senna nell’ingresso in F1, ha un terribile incidente con la sua Jordan: ne esce vivo per miracolo. Sabato, prove di qualificazione. Roland Ratzenberger percorre con la sua modestissima Simtek il tracciato imolese, a causa delle sollecitazioni e del materiale scadente della propria vettura, perde l’ala anteriore. Non se ne accorge, al momento di affrontare la curva Villeneuve (una velocissima destra in pieno prima di una staccata a oltre 300orari) la vettura va dritta senza carico aerodinamico. Si schianta contro il muretto, Ratzenberger muore praticamente sul colpo.

Dettaglio importante, fosse morto in autodromo la gara del giorno dopo non si sarebbe corsa, le indagini della magistratura avrebbero sequestrato l’impianto.

Roland viene rianimato e morirà in ospedale. Primo maggio, Senna ancora in pole position ma con zero punti in classifica. Al via è pensieroso, ha la bandiera austriaca in tasca per sventolarla sul podio in onore di Ratzenberger scomparso il giorno prima. Sta in vettura, come mai aveva fatto. Semaforo verde, Senna scatta primo seguito da Schumacher. Nelle retrovie, il finimondo. J.J Lehto su Benetton viene tamponato perché rimasto fermo in griglia, frammenti di vetture volano dappertutto, anche gli spettatori in tribuna vengono colpiti. Safety Car.

Sei giri dietro la macchina per ripulire la pista. Si riparte, Senna sempre al comando seguito da Schumacher. Si passa sul traguardo, in pieno, quinta, sesta, oltre 290 km orari. Adesso, dopo il traguardo c’è una chicane che rallenta le vetture, nel 94 c’era una piega a sinistra da fare in pieno, sconnessa, pericolosa, una curva vera: il Tamburello. Senna si lancia in pieno come ogni giro, appena accenna ad impostare la piega, la vettura scarta secca verso destra, insensibile ai comandi del grandissimo Ayrton.

Tra la pista e il muro ci sono poche decine di metri, il brasiliano frena provando a ridurre la velocità elevatissima: ci riesce, però, l’impatto è micidiale nell’angolo. Un puntone della sospensione si inserisce nella parte alta di sinistra del casco, dove c’è la visiera, uccidendolo. Due centimetri, questa è la misura che i medici hanno stabilito uccidere il più grande pilota di tutti i tempi per emozioni regalate.

Alle ore 18 del primo maggio 1994, la Formula Uno perde a soli 33 anni il suo più grande protagonista.

Questa è solo una pillola, considerando gli aneddoti, le storie, i retroscena, le opere per il proprio paese e per i bambini che Ayrton Senna e la Fondazione Senna che è stata istituita dopo la sua morte portano avanti.

Fabiano Polimeni

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7 Commenti »

Fabiano dice:

ad integrare questa pillola, alcuni dettagli
- i funerali a san paolo furono seguiti da una folla di diversi milioni, si milioni, di persone. vennero celebrate le esequie di stato riservate ai grandi.
- il 1994 sarebbe stato molto probabilmente l’unico anno di Senna in Williams, infatti, i retroscena confermano i contatti con il presidente Montezemolo per il passaggio in Ferrari nel 1995.
- La Williams disegnata da Adrian Newey per quell’anno, a Senna proprio non piaceva. Innanzi tutto, era stretta nell’abitacolo ed il brasiliano si lamentò frequentemente dell’angustezza della monoposto. Avendola vista dal vivo, la larghezza all’altezza dell’abitacolo era davvero ridottissima, lo spazio minimo necessario per farci stare il pilota.
- nel 1993, al termine della stagione Alain Prost si ritirò dalle gare. All’ultima corsa in Australia fu sancita la pace vera tra i due grandi rivali. Fu il vero momento di riappacificazione tra Senna e il francese. Nella gara di Imola, prima del via, Senna descriveva il circuito in diretta alla tv, in quell’occasione rivolse a Prost un saluto dicendo che ne sentiva la mancanza.
- l’incidente mortale venne causato dalla rottura del piantone dello sterzo, fonti attendibili avvalorano l’ipotesi che siano state fatte operazioni di alleggerimento sul tubo dello sterzo che, non realizzate in fabbrica ma direttamente in pista, avrebbero portato alla rottura a seguito anche delle sollecitazioni generate dalla pista. Si è tenuto un lungo processo a seguito della morte di Ayrton, dal quale Frank Williams, Patrick Head e l’Autodromo di Imola sono stati scagionati dalle accuse.

queste sono solo alcuni puntualizzazioni e retroscena

Fabiano dice:

rettifica, in Benetton nel 1994 non correva Lehto – come erroneamente indicato – ma Jos Verstappen (protagonista quell’anno del rogo ad Hockenheim durante il pit stop).

gimes dice:

Tra i più grandi della storia,altro che schumi e l’elettronica esasperante… Drammatico quel 1° maggio :( :(:(

fabiano dice:

c’è un legame tra schumacher e senna, più di quanto non sembri… entrambi hanno sempre corso per il primo posto, entrambi perfezionisti maniacali. schumacher ha trasportato la F1 tra due ere, non è assolutamente inferiore a senna. il brasiliano emozionava di più, ma questo perchè era una F1 diversa e per gli scenari che aveva intorno senna. l’elettronica esasperata paradossalmente è iniziata proprio nel 1992… era a livelli altissimi e comunque non è più semplice una F1 con elettronica, anzi… hai molti più aspetti da considerare, parametri, difficoltà. Due epoche diverse, tutto qui… senz’altro senna e schumacher sono stati e, nel caso di ayrton sarebbe stato, due assoluti campioni in qualunque fase della moderna F1 avrebbero corso.

Luca dice:

Rettifica a Fabiano: Senna salutò Prost durente le prove e non prima del via, nel 1994 J.J. Letho era alla Benetton. Quell’anno alla Benetton come seconde guide ci furono: Letho, Jos Verstappen e Jhonny Herbert

Luca dice:

rettifica: Senna è morto a 34 anni non a 33 e alle 18e40 non alle 18

Notizie dai blog su Con Ayrton nel cuore a 50 anni dalla nascita dice:

[...] Pillole di Storia – Ayrton Senna da Silva Da Silva è un cognome che non dice nulla, praticamente sconosciuto a chiunque se si chiede di ricordare un pilota con quel cognome. Poi, dici Senna e tutti capiscono. blog: LiberaReggio | leggi l'articolo [...]

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